DELLY.
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L'erede dei duchi di Sailles.
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1964. A. Salani Editore, FIRENZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
     Fondazione Ezio Galiano onlus
       http:\\www.galiano.it
   ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Dopo tante difficolt, tutto sembrava sorridere ad Antonietta e a Ghislano di Vaulan-Marnelles. Ma perch si opponevano tante difficolt? Perch il Castello nero era loro cos ostile? Trascorrono gli anni tra avvenimenti sempre nuovi, e solo il tempo sveler il tenebroso mistero destinato a sconvolgere la loro vita.
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CHI E' DELLY.
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Delly  uno pseudonimo collettivo adottato dai fratelli Jeanne-Marie (Avignone, 13 settembre 1875, Versailles, 1947) e Frdric Petitjean de la Rosire (Vannes, 1876, Versailles, 1949).
Jeanne-Marie e Frdric erano figlia e figlio di Ernest Petijean, militare di carriera, e di sua moglie Charlotte Gaultier de la Rosire. Trascorsero la loro infanzia a Vannes, trasferendosi poi a Versailles quando il padre and in pensione.
Marie consacr la propria vita alla scrittura, dando il via a una notevole produzione letteraria, la cui pubblicazione inizi nel 1903 con il romanzo Dans les ruines. Il contributo del fratello Frdric fu fondamentale, oltre che nella scrittura, nell'abile gestione dei contratti di edizione con le varie case editrici. Il ritmo di produzione dei romanzi, ne furono pubblicati pi di uno all'anno fino al 1925, e l'ottimo ricavo delle vendite assicurarono ai due una vita agiata, che per non imped loro di restare nell'ombra, sconosciuti al pubblico e alla critica. L'identit di Delly, infatti, fu rivelata solo dopo la morte di Marie, nel 1947, due anni prima di quella del fratello.
Marie e Frdric Petijean lasciarono una parte delle loro ricchezze e tutti i loro manoscritti alla Socit des gens de lettres, per fini assistenziali rivolti agli scrittori malati e in difficolt. Una sala dell'Htel de Massa, sede della Socit des gens de lettres, porta il nome di "Sala Delly".
I romanzi di Delly furono estremamente popolari fra gli anni dieci e gli anni cinquanta del 1900; alcuni di essi si collocano fra i pi grandi successi editoriali dell'epoca.
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L'erede dei duchi di Sailles
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PARTE PRIMA. I MISTERI DEL CASTELLO NERO.
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Capitolo 1. ANSIE MATERNE.
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Il sole calava sulle vette dei monti tingendole di pallida porpora; l'ombra che invadeva la valle recava un fresco ristoro alla cittadina arsa tutto il giorno dall' infocato sole di agosto.
Nello studio ben riparato dalle imposte socchiuse il signor di Landies, il sostituto procuratore della Repubblica a Virnes, finiva in quel momento il suo compito quotidiano, e con un sospiro di sollievo si alzava e si asciugava la fronte madida di sudore. Quindi si avvi verso la finestra, la spalanc e si sporse a guardar fuori. Davanti a lui si stendeva un ombroso giardino.
Poco lontana dalla casa sedeva una donna giovane, bruna e distinta, che cuciva alacremente rivolgendo frequenti sguardi a una mimmina addormentata vicino a lei in una culla di vimini...
Al rumore della finestra aperta, essa alz repentinamente il capo.
Hai finito, Luciano? Spicciati dunque a venir qui, dove si sta d'incanto! Vuoi una limonata?
Non la rifiuto, cara Maddalena; ma come mai sei sola? La signora di Vaulan non doveva venire a passare il pomeriggio con te?
Infatti, l'aspettavo; anzi, mi domando che cosa le sia accaduto. Non ha messo piede in giardino, oggi.
Cos dicendo, la signora di Landies si alz e rivolse gli occhi verso il recinto vicino, che una semplice siepe, nella quale si apriva un cancelletto di legno, separava dal suo.
Essa mand un grido di gioia nel veder comparire sulla soglia della casetta bianca, sorella gemella della sua, una slanciata figura di donna bionda, severamente vestita di nero, che dava la mano a un fanciulletto roseo, dai biondi riccioli d'oro.
Finalmente, cara signora! Non speravo pi di vedervi, oggi.
Frattanto Maddalena andava incontro alla nuova venuta e apriva il cancello.
La signora di Vaulan le porse una mano calda e febbricitante.
Scusatemi se non sono venuta ad avvertirvi. Non so proprio dove avessi la testa e a che cosa pensassi oggi!
Il suo bel volto delicato, sempre un po' pallido, recava quel giorno le tracce di una penosa preoccupazione.
Ma ci non ha nessuna importanza! Tra vicine non si fanno mica complimenti! disse pronta la signora di Landies. Buon giorno, Ghislanetto caro.
E preso in collo il piccino lo baci teneramente.
Il signor di Landies, che era uscito dal suo studio, sopraggiunse a salutare la signora di Vaulan gi seduta vicino a sua moglie.
Quella giovane donna era vedova gi da due anni del conte di Vaulan-Mornelles, ufficiale di cavalleria. Poco provvista di beni di fortuna, aveva lasciato Pau dove il tenente di Vaulan era di guarnigione al momento della disgrazia, ed era andata a stabilirsi in quella cittadina dei Pirenei dove la vita era assai
meno costosa. Una grande affinit d'inclinazioni, di sentimenti, di convinzioni religiose le aveva fatto fare amicizia coi suoi vicini Landies.
Il sostituto discendeva da un'antica famiglia
di magistrati. I suoi antenati, tranne pochi
che avevano avuto vocazioni ecclesiastiche e
militari, erano stati tutti gente di toga. Un suo
zio era ancora primo presidente a Clermon;
un altro, procuratore generale a Lilla; ma
egli sapeva di non poter mai raggiungere simili
vette: certe sue note ardite opinioni lo
avevan fatto relegare in quella cittadina sperduta,
e forse da un giorno all'altro gli sarebbe
capitato anche di peggio.
La signora di Landies fu ben lieta di trovare
nella signora di Vaulan una compagna
proprio adatta per lei. La giovane vedova
molto distinta, bella, intelligente e colta, la conquist
subito con la sua seriet e la sua delicatezza
di sentimenti. D'indole riserbata, essa
parlava pochissimo di se stessa o di suo marito,
ma la signora di Landies aveva capito
subito che la morte del giovane ufficiale lasciava
nel cuore della vedova una ferita inguaribile.
Quel giorno era facile capire come un'assillante
preoccupazione dominasse la signora
di Vaulan. Essa rispondeva distrattamente alle
domande dei suoi vicini, e non distoglieva lo
sguardo triste e ansioso dal piccolo Ghislano
che si trastullava nel viale a pochi passi da lei.
La servetta della signora di Landies port
la limonata e un piatto pieno di dolci, ma la
signora di Vaulan non volle prendere nulla e
disse che voleva andarsene per recarsi in chiesa prima che chiudessero.
Posso lasciarvi il mio Ghislano? Non
star fuori molto, ma ho bisogno di pregare.
Una profonda ansiet fremeva nella sua dolce
voce e nei grandi occhi bruni velati dalle
lunghe ciglia d'oro. Poi, d'improvviso, ella si
chin e appoggi la mano scottante su quella della signora di Landies.
Perch non vi paleserei quello che mi accade?
Voi siete amici fidati, ed io son cos sola ed anche cos inesperta!...
Parlate, cara signora; noi siamo a vostra
disposizione, disse la signora di Landies.
Mi ero accorta che siete preoccupata, ma
non avrei mai osato chiedervene la ragione.
Io non sono molto espansiva, disse la
giovane vedova. Premetto questo, per spiegarvi
come mai non vi ho ancora parlato della
famiglia del mio caro marito. Il conte Rinaldo
di Vaulan-Mornelles era cugino di Rinaldo di
Mornelles duca di Sailles. Egli apparteneva a
un ramo cadetto di quell' illustre casata e, orfano
fin dall'infanzia, fu educato dal duca suo
compare insieme col suo stesso figlio; ma ogni
rapporto tra loro fu troncato quando Rinaldo
rifiut di sposare una ragazza di alto lignaggio,
immensamente ricca, impostagli dal duca,
e dichiar invece a questi che avrebbe sposato
Antonietta d'Erques, la figlia del suo colonnello,
la quale gli portava soltanto la dote regolamentare
e la cui famiglia non poteva certo
competere col censo di quella della signorina
di Tromont. Antonietta ero io. Ci amavamo
tanto! Ed era cos buono, il mio Rinaldo!
A quel ricordo gli occhi della giovane donna
si empirono di lacrime.
La signora di Landies le strinse con affetto
la mano, mentre il sostituto si stiracchiava i
baffi per dissimulare la sua commozione.
Stante quest'assoluta discordia e l'assenza
di ogni manifestazione di simpatia alla morte
di mio marito, vi lascio immaginare la mia maraviglia
nel ricevere stamani una lettera del
duca di Sailles. Mortigli successivamente il figlio,
la nuora e il maggiore dei nipotini, gli
era rimasto il secondo, un bimbo di diciotto
mesi, che  perito in questi giorni in seguito
a una disgrazia. Ghislano  ora il suo pi stretto
parente, e il duca m'informa in termini freddi,
ma correttissimi, che  risoluto a dimenticare
il profondo dissenso creato dal rifiuto del
nipote, e a fare di mio figlio l'erede del suo
titolo e del suo patrimonio, a patto che si vada
a vivere con lui nel suo castello di Sailles, nel
Prigord, dove il futuro duca sar educato sotto
ai suoi occhi.
Ma benissimo! esclam il signor di
Landies. Che bell'avvenire si presenta al
vostro Ghislano! Non supponevo davvero che
provenisse da una cos nobile stirpe. Il duca
di Sailles  molto ricco?
Ricchissimo, credo; ma so da mio marito
che  orgoglioso, originale e autoritario; gentiluomo
perfetto per altro, generoso a folate
e un po' misantropo. Con un carattere simile,
temo che accadano delle complicazioni.
 vedovo?
S; ha avuto due mogli, ma dalla seconda,
figlia di un olandese e di una francese imparentata
con la famiglia di Mornelles, non
ebbe figli. Questa signora, vedova essa pure,
aveva una figliuola maritata con un olandese,
il barone Van Hottem, stabilito a Giava. Un
po' di tempo dopo che sua madre divenne duchessa
di Sailles, la signora Van Hottem perd
il marito e torn in Francia col figlio. Ridotta
quasi alla miseria, fu accolta generosamente
dal patrigno, e da allora  rimasta sotto il suo
tetto. Anche da questo fatto possono derivare
delle noie; e poi, chi sa se questo parente sconosciuto
non voglia educare il mio Ghislano
con dei principii contrari a quelli di suo padre
e miei?
Ma voi non abdicate mica i vostri diritti!
interruppe la signora di Landies. Voi sarete
sempre padrona di andarvene insieme col
vostro ragazzo, sia che la vostra autorit materna
si trovi contestata, sia che non andiate
d'accordo coi vostri parenti, sia per qualsiasi
altra ragione! Il provare non vi costa nulla,
soprattutto se pensate all'avvenire che si schiude
davanti a vostro figlio.
S, ragionandoci sopra, bisogna che accetti;
ma non so dirvi quanto mi pesi il prendere
questa determinazione! Forse la mia ripugnanza
va attribuita al fatto che il duca di
Sailles si mostr tanto inflessibile verso Rinaldo,
che fino ad allora egli aveva idolatrato,
e perch so che io fui la cagione di questo
profondo dissenso!
Ma la sua decisione prova che egli vuol
dimenticare ogni cosa, signora! E poi, chi sa
se non potrete fare un po' di bene a quel povero
vecchio che non ha nessuno e che forse
 triste e infelice?
Avete ragione, e credo che risponder
accettando. Ma  doloroso l'andarsene verso
l'ignoto! ella mormor, spiegazzando nervosamente
un lembo del suo vestito da lutto.
Nella culla, la bimba apr gli occhi, due occhi
azzurri che sembravano molto grandi in
quel visino minuto.
La signora di Landies se la prese sulle ginocchia,
e subito Ghislano and a baciarle le
manine paffute.
Come cresce, eh, signora? E come ride
benino, guardate! esclam entusiasmato il
ragazzo.
Ghislano non si stanca mai di ammirare
la nostra Natalia! disse ridendo il sostituto.
 cos graziosa, questa cara piccina!
rispose la signora di Vaulan chinandosi a baciare
la bimba che continuava a sorridere a
Ghislano tutto contento. In quest'ultimo
mese  diventata molto pi robusta e colorita,
davvero!
Posso dir lo stesso di Ghislano. E un ragazzo
stupendo, lo affermo senza adulazione.
Che bel duchino sar!
Un'ombra pass negli occhi bruni della giovane vedova, e la sua voce un po' tremante mormor: La corona sar un po' pesante per questa testolina. Avrei preferito un destino pi umile per il mio tesoretto! Ma sia fatta la volont di Dio!
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Capitolo 2. IL CASTELLO NERO.
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Dopo tre giorni di riflessioni e di preghiere,
la signora di Vaulan rispose al duca di Sailles,
accettando; e quindici giorni pi tardi
essa lasciava la bianca casetta dove aveva trascorso
due anni, se non felici, dato il suo dolore
insanabile, almeno tranquilli nelle placide
gioie del suo amore materno e nella soddisfazione
di un'amicizia sempre crescente coi suoi
ottimi vicini. Furono versate delle lacrime tanto
da una parte quanto dall'altra poich le
due signore si volevano veramente bene; e
Ghislano singhiozz nel baciare per l'ultima
volta la piccola Natalia che la madre aveva
portata con s alla stazione.
Come se avesse capito, anche la piccina cominci
a piangere stringendo le piccole mani rosee.
La piccola Natalia vi cercher strillando,
caro Ghislano! disse la signora di Landies
mentre cullava la bimba per calmarla. Essa vi conosceva gi!
Ma torner! Non  vero, mamma, che
torneremo a trovare la signora di Landies e
Natalia? chiese Ghislano.
Non lo so... lo spero... mormor la signora di Vaulan.
Io ci faccio assegnamento! rispose
pronta la signora di Landies. Il Prigord
e il Barn sono abbastanza vicini perch possiate
fare spesso questo viaggetto. Il vostro
parente non ve lo impedir, spero!
Chi sa!... esclam la giovane vedova
con voce soffocata. Io sono assillata da tristi
presentimenti e, nonostante tutti gli sforzi
che faccio, non riesco ad esser tranquilla.
 di certo un'impressione nervosa. Vedrete,
cara signora, che tutto ander bene,
che il duca di Sailles s'innamorer del suo
simpatico piccolo erede e che apprezzer presto
le numerose doti della contessa di Vaulan.
Ma ecco il treno, il tremendo treno che sta per dividerci!
In quel momento il sostituto, che si era occupato
della spedizione dei bauli, tornava con
la bolletta in mano. Egli e la moglie aiutarono
la giovane vedova e Ghislano a trovar
posto in uno scompartimento di seconda classe,
e restarono sul marciapiede finch, a una
curva del binario, non videro pi il pallido
volto della signora di Vaulan n la faccina di
Ghislano solcata di lacrime.
Il viaggio intrapreso dalla signora di Vaulan
veniva ad essere relativamente lungo stante
vari mutamenti di treno e molteplici attese
in stazioni secondarie. Eppure essa avrebbe
voluto che durasse anche pi. Il solo pensiero
dell'arrivo le stringeva il cuore; ma la meta
si avvicinava, e gi s'intravedevano le prime
case di Saint-Pierre di Sailles, il villaggio pi
prossimo al castello.
Giunto nella piccola stazione, il treno si ferm.
La signora di Vaulan e Ghislano scesero
dal loro vagone e la giovane donna guard
intorno: vi erano soltanto il capostazione e
un operaio. Ella porse al primo i biglietti e
usc dalla stazione.
Sulla piazzetta ombreggiata di olmi, due
barroccini: null'altro. Era evidente che il castellano
di Sailles, bench fosse stato avvertito,
non aveva mandato nessuno incontro ai
viaggiatori. Quell'assoluta mancanza alle regole
della pi elementare educazione sgoment
la signora. Che cosa avrebbe fatto, se il castello
fosse stato molto lontano?
Voltandosi, ella scrse il capostazione che
la guardava maravigliato; allora gli si avvicin
e gli chiese:
Signore, vorreste farmi il piacere di dirmi
quanto dista di qui il castello di Sailles?
Sei chilometri, signora... piuttosto pi
che meno.
Sei chilometri! Non potrei trovare una
carrozza che mi portasse col?
Eh! Non credo... se pure non vogliate
contentarvi di un barroccino. C' qui compare
Midon che potrebbe portarvi al castello,
poich passa di l.
S, s, ne profitter volentieri.
Il capostazione fece due o tre passi verso
un contadino rosso e grassoccio che usciva in
quel momento da un'osteria della piazza.
Ehi, compar Midon, volete prendere sul
vostro barroccino questi viaggiatori che vanno
al Castello Nero?
Sicuro! disse il contadino levandosi
rispettosamente il cappello. Ma non viaggeranno
sul morbido...
S'interruppe, e tese l'orecchio avendo udito
il rumore di una carrozza. Dopo pochi momenti
apparve infatti sulla piazza una vettura
tirata da due magnifici cavalli: a cassetta stavano
un cocchiere e un servitore con livrea
turchina scura e galloni bianchi.
La carrozza di Sailles in tenuta di gala!
mormor stupito il capostazione.
Dopo una curva impeccabile, la carrozza si
ferm davanti alla stazione. Ne scese il servitore
che, dopo aver dato un'occhiata in giro,
si avvicin alla signora di Vaulan.
La signora contessa di Vaulan-Mornelles?
chiese rispettosamente.
E alla risposta affermativa della giovane
donna soggiunse:
Signora contessa, vogliate scusare il nostro
ritardo, ma non siamo stati avvertiti in
tempo.
I viaggiatori salirono in carrozza e la pariglia
riprese la via del castello.
Oh, mamma, che bella carrozza!
esclam Ghislano strisciando la manina sulla
seta dei guanciali. E poi, c' una corona
sullo sportello: l'avete veduta?
Essa gli rispose distratta, carezzandogli i
riccioli biondi. Ora, vista la inesistenza della
mancanza di riguardo che l'aveva offesa, ella
si sentiva pi tranquilla. La strada saliva sensibilmente
fra boschi di quercie interrotti ogni
tanto da grossi massi granitici. Poi, a un tratto,
alla svolta di una breve ma ripidissima
salita, i viaggiatori videro ergersi davanti a
loro un castello feudale, costruito sulla roccia,
molto ben conservato, le cui scure muraglie
giustificavano il nome di Castello Nero
datogli dal capostazione. Nonostante il pallido
sole di quel bel pomeriggio autunnale che ne
indorava le vecchie torri, quell'antica dimora
aveva un aspetto austero, quasi ostile. La carrozza
si ferm davanti al ponte di pietra che
teneva luogo di quello levatoio abbassato in
altri tempi sui profondi fossati. I viaggiatori
scesero ed entrarono sotto un'arcata maestosa,
quindi nella sala delle Guardie, immensamente
grande.
L stavano allineati una diecina di domestici.
Da una delle grandi porte laterali che davano
su quella sala, apparve subito una giovane
donna, alta e massiccia, vestita di seta nera.
I suoi capelli di un biondo smorto, lisci e ben
tirati sopra agli orecchi, incorniciavano un
volto regolare, veramente bello, ma sciupato
da una nascente pinguedine che non toglieva
per nulla al pi bel roseo carnato che sia
possibile immaginare. Quella sconosciuta dava
la mano a un fanciullo mingherlino e dall'aspetto
poco simpatico. Ella si avvicin alla
signora di Vaulan inchinandosi leggermente,
e disse con voce dolce e fredda:
Il duca di Sailles mi manda a farvi accoglienza
fin dalla soglia della sua casa. Permettetemi
di presentarmi: sono la sua figliastra,
la baronessa Van Hottem.
E mentre sciorinava questo discorsetto, avvolgeva
nello stesso rapido sguardo la nuova
venuta e soprattutto Ghislano, un po' intimidito
e disorientato.
La signora di Vaulan rispose con alcune
cortesi parole; poi, ad un cenno della baronessa,
un servitore si fece avanti.
Antonio vi condurr dal duca di Sailles,
signora; il mio patrigno desidera conoscervi
subito.
I viaggiatori seguirono il domestico attraverso
a degl'immensi corridoi lastricati di pietra
fino ad una porta alla quale egli buss.
Una voce breve rispose:
Avanti!
Il servitore apr con precauzione i due battenti
della porta e si tir da parte per lasciar
passare la giovane donna e suo figlio. Questi
si trovarono in una vasta stanza dallo zoccolo
di legno, adorna di magnifici mobili antichi.
Nel vano di una finestra monumentale era seduto
un uomo dai capelli tutti bianchi. La signora
di Vaulan e Ghislano si sentirono subito
scrutati dagli occhi scuri e profondi che
brillavano in quella faccia giallognola solcata
di rughe.
Il duca si rizz lentamente. Era di statura
piuttosto piccola e per di pi incurvato dall'et;
ma ci nonostante parve stranamente imponente
alla giovane donna ansiosa dell'accoglienza
che le avrebbe fatta.
Ella si avanz verso il vecchio, ed egli pure
fece qualche passo; poi si scambiarono un cerimonioso
saluto.
Cugina mia, permettetemi di augurarvi
la benvenuta in questa casa che, oso sperarlo,
considererete come vostra.
L'accento era cortese, quasi benevolo, e il
cuore della signora di Vaulan si allegger un
po'. Ella rispose con una frase graziosa che
parve andare a genio al vecchio, poich il suo
volto altero s'illumin di un fuggevole sorriso.
Ed ecco, signor duca, il mio piccolo Ghislano.
Ella spingeva frattanto dolcemente verso il
duca il bambino che si nascondeva dietro a
lei. Il vecchio sussult, pos la mano tremante
sulla bionda testa e scrut a lungo il delicato
visino fatto di porpora dalla commozione di
quella presentazione solenne.
Somiglia a Rinaldo... tranne negli occhi,
mormor commosso. Un vero Mornelles!... Sar un bel duca.
Gett un fuggevole sguardo verso due ritratti
posti su di un tavolino e sospir dolorosamente:
Si chiama Ghislano, mi avete detto, cugina?
Come mio padre. Ne faremo, come lui,
un vero gran signore. Ma non voglio trattenervi
pi a lungo; vi faccio subito condurre
nel vostro appartamento, poich dovete aver
bisogno di riposo.
Agit un campanello e disse al domestico
che subito comparve:
Avvertite la signora baronessa che l'aspettiamo.
Pochi minuti dopo la signora Van Hottem
entr nel salone, sempre seguita da suo figlio.
Fatemi il piacere, Cornelia, di mostrare
il suo appartamento alla contessa di Vaulan.
A stasera, cugina; ci ritroveremo per il pranzo.
Dopo aver fatto salire ai viaggiatori la scalinata
di pietra scura e attraversare molti anditi
grandissimi, la baronessa si ferm in una
specie di rotonda di pietra lastricata di granito
le cui pareti sparivano sotto trofei di caccia
e di armi.
Questa  l'anticamera dell'appartamento
destinato, fin dai tempi pi remoti, ai duchi
di Sailles. Il duca Rinaldo lo ha abbandonato
per andare a stare al pianterreno a cagione
dei reumatismi che gl' impediscono di salire le
scale. Egli ha voluto che ora sia destinato a
vostro figlio.
E gli occhi chiari della baronessa si fissarono
per un attimo sul piccolo Ghislano. Poi
essa apr una porta e mostr alla signora di
Vaulan le stanze di cui si componeva l'appartamento,
tutte sontuosamente, ma severamente
addobbate; quindi se ne and dicendo che
avrebbe subito mandato la cameriera adibita
al servizio particolare della contessa di Vaulan.
Solo dopo mezz'ora di aspettativa la contessa
vide comparire una donnetta di mezza
et, dal fare mellifluo, che si scus del ritardo
con impacciate e confuse parole, e quando la
signora di Vaulan le chiese i suoi bauli, rispose
che una carrozza era andata a prenderli
e che arriverebbero di l a poco.
Ma la cosa and tanto per le lunghe, che i
bauli arrivarono quando sonava l'ora del pranzo;
la signora di Vaulan e Ghislano dovettero
dunque scendere in abito da viaggio.
Nella sala da pranzo trovarono il duca di
Sailles, la signora Van Hottem e suo figlio.
Il duca era in soprabito, la sua figliastra portava
sulla camicetta di seta nera una splendida
goletta di trina, e Pieter si pavoneggiava,
soddisfatto, nel suo vestito di velluto turchino.
Alla signora di Vaulan non sfugg l'occhiata
del duca al suo vestito nero un po' sgualcito
dal viaggio ed a quello grigio, modestissimo,
di Ghislano. Ella si scus subito di questa apparente
trascuratezza e ne spieg la ragione.
Il vecchio aggrott adirato le sopracciglia.
Non avete ancora i vostri bauli? Ma come
 disposto il servizio, oggi, Cornelia? La signora
di Vaulan  qui da quasi tre ore, e non
siete stata capace di farle avere prima i suoi
bauli?
Sono inavvertenze di servitori, padre mio,
ella rispose senza dar peso alla cosa.
Avevo dato degli ordini ben chiari, ma non 
da credersi come sia difficile farsi obbedire
con prontezza, ai giorni che corrono.
Eppure il servizio  andato benissimo
fino ad oggi, e non vedo perch debba essere
altrimenti. Volete mettervi di faccia a me, cugina?
La giovane donna si sed al posto della padrona
di casa, ma si sentiva un po' impacciata
pensando che ne spodestava forse la signora
Van Hottem. Questa per non se ne mostr
affatto impermalita, poich il suo volto rimase
freddo e impassibile mentre ella si sedeva alla
destra del duca di Sailles.
Le pietanze, semplicissime, erano servite in
porcellane preziose e antiche; tre camerieri
passavano silenziosi intorno alla tavola sulla
quale brillava una splendida argenteria. Il vecchio
duca, nonostante i suoi dolori e la sua
solitudine, conservava il fasto dei tempi trascorsi,
ed anche un po' del suo spirito vivace
e originale, come lo dimostr l'animata conversazione
che tenne con la signora di Vaulan
e con la baronessa. Ogni tanto egli lanciava
un'occhiata verso Ghislano: questi ascoltava
attentamente, pur domandandosi in cuor suo
perch quel brutto bambino seduto accanto
lo guardasse sempre
Finito il pranzo, la signora di Vaulan si accomiat
dal duca e dalla figliastra di lui: era
molto stanca e aveva fretta di trovare riposo
e solitudine nel suo appartamento.
A un cenno del castellano, un servitore la
guid attraverso i corridoi per lei ancora sconosciuti,
e mentre passavano davanti a un'arcata
avvolta nella penombra, che era certo
l'entrata di un corridoio di servizio, la signora
di Vaulan scrse per un attimo una strana
apparizione: una donna dal carnato scurissimo
avvolta in una tunica di un colore smagliante.
Due nere pupille si fissarono sulla
giovane donna e sul bambino, poi il fantasma
svan nell'oscura profondit della volta.
Nulla era pronto nell'appartamento della signora
di Vaulan completamente buio. Chiamata
da vari squilli di campanello, comparve
finalmente la cameriera che col solito fare mellifluo
addusse un monte di scuse e con saggia
lentezza si mise a preparare la camera della
nuova signora e del fanciullo.
Mamma, quella Bertina non mi piace
proprio punto, confess Ghislano a sua madre.
E il figliuolo della signora bionda 
sempre imbronciato, non  vero, mammina?
Forse  malato, tesoro mio, e bisogner
che tu sia affettuoso e cortese con lui. Ora
recita la tua preghiera, Ghislano mio, e chiedi
a Ges di farti crescere buono affinch lo zio
ti voglia molto bene.
In cuor suo la giovane donna pensava che,
con la sua indole affascinante, non sarebbe
stato difficile al fanciullo di conquistarsi il cuore
del duca. Gi durante il pranzo essa aveva
visto gli occhi del vecchio posarsi con compiacenza
sul fanciulletto che personificava cos
bene tutta la sua stirpe; e quando il bimbo
gli aveva augurato rispettosamente la buonanotte,
il vecchio lo aveva preso in braccio per
posare un istante le labbra sulla bella fronte
incorniciata di riccioli biondi.
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Capitolo 3. AVVERSARIO INVISIBILE.
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S, l'orgoglioso cuore del duca di Sailles
era avvinto dal biondo fanciullo che riuniva
in s gli alteri lineamenti dei Mornelles e il
fascino incantevole e la soavit avvolgente di Antonietta d'Erques.
I nuovi venuti non ebbero dunque nessun
bisogno di assediare la piazzaforte del cuore
del duca: si era arresa subito spontaneamente.
Da questa simpatia improvvisa e piena, result
per la giovane donna un fatto destinato
a procurarle molte gravi noie. Due giorni dopo
il suo arrivo al castello, il duca Rinaldo le dichiar
che, dalle mani della signora Van Hottem,
la direzione della casa passerebbe nelle
sue, ed essa ebbe un bel protestare: il vecchio fu irremovibile.
Siete la madre del mio erede, e questo
ufficio vi spetta di diritto. Del resto Cornelia
 una donna troppo assennata per impermalirsene.
Infatti la baronessa abdic i suoi poteri con
la migliore buona grazia, e la mattina dopo
la cameriera giavanese della signora Van Hottem
port nell'appartamento della signora di
Vaulan tutte le chiavi del castello. Questa donna,
antica balia di Pieter, era quella che i
viaggiatori avevano vista di sfuggita, nella penombra,
la sera del loro arrivo.
La giovane vedova si trov dunque all'improvviso
a capo di quella casa importante.
Il buon andamento del servizio, gi regolato
da molto tempo, avrebbe dovuto continuare
senza difficolt, bench guidato da una mano
nuova; invece, strane e impreviste complicazioni
sorgevano ad ogni passo, e per fatti di minima importanza.
In apparenza, la servit sembrava deferente
agli ordini della signora di Vaulan... ma la
giovane donna si accorgeva di non essere obbedita,
e intuiva l'esistenza di un occulto potere
che avversava la sua autorit.
Quelle trascuratezze che l'avevano stupita la
sera del suo arrivo, in una casa tanto ben
provvista di servitori provetti, si rinnovavano
spesso, e non solo a suo riguardo, ma anche
verso il duca di Sailles, il quale un giorno se
ne lagn mentre faceva la solita partita a carte
insieme con la signora di Vaulan e la baronessa.
Vi assicuro, caro zio, che ne sono desolata,
disse la giovane donna rossa dalla
confusione. Non so davvero a che cosa attribuire
queste negligenze! Forse i miei ordini non sono ben compresi.
Credo che siate troppo mite, Antonietta;
tutta questa gente va guidata con rigore. Via,
via, non vi tormentate per questa mia piccola osservazione!
Ma le cose andavano di male in peggio, e
il servizio del castello di Sailles si sbandava
sempre pi, nonostante gli sforzi della povera Antonietta.
Che fare di fronte a una resistenza non apertamente
dichiarata, ma che si sa sorda e latente?
Essa non osava chieder l'aiuto della signora
Van Hottem. La baronessa, invariabilmente
gentile, teneva un contegno riserbato e freddo
che sembrava nelle caratteristiche della sua
indole. La signora di Vaulan non la vedeva
che all'ora dei pasti e la sera, quando il duca
faceva la sua partita, altrimenti ella se ne stava
nel suo appartamento oppure passeggiava
nel parco col figlio. La sua discrezione era
innegabilmente perfetta.
Talvolta Antonietta si chiedeva angosciata
se non era quell'intrusa la cagione dell'ostilit
che la circondava; eppure sembrava che
la baronessa non avesse pi nulla a che fare
coi domestici! Akelma, la giavanese, disimpegnava
da sola il servizio della sua padrona,
e la signora di Vaulan non l'aveva mai vista
discorrere con chicchessia.
Tutte queste preoccupazioni domestiche erano
un grave peso per la giovane donna, la
quale non trovava nessun diversivo alle sue
ansie nella monotona vita del castello di Sailles.
Stante i suoi lutti successivi, il duca Rinaldo
aveva trascurato le relazioni coi possidenti
dei dintorni, ed anche la signora Van
Hottem sembrava molto incline alla solitudine.
Alla signora di Vaulan non rimaneva dunque
altra risorsa che quella di passeggiare nel
parco, per fortuna grandissimo.
Le sole ore felici per la signora di Vaulan
erano quelle nelle quali si occupava di suo figlio.
Essa gl'insegnava a leggere, e il fanciullo
faceva rapidi progressi; l'aria salubre
che respirava gli conferiva moltissimo, ed egli
diventava ogni giorno pi cerino.
Spesso il duca lo chiamava accanto a s,
si divertiva nell'ascoltare i suoi discorsi, e godeva
nel vederlo seduto nelle grandi poltrone
dalle alte spalliere stemmate, cos bello, cos
aristocratico, intento a sfogliare libri di figure
o ad accarezzare Mida, il vecchio cane spagnuolo
che era stato il fido compagno di caccia
di Gerardo di Mornelles, figlio del duca
Rinaldo.
Non era difficile accorgersi come il bambino
avesse fatto l'assoluta conquista del vecchio
gentiluomo. Questi sembrava meno cupo,
e la sua fredda e altera fisonomia s'illuminava
sempre di un raggio di gioia quando appariva
il fanciullo. Ghislano godeva di molti
privilegi, dei quali per non abusava poich
sua madre, per quanto piccolo fosse, aveva
saputo inculcargli il principio della discrezione.
E la severa, veramente ammirevole educazione
ch'ella gli dava, le cure di cui lo circondava,
contribuivano, insieme col suo fascino
e con la sua intelligenza, a cattivargli la
stima del duca di Sailles.
L'inverno sopraggiunse precoce. Nei grandi
camini monumentali interi tronchi d'albero
bruciavano senza posa. Il duca, tenuto fermo
dai dolori reumatici, non usciva pi dalla sua
camera. La signora di Vaulan e Ghislano, la
baronessa e suo figlio, si davano il turno per
tenergli compagnia. La sofferenza rendeva il
vecchio d'umore arcigno e difficile; solo Ghislano
riusciva a rallegrarlo un po'.
Le difficolt dell'andamento domestico non
diminuivano per la signora di Vaulan.
Esisteva qualcosa d'inafferrabile che misteriosamente
annientava tutti gli sforzi del suo buon volere.
Verso i primi di dicembre, in seguito a una
passeggiata fatta nel parco con Bertina, la cameriera,
Ghislano s'infredd. L'infreddatura
si mut in bronchite, e il fanciullo dovette
stare a letto. Fin che dur la febbre, la signora
di Vaulan non lo abbandon un momento.
La notte dormiva appena, ascoltando
il respiro affannoso del fanciullo, ed era sempre pronta
ad accorrergli vicina quando si metteva a
tossire. Finalmente vi fu un notevole miglioramento,
e la giovane donna, pi tranquilla,
torn a sorvegliare la casa, compito che si faceva
sempre pi arduo data la strana malavoglia
di chi la circondava. Ora la notte ella
poteva dormire: il caro piccino riposava calmo
nella sua camera ben riscaldata durante
il giorno, chiusa la sera da lei stessa per esser
sicura che tutto fosse all'ordine.
Una notte ella si svegli di soprassalto: uno
strano fischio echeggi nel silenzio, e una folata
d'aria gelata le pass sul viso.
In un attimo, si butt gi dal letto e si slanci
nella stanza vicina: la finestra, da lei accuratamente
chiusa la sera, era spalancata e,
mezzo scoperto nel suo lettino, il fanciullo tremava.
Ne deriv una seria complicazione, e
ci volle proprio la sana costituzione del fanciullo
perch scampasse alla morte.
Per tutto il tempo che dur il pericolo, il
duca Rinaldo si trascin ogni giorno nella camera
del malatino. Quando il fanciullo entr
in convalescenza, egli lo fece oggetto di ogni
premura, e la malattia parve stringere vieppi
i vincoli d'affetto che gi lo univano al
suo erede.
Il castellano volle indagare il perch di quella
finestra aperta, ma non riusc a scoprir
nulla: la signora di Vaulan si occupava in
persona di guardare ogni sera le finestre della
camera di suo figlio, e quella sera, essa lo asseriva,
aveva fatto come sempre.
Ma forse non ci avrete badato abbastanza!
Forse eravate distratta, oppure avete trascurato
di occuparvene, disse il duca con
asprezza.
Oh, no, sono sicurissima di aver guardato
ogni cosa! Scossi perfino con forza le
due finestre per esser certa che fossero ben
chiuse!
Come spiegate dunque ci? Chi, dopo di
voi, and in camera del bambino?
Nessuno, proprio nessuno; e poi le nostre
porte erano ermeticamente chiuse.
Essa non riusciva infatti a spiegarsi quel
mistero, e neppure lo strano fischio che l'aveva
svegliata cos a proposito; ma vegli ancora
pi attentamente sul figlio. Questi era
ancora un po' debole, e il dottore consigli
molti riguardi ed anche distrazioni.
Gli ci vorrebbe un compagno della sua
et.
Eh! Non sar facile trovarlo! osserv
il duca. Ci sarebbe Pieter... ma credo che
non ti vada molto a genio, non  vero, Ghislanetto?
Il fanciullo scosse energicamente il capino
biondo.
No, zio; le due volte che ho giocato con
lui era sempre imbronciato!...
 vero: ha un carattere poco piacevole;
eppure sua madre fa di tutto per correggerlo!
Via, cerchiamo un po' chi si potrebbe trovare
per compagno!... Ah, forse il piccolo d'Aubars!
In chiesa avrete certo visto la signora
d'Aubars, Antonietta: vi si reca sempre; 
una signora bruna, rigida e triste, in strettissimo
lutto. E vedova da due anni e sta al castelletto
di Roccarossa, nei pressi di San Pietro.
Prima le nostre due famiglie erano molto
intime, adesso la signora viene soltanto a farmi
gli auguri di Capodanno. Suo figlio mi pare
carino e ben educato. Dovreste andare a farle
visita, Antonietta; son sicuro che vi trovereste
bene insieme, e potreste diventare amica di
quella giovane signora molto distinta e pi
simpatica, praticandola, di quanto il suo aspetto
un po' freddo pu far supporre al primo vederla.
Il giorno dopo la signora di Vaulan and
al castello di Roccarossa, dove fu accolta benissimo
dalla signora d'Aubars; il piccolo
Maurizio le parve proprio il compagno adatto
per il suo Ghislano. Pochi giorni dopo, i due
ragazzi giocavano insieme nel parco del castello,
e per ordine del duca una carrozza andava
ogni giorno a prendere il bimbo d'Aubars
alla Roccarossa, o a condurre col Ghislano,
gi entusiasta del suo nuovo amico.
La signora Van Hottem non parve affatto
offesa nel veder dare al futuro duca un compagno
estraneo, mentre suo figlio, press'a poco
della stessa et, avrebbe dovuto essere scelto
a tale scopo. Del resto ella non si mostr mai
desiderosa di una stretta intimit tra i due ragazzi,
e quell'isolamento nel quale faceva vivere
Pieter non contribuiva davvero a rendere
pi socievole il fanciullo selvaggio e taciturno.
Tuttavia, per un certo riguardo, la signora
di Vaulan mandava qualche volta a dire al
piccolo Van Hottem di recarsi a giocare con
gli altri due ragazzi. Appena spuntava quel
visetto imbronciato, Maurizio faceva una smorfia
e Ghislano aggrottava le belle sopracciglia
bionde; ma educatissimi entrambi, facevano
di tutto per mostrarsi cortesi e far trastullare
con essi il piccolo olandese.
La giavanese accompagnava sempre il padroncino,
e mentre questi giocava, eseguiva
dei magnifici ricami; ma le nere, sfolgoranti
pupille, non lasciavano un momento n lui n
Ghislano. La baronessa teneva in gran conto
quella cameriera e le affidava spessissimo il
figlio; e un giorno vedendo che la signora di
Vaulan, bench si sentisse poco bene, stava
per accompagnare nel parco i tre ragazzi, disse
con la sua solita, compassata cortesia:
Potete affidare i bimbi ad Akelma senza
timore: essa non li perder di vista, siatene
certa, e sapr farsi obbedire da loro.
La signora di Vaulan lasci i fanciulli sotto
la guida della giavanese, e Ghislano quando
torn le disse che Akelma sapeva delle novelle
magnifiche e che aveva promesso d'insegnar
loro dei giuochi nuovi e divertenti. Quella donna
era piena di premure verso Ghislano. Essa
aveva badato che non si accaldasse troppo correndo,
e vedendogli la fronte madida di sudore,
gliel'aveva asciugata con un fazzoletto
di seta molto profumato. Ma Pieter, geloso,
le si era gettato addosso, le aveva preso il fazzoletto
e aveva cominciato a urlare:
Prima a me! Tu non devi occuparti di
lui!
Akelma, sempre cos sottomessa ai capricci
del padroncino, lo aveva afferrato per le spalle,
gli aveva strappato di mano il fazzoletto e
lo aveva buttato nel torrente che mormorava
in fondo al parco.
Se tu avessi visto, mamma, com'era arrabbiata!
Aveva perfino cambiato colore, e le
mani le tremavano da far paura. Mi duole un
po' la testa, mammina, e poi ho un gran sonno...
Nella notte il mal di capo aument, e persist
anche il giorno dopo. Pieter pure lo aveva,
ma non cos forte. Il di seguente i due fanciulli
erano ristabiliti; ma Ghislano conserv
una specie di languore che non lo abbandon
per molti giorni.
Frattanto la signora di Vaulan si sentiva
molto debole ed era spesso assalita da improvvisi
malesseri. Il suo sonno era pesante
e popolato di sogni paurosi, essa perdeva l'appetito
e deperiva a vista d'occhio.
Siete dimagrata e impallidita molto, Antonietta,
le disse un giorno il duca di Sailles.
Forse il nostro clima non si conf al
vostro organismo?
Non saprei, zio... fatto sta che mi sento
molto stanca!...
Riposatevi dunque di pi. Cornelia vi
supplir per qualche tempo nel vostro compito
di padrona di casa, non  vero? egli disse
rivolgendosi alla figliastra che gli si trovava
vicina.
Ma sicuro, padre mio! rispose la baronessa
con placida cortesia.
Fin da quel momento il servizio ritorn impeccabile,
e la signora di Vaulan prov un
vero sollievo trovandosi liberata da una cura
per lei s grave. La stanchezza per non disparve,
anzi aument nonostante gli svaghi
ch'ella cerc di procurarsi; inoltre, ella si sentiva
sempre pi oppressa da una cupa tristezza
che non riusciva a vincere e che non aveva
mai provata, neppure nei momenti pi tragici
della sua vita.
...
.
...
Capitolo 4. CHI MAI?
...
.
...
Ghislano entr nella grande camera parata
di broccato color viola e si avvicin in punta
di piedi al letto di sua madre. Aveva spiato la
partenza del dottore, ed ora andava a sentire
come stava la sua cara ammalata. Gi da quindici
giorni la febbre non abbandonava la signora
di Vaulan, e lentamente, ma inesorabilmente,
le toglieva tutte le sue forze. Ella
se ne spavent e, consigliata dal duca di Sailles
impensierito del suo visibile cambiamento,
fece chiamare il medico. Prima di andarsene,
il dottor Marquet aveva detto all'ammalata che
era affetta da fortissima anemia, le aveva prescritto
dei ricostituenti e ordinato per la primavera
un cambiamento d'aria di qualche mese.
Vi prometto di guarirvi presto e bene,
aveva soggiunto, convinto, nel salutarla.
Questa sicurezza del medico rese un po' di
coraggio alla giovane donna, e quando ella
vide entrare Ghislano gli disse tutta contenta:
Vedrai che presto la tua mamma guarir,
almeno lo spero, caro.
Oh, che gioia, mammina! Mi addolora
tanto che siate ammalata! Ricominceremo a
passeggiare insieme, non  vero?
S, e presto, credo. Intanto corri gi,
Bertina deve aspettarti. Sei abbastanza coperto?
C' molta neve fuori: bada di non prender
freddo.
Gli abbotton il paltoncino, si accert che
avesse in tasca i guanti di lana, e lo segu con
lo sguardo ansioso fino alla porta. Poi, pensando
al suo bimbo adorato, cadde in una
dolce sonnolenza. Quando riapr gli occhi era
il crepuscolo. Ella si stup di non essere stata
svegliata dal ritorno di Ghislano; ma forse
Bertina, accortasi che la sua signora dormiva,
aveva raccomandato al piccino di non far rumore
e di camminare in punta di piedi. Son
e comparve un'altra cameriera.
Perch Bertina non  venuta?
Signora, perch... le  accaduto... una
disgrazia...
La giovane donna balz a sedere sul letto.
Che cosa  accaduto?... E mio figlio?
Appunto al signor Ghislano... ecco...
Ma spicciatevi, parlate alla fine! grid
piena d'angoscia la signora di Vaulan.
Vi dir, signora... Bertina  tornata
come una pazza urlando che il bambino era
caduto nella cava dei Sette Fori. Tutti i domestici
sono accorsi, ed anche la signora baronessa...
La signora di Vaulan non stette a sentir altro:
si butt gi dal letto, s'infil una veste
da camera e si slanci fuori senza neanche accorgersi
del freddo intenso di quella serata
d'inverno n della neve abbondante nella quale
affondava i piedi protetti soltanto dalle sottili
pantofole.
Quella cava dei Sette Fori era scavata nel
lato ovest del parco, il pi incolto, e perci
il preferito dai ragazzi. Da quasi due secoli
essa era abbandonata, e la superstizione
popolare la considerava abitata dal fantasma
di un duca di Sailles che vi fu trovato assassinato.
In tempi ordinari nessun servitore del
castello si sarebbe arrischiato a passarci dopo
il tramonto; ma quella sera erano tutti l,
sotto la direzione della signora Van Hottem,
come al solito calma ed energica. Per raggiungere
a piedi la base molto profonda della
cava sarebbe occorso troppo tempo, perci la
baronessa ordin che uno dei domestici pi
agili e intelligenti vi si calasse per mezzo di
una fune.
Questi aveva appena iniziato la discesa quando
sopraggiunse la signora di Vaulan. Essa
cadde in ginocchio sull'orlo del precipizio, e
con gli occhi dilatati dall'angoscia segu la
discesa dell'uomo in fondo al baratro dove
giaceva Ghislano.
Trascorsero pochi momenti che parvero a
tutti dei secoli: la corda tremava, e la luce
della lanterna brillava nell'oscurit. Finalmente
comparve il domestico col suo prezioso fardello.
 vivo, Leone?
Non lo so, ma credo di s.
Il salvatore toccava l'orlo del precipizio: diverse
braccia vigorose si protesero per aiutarlo,
e dopo notevoli sforzi riuscirono a issarlo
sull'orlo del baratro. La signora di Vaulan si
precipit sul fanciullo svenuto, ma un urlo di
spavento e di stupore le usc dalle labbra e
trov eco in tutti gli astanti: un fazzoletto intriso
di sangue avvolgeva la fronte del bambino.
Ghislano mio I Dio benedetto! gemeva
la povera madre. Presto, un medico, correte,
Antonio!
E le sue mani frementi tastavano le membra
del fanciullo, timoroso di sentirle infrante!
Ma no, egli aveva soltanto quella ferita
alla testa: il cuore batteva ancora.
E questo fazzoletto?... Glielo avete messo
voi, Leone? chiese agitata la signora Van
Hottem.
No, signora baronessa. Ho trovato il fanciullo
disteso sopra un mucchio di rena che
deve aver ammortito la sua caduta; l'ho preso
e l'ho portato via. Eppure  strano: questo
fazzoletto non pu mica esserci venuto da s!
Stesa sul bambino c'era anche una morbida
coperta che ho lasciata laggi.
Una coperta? lo interruppe Bertina;
Ma se non c' mai nessuno in quella cava
cos pericolosa! E perch, se qualcuno ha curato
il signorino, lo ha poi lasciato l, solo
e ferito?
Lasciamo andare: ci occuperemo di ci
pi tardi, disse freddamente la baronessa.
Ora urge di tornare a casa.
La signora di Vaulan si era gi avviata
stringendosi al seno il suo prezioso tesoro.
Nella sala delle Guardie il duca aspettava, livido
d'angoscia. Appena vide il gruppo doloroso
chiese tremante:
E lui?... E vivo?
S, s, ma ferito.
Antonietta si affrett ad entrare nelle sue
stanze, e il vecchio la segu, nonostante lo spasimo
dei suoi dolori reumatici. Dopo avere
sdraiato il bimbo sul suo lettino, essa cerc
di fargli riacquistare i sensi. Finalmente vi
riusc, e vide schiudersi gli occhi bruni dallo
sguardo ancora incerto.
Ghislano, amor mio!
Sotto la materna carezza il bambino cominci
a raccapezzarsi, e mormor:
Mamma... zio...
Poi sorrise al duca che posava la mano tremante
sul caro visino intriso di rena e di sangue.
Dopo poco giunse il dottore; egli disfece la
misteriosa fasciatura e constat una ferita assai
profonda.
Se l'emorragia non fosse stata arrestata
a tempo da questo fazzoletto, il bambino era
spacciato, egli dichiar.
Quel pezzo di tela fu per molto tempo la
base di tutti i discorsi dei domestici, e parve
anche dar molto filo da torcere alla signora
Van Hottem, nonostante la sua consueta impassibilit.
Dietro suo ordine due servitori si
calarono nel baratro e visitarono la cava. Essi
dichiararono non esistere laggi la minima
traccia di passi umani. Quanto alla coperta
vista da Leone, era scomparsa.
La guarigione di Ghislano progrediva rapidamente.
Il fanciullo, un po' abbattuto i primi
giorni, ricominciava ora a chiacchierare, e
nonostante la fatica che gli costava il salire
le scale, il duca Rinaldo andava spessissimo
a tenergli compagnia volendo, diceva, godere
il pi possibile quella cara presenza, poich
gli anni e gli acciacchi erano molti, ed egli
sentiva che si avvicinava alla fine.
Ma come facesti, piccolo imprudente, a
cadere in quella maledetta cava? gli chiese
un giorno.
Volevo cogliere i bei fiori.
Dei fiori, l? Con la neve?
S, erano di belle rose bianche, rose di
Natale, sapete...
Rose di Natale? Ma tu sogni, piccino!
Nel nostro parco non ce ne sono mai state.
Eppure, zio, erano proprio quelle, eguali
alle rose che avevamo nel nostro giardino di
Varnes, ma pi belle ancora. Le vedevo spiccare
sopra un monticello di neve, sull'orlo della
cava; volevo coglierle per la mamma, e
senza dir nulla a Bertina, che camminava un
po' avanti a me, mi avvicinai al precipizio.
Sentii che cadevo, poi... non ricordo pi nulla.
Il racconto di Bertina avvalor quello del
fanciullo. Anch'essa aveva visto le rose di Natale,
delle quali per nessuno riusc a trovare
la minima traccia. La disgrazia di cui fu vittima
Ghislano non pot essere attribuita che
ad uno smottamento di terreno, ma la persona
misteriosa che aveva curato il fanciullo
rimase un enigma insolubile nonostante tutti
gli sforzi fatti da Akelma per trovarne la
chiave.
Un terribile attacco di reumatismi venne a
inchiodare per qualche giorno il duca nella
sua camera. Dal canto suo la signora di Vaulan,
ogni giorno pi sofferente, non poteva
curarlo come avrebbe voluto dovendosi occupare
di Ghislano che essa non voleva pi affidare
alla sventata Bertina; doveva perci limitarsi
a trascorrere in compagnia del figlio
solo poche ore in camera dell'ammalato. L
ella sentiva sempre portare alle stelle l'abnegazione
di Cornelia, la sua innata abilit nel
curare i malati, e le sue rare doti di padrona
di casa. Il duca parve in quel periodo meno
ben disposto verso la madre del suo erede, e
se questi godeva ancora le sue buone grazie,
era evidente che la signora di Vaulan perdeva
ogni giorno terreno. C'era qualcuno che la
metteva in cattiva luce presso di lui? Pur non
osando pensarlo, essa lo temeva.
Una sera in cui il vecchio si mostr pi
freddo, quasi duro verso lei, essa rientr con
le lacrime agli occhi nelle sue stanze, oppressa
da una tremenda stanchezza fisica e morale.
Lasciato Ghislano nel salotto coi suoi soldatini
di piombo, si rifugi nella sua camera
per pregare e raccogliersi.
Mentre si chinava sull'inginocchiatoio scrse
sopra una tavola vicina un foglio ch'ella
era sicura di non averci messo.
Stese la mano, lo prese, e lesse queste poche
righe scritte con chiara e ferma calligrafia:
Vegliate sul fanciullo, non lo lasciate mai.
Temete il veleno, tanto per lui quanto per voi,
e soprattutto non fate trapelare a nessuno i
vostri timori.
Pallida d'orrore e scossa da un tremito convulso,
la giovane donna rimase come annientata,
con gli occhi fissi su quel tragico pezzo
di carta.
Chi l'avvertiva? Non era dunque un'ubbia
quel pauroso presentimento che a volte la soffocava?
Ma chi poteva voler male a Ghislano?
Subito le si affacci alla mente la pallida
figura della baronessa Van Hottem, il suo
bianco volto impassibile ed i suoi miti, freddi
occhi celesti.
No, no, ci era impossibile! Essa poteva esser
gelosa di Ghislano, poteva cercare di metter
lei e il bambino in cattiva luce presso il
patrigno, forse; ma giungere fino al delitto,
questo poi no, no!...
...
.
...
Capitolo 5. SEMPRE PI ADDENTRO NEL MISTERO.
...
.
...
Da allora non vi fu pi un attimo di bene
per l'infelice donna. Essa non si separava dal
bambino se non quando il duca di Sailles lo
faceva chiamare: allora lo lasciava andare trepidante,
non osando di seguirlo ogni volta,
perch il vecchio la trattava ormai con palese
freddezza. L'idea del veleno la ossessionava,
e l'ora dei pasti era per lei un vero martirio.
Quei malesseri fino allora mai provati, erano
forse dovuti a ci? E Ghislano languiva visibilmente,
perdeva l'allegria e diventava ogni giorno pi pallido.
Una volta, sentendosi peggio del solito, essa fece chiamare il dottore.
Questi, un vecchietto rigido e azzimato, parl ancora di anemia.
Non so perch, ma immagino che... che
siano dei sintomi di avvelenamento, balbett la giovane donna.
Il dottore la guard stupito, poi disse con severit: Curate i vostri nervi, signora, curateli
bene; avete quelli malati, me ne accorgo benissimo.
-Forse ha ragione lui, pens la signora
di Vaulan quando se ne fu andato. E quel
biglietto non  altro che una burla di un individuo
perverso. Ma allora, come spiegare il
misterioso intervento che salv Ghislano quando
precipit in fondo alla cava?
Essa cerc di farsi una ragione e di allontanare
da s l'orrendo sospetto. Ma la sua
salute declinava ognor pi, e Ghislano languiva sempre.
Anemia, anemia, ripeteva il dottore.
Avete poca salute, Antonietta, e disgraziatamente
il vostro figliuolo ritira da voi,
diceva il duca con quel fare rigido e altezzoso
che da un po' di tempo assumeva quando parlava
con la giovane vedova.
Essa aveva sperato che il ritorno della primavera
giovasse a lei ed a Ghislano. Il fanciullo
parve infatti che subisse un lieve miglioramento;
ma in lei la debolezza aument.
Molto spesso sveniva, e Bertina, non sapendo
come farla tornare in s, ricorreva ad Akelma,
cosicch quando la signora di Vaulan riapriva
gli occhi, trovava chino sul suo il volto olivastro
della giavanese; e nel vedere quelle
nere pupille dilatate, nel sentire il contatto di
quella mano sottile e sempre gelata, un brivido
di terrore la scoteva tutta.
Una volta quella sincope l'assal di notte,
all'improvviso. Quando ella riacquist i sensi
era giorno fatto; ma sfinita dalla debolezza
stette immobile per circa mezz'ora cercando di
tornare pienamente in s. I rintocchi dell'orologio
che sonavano le otto la fecero trasalire.
Le otto? Come mai Ghislano non si era ancora
alzato?
Scese dal letto ed entr nella stanza attigua.
Ma s, il fanciullo era alzato, poich il letto
era vuoto! Certo Bertina l'aveva vestito e condotto
a far colazione raccomandandogli di non
far rumore per non svegliare la sua signora
ch'ella credeva addormentata.
Mentre la giovane donna allungava il braccio
per sonare il campanello, pos lo sguardo
sul comodino: un foglio vi era stato posto in
maniera molto visibile.
Con un grido soffocato essa lo afferr e
lesse:
Ho rapito il bambino e lo terr in luogo
sicuro, poich qui  sempre in pericolo. In
quanto a voi state in guardia: vi avvelenano.
Fuggite questa casa se volete conservarvi per
vostro figlio; esso  al sicuro nelle mie mani:
state tranquilla sul conto suo, e siate certa che
un giorno lo rivedrete.
Troppo debole per sopportare questo nuovo
colpo, la signora di Vaulan non ebbe che un
gemito, poi cadde svenuta sul tappeto.
Quando torn in s si vide accanto Bertina
e la giavanese. Con moto istintivo ella respinse
Akelma.
Perch, signora, non volete che vi curi?
chiese con la sua voce armoniosa, dall'accento
bizzarro, la balia di Pieter.
No, no, lasciatemi, balbett la giovane
donna; poi url, con voce strozzata: Il foglio.
Avevo un foglio. Dov'?
Un foglio? Ma noi non abbiamo visto
nulla, signora! Non  vero, Bertina?
Proprio nulla, signora contessa.
I lineamenti della signora di Vaulan si fecero
convulsi.
Ma s, c'era un foglio, me lo avete preso,
me lo avete rubato. Rendetemelo!
Lo sguardo della giavanese divenne ancor
pi mite, quasi compassionevole.
Povera signora, temo che non abbia pi
la testa a posto. Bertina, andate a prepararle
un calmante; mentre sarete di l, rester qui
io, perch non si pu davvero lasciarla sola.
No, Bertina... Bertina I balbett la
signora di Vaulan.
Ma Bertina se nera gi andata; allora, nel
trovarsi sola con quella donna, una paura pazza
assal la signora di Vaulan, che volle alzarsi,
gridare... ma non pot: rapida come
una freccia Akelma si lev di tasca un fazzoletto
saturo di profumo e lo avvicin alle narici
della malata. La disgraziata si sent come
intorpidire il cervello; poi, a poco a poco, le
sue membra s'irrigidirono.
Quando Bertina torn col calmante, Akelma
le mostr la giovane donna immobile, con gli
occhi chiusi, e le disse sottovoce:
Si  addormentata a un tratto e credo
inutile svegliarla. Il sonno le far meglio di
ogni altra cosa, visto com'era eccitata dopo la
sincope.
Verso mezzogiorno il duca di Sailles seppe
dalla figliastra, inquieta e commossa, la notizia
della sparizione di Ghislano del quale, nonostante
tutte le ricerche fatte, fu impossibile
scoprire la minima traccia.
Ma  impossibile! E sua madre che fa?
In questo momento dorme; ha avuto una
sincope gravissima, e il medico, che ho subito
fatto chiamare, cerca invano di farle riacquistare
un po' di forza.
Il vecchio si precipit verso l'appartamento
dei duchi e vi trov il dottore che tentava, per
scrupolo di coscienza, di suscitare un ultimo
barlume di vita nella giovane donna.
Tutto  finito, signor duca, disse questi.
La morte deve risalire a due o tre
ore fa.
Ed a che cosa l'attribuite?
La signora di Vaulan soffriva di cuore;
ma non avrei mai creduto a una fine cos prematura.
I fatti dimostrano che mi sono sbagliato;
in ogni modo, posso fare l'autopsia
del cadavere.
Sarebbe bene, appoggi la baronessa.
Ma tutto questo non ci spiega la sparizione
del bambino.
S, il bambino, il bambino!... esclam
il duca. Bisogna ritrovarlo ad ogni costo!
Le ricerche ricominciarono e proseguirono
per molto tempo, alacri e insistenti, senza per
dare il minimo indizio del caro piccino scomparso.
La polizia, avvisata dalla signora Van Hottem,
non ottenne migliori resultati. Frattanto,
la baronessa e Akelma non si stancavano di
cercare febbrilmente, di cercare ancora, a dispetto
di tutto e di tutti.
Questa scomparsa fu per il duca Rinaldo un
colpo terribile, poich aveva riposto tutte le
sue speranze sull'adorato piccino.
Chi mi dar la chiave di questo atroce
mistero?
Spessissimo l'ansiosa domanda si affacciava
alla mente del duca, e per molto tempo egli
stette trpido in ascolto, sperando di sentir
risonare nei vasti corridoi il passo e la voce
del fanciullo, bellissimo e affettuoso, ch'egli si
compiaceva di chiamare il mio bel duchino.
...
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...
PARTE SECONDA.
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...
STANISLAO DUGAND.
...
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Capitolo 1. IL NIPOTE DEL VICINO.
...
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...
Signorina Vitalina, il postino dovrebbe
portarmi un piccolo involto: volete riceverlo
voi se, quando passa, non fossi ancora tornato?
Volentieri, signore! Andate incontro al
vostro nipote?
S, e mi spiccio, perch temo di aver fatto
tardi. Avete buone notizie del signor Pietro?
Ottime. Il suo non fu che un malessere
passeggero e di nessuna conseguenza. Grazie,
signor Dugand!
E Vitalina di Landies rispose con un cortese
cenno del capo al saluto del signor Dugand,
un bel vecchio pallido e grave, coi folti
baffi canuti; poi la fanciulla richiuse la porta
di casa ed entr come un bolide in una stanzetta
da pranzo ammobiliata molto modestamente.
Una ragazza dai capelli neri, che cuciva
vicino alla finestra, volse verso lei il volto
delicato, illuminato incantevolmente da un paio
d'occhi di un azzurro cupo, stupendi.
Chi era, Vitalina?
Il signor Dugand. Veniva a pregarci di
prendere per lui un pacchetto che deve portargli
il postino; lui, come sai, va incontro
al nipote.
Vitalina parlava concitata, e la sorella la
guard sorridendo con malizia.
Dev'esser proprio un grande avvenimento!
Da otto giorni tu non fai che parlare di
questo sconosciuto, Linetta!
Pensa che diversivo, nella stagnante monotonia
della nostra vita!... Speriamo che sia
simpatico, quel giovanotto! A quanto pare il
signor Dugand gli vuole un gran bene, non
 vero, Natalia?
Cos pare, infatti, da quanto almeno si
possa arguire dei veri sentimenti di quell'uomo
chiuso. Ma ora, Vitalina, torna a studiare il
pianoforte; non hai finito il tuo compito,
oggi.
Una smorfietta adirata contrasse il viso della
bimba illuminato dai neri occhi lucenti e gai.
Questi nuovi esercizi sono parecchio
noiosi!... Non potresti farmene fare altri pi
interessanti?
No, cara, essi ti sono indispensabili; dunque
sii ragionevole, sai bene che devi pensare
al tuo avvenire.
Vitalina abbass gli occhi e si avvi sottomessa
verso il pianoforte. La frase: Tu devi
pensare al tuo avvenire era stata sempre argomento
indiscusso per i figli di Luciano di
Landies. Fin da ragazzi, essi avevano intuito
le gravi preoccupazioni materiali nascoste da
un'apparente agiatezza, i timori ognora rinnovati,
dovuti alle mene dei colleghi ostili.
Natalia, la maggiore, la ragazza dal cuore
riboccante di affetto e di energia, aveva contribuito
con tutte le sue forze ad inculcare
nell'animo dei fratelli e della sorella la persuasione
della necessit di un lavoro assiduo
per recare il pi presto possibile un sollievo
materiale e morale ai cari genitori. Quando,
colpito da una revoca inaspettata, il sostituto
si era trovato senza impiego, Natalia, che compiva
allora sedici anni, buttandogli le braccia
al collo aveva esclamato:
Babbino mio, mi metter a studiare con
tutto il mio impegno, e l'anno venturo comincer
a dare delle lezioni di pianoforte.
Pietro, il maggiore dei maschi, era allora
in Seminario, poich Dio aveva concesso ai
Landies la somma grazia di una vocazione ecclesiastica,
grazia troppo spesso temuta e poco
considerata anche da genitori osservanti, ma
che quei veri cristiani avevano accolta con pio
giubilo.
E pensare che non posso far nulla per
aiutarvi, babbo caro, disse il giovane con
tristezza, quando rivide il padre dopo il doloroso
licenziamento.
Tu sei la nostra egida, il nostro intercessore
presso Colui al quale ti sei dato. Dio non
ci abbandoner, ne sono sicuro.
Il signor di Landies trov a Pau un modesto
impiego, e si era da poco stabilito in quella
citt insieme con la sua famiglia, quando un
attacco di cuore, malattia della quale soffriva
da molto tempo, lo strapp improvvisamente
all'affetto dei suoi cari.
Allora la ristrettezza divent miseria. La signora
di Landies, rintuzzando il suo dolore,
cerc e trov delle lezioni di francese; Natalia,
nonostante la sua giovane et. riusc a
procurarsi alcune allieve, il cui numero and
via via aumentando.
Ma gi da un anno la salute precaria della
signora di Landies l'aveva costretta a lasciare
la maggior parte delle sue lezioni, e la povera
donna si era messa a fare in casa alcuni ricami
scarsamente retribuiti. Vitalina e il piccolo
Raul, che aveva allora dieci anni, studiavano
con voglia, avendo sempre sotto gli occhi
l'esempio di Natalia, la quale, nonostante
la fatica, non si lagnava mai.
Natalia era per sua madre un sostegno prezioso:
seria ed energica, mite e coraggiosa,
era amatissima dai fratelli e dalla sorella e
giustificava il nome di amabile saggezza
datole dal suo fratello maggiore.
A Pau la signora di Landies aveva fatto poche
amicizie. Nella corte di una casa di modesta
apparenza, essa abitava met di un padiglione
di cui l'altra met era abitata da un
commerciante in riposo, il signor Dugand. Rigido
e corretto, egli si limit per molto tempo
ad un semplice saluto tutte le volte che incontrava
le sue vicine. Ma una notte, assalito da
sintomi di avvelenamento, egli si trascin sino
al loro appartamento invocando soccorso. La
signora di Landies e Natalia gli prestarono le
cure pi affettuose, e il vecchio, riconoscente,
derog per esse alle sue abitudini di solitudine
altera. Ora si recava spesso a trovarle e ascoltava
con gioia gli spensierati discorsi dei ragazzi,
provando poi un vero piacere nel trattare
argomenti seri con Natalia, dato che la
ragazza aveva un'intelligenza non comune.
Egli aveva viaggiato ed osservato molto, perci
la sua conversazione era piacevole; pareva
onesto e leale, e su qualsiasi cosa, tolta la
questione religiosa, il suo giudizio era dei pi
sicuri. In quanto alla religione, il vecchio era
imbevuto d'idee tutte sue che non ammettevano
replica, ma possedeva abbastanza tatto per
non urtare la fede delle sue vicine, e v'era da
sperare che frequentando una famiglia cos
cristiana egli finisse col trasformare un po' alla
volta i suoi sentimenti.
Quel giorno egli andava incontro al nipote,
ingegnere in America, che veniva a passare un
po' di tempo con lui. L'arrivo di quello sconosciuto
mandava in visibilio Vitalina e Raul,
e costituiva un avvenimento nella monotonia
della loro vita metodica. Il signor Dugand teneva
in gran conto quel suo giovane parente;
un giorno, parlando di lui con la signora di
Landies, le aveva perfin detto che non conosceva
nessun uomo al mondo superiore a Stanislao
Dugand. Uscito dalla bocca di quell'uomo
freddo e ponderato nei suoi giudizi,
l'elogio assumeva un immenso valore e metteva
anticipatamente un'aureola di virt attorno
alla fronte di quello sconosciuto, pensando
al quale Vitalina dava libero sfogo alle
sue fantasticherie, senza accorgersi degli enormi
strafalcioni di cui riempiva quel giorno i
suoi esercizi musicali.
Questo studio vale poco, bambina mia,
disse Natalia alzandosi per riporre il lavoro.
Ors, poich oggi hai la testa altrove,
mettiti il cappello e va' a comprare una scaloppina
per la mamma: mi sono accorta che
il nostro desinare  un po' scarso stasera.
Vitalina non se lo fece dire due volte: quando
si trattava di andar fuori e di sgranchir le
gambe, era sempre pronta. Natalia cominci
ad apparecchiare, sgridando Raul che era tornato
allora essendo stato trattenuto a scuola
in castigo.
Suonano! Apro io, Natalia, non ti scomodare,
disse a un tratto il ragazzetto, felice
d'interrompere la ramanzina della sorella.
Si slanci verso la porta e Natalia ud
un'esclamazione:
Oh! Il signor Dugand!
Ella si mosse per andargli incontro, e vide
il vecchio in piedi, sulla porta di casa.
Sono venuto avanti, signorina Natalia,
affinch non vi spaventiate nel veder giungere
la vostra sorellina in braccio a mio nipote.
Essa  caduta nella strada qui vicina, e credo
che si sia storta un piede.
Dietro al vecchio apparve in quel momento,
un'alta e slanciata figura, una bella testa energica
e fiera, e Natalia incontr due magnifici
occhi neri la cui dolcezza attenuava l'espressione
un po' altera della fisonomia. Quello sconosciuto
sorreggeva Vitalina, un po' pallida,
ma che sorrise subito per rassicurare la sorella.
Non  niente, sai: una semplice slogatura.
Attratta dal suono delle voci comparve anche
la signora di Landies. Il giovane depose
Vitalina sul divano del salotto, e Natalia si affrett
a togliere la scarpa e la calza alla sorella.
Si trattava infatti di una storta per la quale
Stanislao Dugand propose un rimedio da lui
adottato con buon esito in simili occasioni.
Quel giovane dall'aspetto cos nobile e dai
modi cos distinti si mostrava semplice, affabile,
servizievole; e quando egli se ne fu andato
insieme con lo zio, Raul interpret il pensiero
di tutti dicendo con entusiasmo:
Che perla, il nipote del vicino! Quando
il signor Dugand ce ne faceva degli elogi sperticati,
credevo che esagerasse; ora mi accorgo
che aveva ragione!
Quel giovanotto piace anche a me,
disse la signora di Landies. Il suo sguardo
me ne ricorda un altro, ma non riesco a ricordarmi
quale...
Che bei capelli biondi ha! continu
il ragazzo con enfasi. E nonostante la sua
aria taciturna, dev'essere molto allegro.
E un vero gran signore! dichiar Vitalina
dimenticando, nella gioia di quella nuova
conoscenza, il dolore prodottole dalla storta.
Natalia sorrise.
Guardate un po' come se n'intende, la
nostra Linetta! Ma un gran signore, sai, non
ha mica sempre un modo di fare speciale; talvolta
vi sono persone di nascita umile da preferirsi
ad altre di nobili natali.
Prova ne sia il signor Stanislao Dugand,
soggiunse la signora di Landies.
Ma insomma, l'apparenza non conta; bisogner sapere,
invece, se questo giovanotto  veramente
serio come ce l'ha descritto suo zio, poich
dovremo inevitabilmente far conoscenza con
lui dati i rapporti d'amicizia esistenti tra noi
ed il nostro coinquilino.
L'intimit tra le due famiglie divenne ancora
pi stretta quando Pietro si rec a passare
in famiglia le vacanze estive. L'indole
leale, delicata e gaia del giovane seminarista
and subito a genio a Stanislao. Dal canto
suo Pietro apprezz il carattere superiore, il
cuore nobilissimo e la bella intelligenza dell'ingegnere.
Essi s'intesero a vicenda, e l'intimit
crebbe ogni giorno pi tra i due giovani
perch basata su di una profonda e reciproca
stima.
Un solo punto divergente esisteva tra loro e
li separava: Stanislao non aveva ricevuto nessuna
educazione religiosa e, parlando col futuro
sacerdote, non toccava mai questo tasto.
Essi facevano insieme delle lunghe passeggiate
o delle vere escursioni nei dintorni di
Pau. Spesso, anche, le due famiglie si riunivano
nel giardino comune ai due appartamenti.
Stanislao, che era allegrissimo, inventava
sempre nuovi giuochi per far divertire Vitalina
e Raul, i quali non vedevano che per i
suoi occhi, conversava con la signora di Landies
e Natalia, e faceva un po' di musica con
la ragazza.
Essa, come il fratello, apprezzava sempre
pi quel bel carattere che si trovava cos d'accordo
col suo nelle opinioni, nei gusti, e nell'avversione
per il male.
Li divideva soltanto la questione religiosa.
Finalmente Natalia seppe perch il giovane
ingegnere fosse cos senza fede.
Era una sera d'agosto eccessivamente calda.
Stanislao era ottimo violinista, ed essa lo accompagnava,
accondiscendendo al desiderio
dello zio, melomane appassionato. Erano tutti
e due nel salotto della signora di Landies, le
cui finestre si aprivano sul giardino. Fuori sedevano
il signor Dugand, la signora di Landies,
Vitalina ed i fratelli.
Stanislao dava l'ultimo strappo al violino
dopo aver eseguito con somma maestria un
pezzo intitolato Preghiera, e Natalia, commossa,
si gir sullo sgabello dicendo:
Ma bene, benissimo, signore! Mi pareva
proprio di sentir salire verso Iddio l'anelito
supplice del credente, la sua invocazione mite
e fiduciosa, il suo spasimo appassionato...
Del credente?... Ma io non sono di questi!
La mia anima non conobbe mai ci che
voi chiamate preghiera.
Vi compiango molto! mormor Natalia.
Egli guard commosso quel volto fattosi a
un tratto pensieroso.
S, compiangetemi, perch dev'esser dolce
il pensare che esiste su noi un Essere onnipotente,
una bont infinita, a cui rivolgersi
nei momenti di sconforto. Io credo di aver
un'anima energica e difficilmente accessibile
allo scoraggiamento, ma vi sono degli istanti
in cui la povera umanit si sente cos debole,
cos meschina!... Privo di qualsiasi fede lui
stesso, lo zio mi educ senza religione dicendosi
che, pervenuto all'et della ragione, sceglierei
a modo mio; ma tutto preso dallo studio,
non ci ho ancora pensato.
Eppure  una questione tanto grave!
disse Natalia congiungendo le mani. Questa
nostra vita terrena  cos breve, cos piena
di triboli e di tentazioni! E se anche vi sar
dato giungere alla verit, sarete stato pur sempre
privo di tutte le dolci commozioni dell' infanzia
cristiana, di quei mille ricordi che fanno
bene all'anima e la rendono migliore.
Lo penso anch'io, egli disse, pensoso.
Ma lo zio fu coerente a se stesso, poich
non credeva nemmeno lui.
Ebbene, non sonate pi? chiese dal
giardino la voce del signor Dugand. Eppure
la signorina Natalia ci aveva promesso
quella romanza di Mendelssohn che mi piace
tanto!
Natalia si sed di nuovo al pianoforte ed esegu
in modo eccezionale il pezzo prediletto dal
vecchio signore. Essa era commossa della sincera
confessione fattale da Stanislao Dugand,
e si crucciava nel sapere priva di fede quell'anima
ch'ella sentiva cos alta e cos profondamente
leale. Ma appunto per questo, Dio
non poteva fare la grazia d'illuminarla conducendola
alla verit?
Come avete sonato bene, stasera! disse
la voce un po' fremente di Stanislao quand'ella
lasci il pianoforte. Non mi stancherei
mai di ascoltarvi.
Ella arross e si mise a ridere.
Siete molto indulgente, si tanto pi
se si pensa che durante i vostri viaggi avrete
avuto occasione di ascoltare dei veri e grandi
artisti.
Ignorate dunque, signorina, che siete
un'artista voi pure? Non udii mai un'interpretazione
perfetta come la vostra.
Di nuovo una lieve sfumatura di'porpora
color le guance di Natalia. Sapeva che Stanislao
era un conoscitore esigente e non molto
propenso ai complimenti, perci il giudizio di
lui fu molto lusinghiero per la modesta fanciulla.
Ella si avvi verso il giardino, e Stanislao
la segu.
Sedettero entrambi di faccia al signor 
Dugand e alla signora di Landies.
Nella penombra del giorno morente il bel volto energico
del giovane ingegnere e quello delicato
di Natalia si distinguevano appena, ma aleggiava
intorno ad essi la stessa atmosfera di
radiosa serenit. La signora di Landies li
guardava pensierosa, e lo stanco volto solcato
di rughe precoci s'illumin al riflesso di un
pensiero soave.
Come siete fortunato di avere un nipote
simile! ella mormor, chinandosi verso il
signor Dugand. Pi si conosce e pi si apprezza.
Un lampo di gioia orgogliosa balen nel
freddo sguardo del vecchio.
S,  un uomo raro, egli rispose lentamente.
L'indole era magnifica e non fu
difficile coltivarla. Ora eccolo come l'ho sognato,
pronto per la lotta.
Una gioia trionfante vibrava nella sua voce,
e la signora di Landies ne rimase stupita, conoscendo
la consueta impassibilit del vecchio.
...
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...
Capitolo 2. FRA PERSONE SIMPATICHE.
...
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...
Le vacanze stavano per finire e i giovani
profittavano di quelle giornate meno calde per
fare delle escursioni pi lunghe alle quali di
solito prendeva parte anche Natalia, dato che
molte delle sue allieve erano ancora in villeggiatura;
la sua giovent, priva fino ad allora
di svaghi, si schiuse radiosa in quegli ultimi
due mesi dando libero sfogo alla vivace allegria
del suo carattere, troppo spesso soffocata
da preoccupazioni di ogni sorta. A momenti
si sentiva pervasa da un' inesplicabile allegrezza
che essa non cercava di approfondire.
Stanislao diventava sempre pi l'amico intimo
della famiglia; una profonda amicizia lo
univa ora a Pietro; i ragazzi erano entusiasmati
di lui e pensavano gi con rammarico
al giorno in cui egli partirebbe.
Non tornerete mica in America, eh, signor
Dugand? domandava Raul prendendolo a braccetto.
Preferirei di lavorare in Francia, ma se
trovo di meglio altrove... Via, non fate codesto
viso imbronciato, mio piccolo amico!
Abbiamo ancora un po' di tempo per stare insieme.
Intanto mettiamo su qualche bella gita
e cerchiamo di passar bene la fine delle nostre vacanze.
Un giorno Stanislao condusse la famiglia di
Landies ad Argels, nell'automobile di un ingegnere
americano da lui conosciuto agli Stati
Uniti e ritrovato a Pau. Sotto un cielo ideale,
essi percorsero la bella vallata e tornarono a
far colazione nella cittadina dei Pirenei.
Mentre sorbivano il caff sulla terrazza dell'albergo
di Francia, Stanislao, che non si
stancava di guardare Natalia i cui occhi pensosi
vagavano sulle vette dei monti circostanti, disse sorridendo:
Signorina Natalia, volete permettermi di soddisfare il vostro desiderio?
Essa lo guard, stupita.
Il mio desiderio?
S, quello che voi, ed anche Pietro, formulate
in cuor vostro: nulla di pi facile che
fermarci a Lourdes quando saremo sulla via
del ritorno.
Ed egli vide, dal fulgore del suo sguardo,
che aveva colto nel segno.
Oh, grazie, signore! S, saremo tutti cos
felici d'inginocchiarci alcuni istanti dinanzi
alla Grotta benedetta! Lo desideravamo ardentemente,
ma non osavamo chiedervelo.
Invece vedr anch'io con piacere questo
luogo tanto famoso di pellegrinaggio. Su,
Raul, via, signorina Vitalina, in automobile:
vi porto tutti a Lourdes.
Era un pomeriggio magnifico: il sole morente
avvolgeva la basilica in un nembo d'oro;
le vette dei monti si tingevano di un rosa pallido
o si velavano di una soffusa, impalpabile
caligine. Sul sagrato passava lenta ed assorta
la folla dei pellegrini, ed i pittoreschi costumi
brettoni si confondevano con le larghe ali delle
cuffie del Limoges e con gli scuri nastri dei
fiocchi alsaziani.
Vitalina e Raul facevano da battistrada; la
signora di Landies, coi suoi due figliuoli maggiori
e con l'ingegnere, li seguivano silenziosi.
Assorti nei propri pensieri, Stanislao e Natalia
rallentarono il passo. Stanislao disse ad
un tratto:
Sento qui un'atmosfera tutta speciale.
Forse essa  l'emanazione di tutta questa fede
sincera, qualunque essa sia.
Natalia scosse il capo.
Qui c' molto di pi. Il fascino che voi
pure, come tanti altri miscredenti, subite in
questo luogo,  quello del divino, del soprannaturale,
che  l'anima stessa di Lourdes. Qui
si  commossi, anche contro la nostra volont,
da tante preghiere, tante sofferenze, tanta ardente
fede e tanta eroica rassegnazione. Qui
Dio si manifesta in modo pi tangibile, e l'uomo
lo sente anche se non ci crede.
Forse s, mormor Stanislao.
Un soffio di gioia scosse l'anima di Natalia.
Ella pensava che un'evoluzione importante si
compiva in quell'uomo retto ed austero tenuto
fino allora lontano da qualsiasi credenza
religiosa. Gi altre volte, parlando con lei o
con Pietro, Stanislao aveva emesso giudizi che
l'avevano colpita.
Cos parlando giunsero alla Grotta. Sotto la
volta oscura gl' innumerevoli ceri effondevano
una luce sfolgorante. Davanti alla cancellata
la folla pregava raccolta. Natalia s'inginocchi
accanto a sua madre e Stanislao rimase
in piedi vicino a lei, con gli occhi fissi sulla
statua di Colei che illumina quel privilegiato
paese con la fiaccola ardente della sua materna
carit attinta dal divin cuore del suo Figliuolo.
Il giovane abbass lo sguardo su Natalia:'
essa pregava, a mani congiunte, con gli occhi
rivolti verso la Vergine, e le sue labbra tremavano
mentre mormoravano una supplice invocazione.
La signora di Landies si alz; Natalia fece
altrettanto, poi si volse lentamente verso Stanislao.
Gli occhi del giovane s'incontrarono
con quelli di lei, cos belli, puri e azzurri, in
cui brillava una luce intensa mista a qualche
lacrima. Egli si pieg un poco e chiese, profondamente
commosso:
Avete pregato anche per me, signorina
Natalia?
Ella sorrise con dolcezza.
S, ed ho chiesto la luce per l'anima vostra.
Iddio non la rifiuta mai agli uomini di
buona volont.
Credete che io sia uno di questi?
Ne sono sicura! ella disse con impeto,
mentre un fugace rossore le avvampava
il volto.
Un lampo di gioia brill negli occhi di Stanislao.
Come far a ringraziarvi di una simile
fiducia? egli mormor con una commozione
cos profonda, che fece vibrare di felicit sconfinata
il cuore di Natalia.
Quel pomeriggio la famiglia di Landies se
ne stava riunita sotto il pergolato di verdura
che era il suo cantuccio preferito di giardino.
C'era anche il signor Adriano Dugand che sfogliava
distratto un giornale scientifico scambiando
di quando in quando alcune brevi riflessioni
con la signora di Landies, Natalia o
Pietro. Sembrava preoccupato, cosa del resto
non insolita per lui, e la sua mano, appoggiata
di frequente sulla fronte spaziosa, era
indice di assillanti e gravi pensieri.
E il signor Stanislao, chiese ad un
tratto la signora di Landies non ha deciso
ancora nulla riguardo al suo stato?
Per ora no. Gli sono stati offerti ottimi
affari in America, in Australia, in Rumania;
ma egli ci vuol riflettere bene, prima di risolversi.
Io credo che preferirebbe di trovare qualcosa
in Francia, disse Pietro.
Lo so, e lo preferirei anch'io. Ma le offerte
fattegli qua sono cos mediocri! Ah, eccolo!
Stanislao appariva infatti in quel momento
nel vialetto che conduceva al pergolato. Aveva
in mano una lettera e l'agitava, felice.
Un'ottima proposta, zio! E in Francia,
questa volta!
Venite dunque a farcene parte, Stanislao,
disse Pietro porgendo una seggiola
all'amico. Non potevate capitare pi a proposito:
parlavamo appunto di voi.
Di che si tratta, Stanislao? chiese il
vecchio.
Ecco qua, zio: uno dei buoni amici che
s'interessano di me mi d notizia di un'occasione
coi fiocchi. Un americano, appassionato
di automobilismo, vuol fondare, in societ con
un amico, una casa di costruzione a capo della
quale porrebbe un ingegnere; io sarei il candidato,
e voi sapete che l'occuparmi di automobilismo
fu sempre il mio sogno. Lo stipendio
sarebbe lauto, ed io avrei una grande libert
di azione, poich quei signori non mi
sembrano molto pratici della materia.
Ma voi parlate di un americano. Dove
vorrebbe impiantare le sue officine? chiese
il signor Dugand.
Egli non dava mai del tu al nipote, e i Landies
avevano notato che lo trattava con un
certo rispettoso riserbo.
Il signor Holker vive in Francia ed abita
il castello d'Eyrans, nel Prigord. L'officina 
costruita in quei paraggi, tra quel castello e
Saint-Pierre di Sailles, il villaggio dove abita
il signor di Ravines, socio del mio americano.
Saint-Pierre di Sailles! ripet con voce
cupa il signor Dugand.
Eppure questo nome mi ricorda qualcosa!
disse la signora di Landies. Devo
averlo sentito nominare altre volte... Ah, s,
ricordo! Era proprio l, al castello di Sailles,
che viveva quella povera signora di Vaulan
morta pochi giorni dopo la scomparsa di suo
figlio.
I grigi occhi del signor Dugand scrutarono
la signora di Landies, interrogatori e ansiosi.
Come, come? Via, raccontateci quello che
accadde, mamma! strillarono Raul e Vitalina.
Non lo so bene, bambini miei. La signora
di Vaulan, dopo aver trascorso due anni a Virnes,
nella casa accanto alla nostra, fu chiamata
a vivere presso un parente di suo marito,
il duca di Sailles, che voleva lasciare suo
erede il piccolo Ghislano. Qualche volta essa
mi scriveva, ed io ero impressionata dalla
tristezza ognor crescente delle sue lettere. La
poveretta non si lagnava mai di nulla; solo
poche volte accenn alla sua malferma salute.
Un giorno, leggendo un giornale, seppi che
Ghislano era scomparso, che era stato impossibile
ritrovarlo, e che la sua disgraziata madre
era morta.
E il bambino fu ritrovato? chiese Stanislao.
No... io almeno non ne ho sentito mai
parlare.
Ghislano? Questo nome non mi  nuovo,
e mi ricorda qualcosa...
Avete proprio voglia di accettare quest'offerta?
interruppe brusco il signor Dugand.
Mi pare che ne abbiate altre in vista,
pi vantaggiose.
La differenza non  poi tanta, e le altre
son tutte fuori di Francia.
Eppure, quando veniste, parlavate di tornare
in America.
Un dolce lampo pass nelle belle pupille di Stanislao.
S, allora tutti i luoghi mi erano indifferenti;
oggi preferisco la Francia. Quest'offerta
mi piace davvero moltissimo; ma voglio informarmi
meglio presso il mio corrispondente.
Rifletterete, disse laconico il vecchio,
rimettendosi a leggere.
Intanto, venite a fare una partita di tennis!
esclam Raul balzando in piedi.
Andiamo! acconsent Stanislao.
Quali sono i nostri compagni di giuoco?
Pietro rifiut dicendo che aveva da finire un
lavoro importante; allora Natalia prese il suo
posto ed entr in giuoco insieme con l'ingegnere,
Vitalina e Raul.
Dopo circa mezz'ora la signora di Landies
chiam questi due ultimi dicendo loro che era
tempo di andare a studiare, e Natalia, aiutata
da Stanislao, si di a rimettere le palline e le
racchette.
I ragazzi sentiranno molto la vostra mancanza,
signore, disse Natalia ringuainando
la sua racchetta.
Io pure rimpianger molto i miei vicini!
Fui sempre privo delle gioie della famiglia,
ma durante le ore trascorse qui, ho avuto talvolta
l'illusione di trovarmi in seno d'una famiglia
mia.
Siete orfano da molto tempo?
Non conobbi mio padre, e avevo cinque
o sei anni quando mia madre mor. Vedo
come in una nebbia il suo volto soave e delicato
ed i suoi magnifici capelli biondi; ma
questi ricordi della mia prima infanzia sono
molto confusi e nebulosi. A volte ho delle strane
reminiscenze, proprio incomprensibili, e
passano per la mia mente persone e cose delle
quali non ho neanche mai sentito parlare:
vedo un vecchio, una donna dal carnato bianchissimo
e dagli occhi d'acciaio, un'altra dalla
pelle bruna, avvolta in una tunica smagliante;
lo scorcio di un castello feudale, molte stanze
vastissime e una camera imponente e fastosa...
Visioni bizzarre, poich io trascorsi la
mia infanzia in America, solo con lo zio, il
quale mi dimostr sempre un affetto e una devozione
senza limiti. Debbo a lui la vigoria
del corpo, la cultura della mente, l'educazione
vasta e virile della quale apprezzo oggi tutto
il valore. Vicino o lontano, egli vegli sempre
su di me con una sollecitudine della quale gli
sar eternamente riconoscente. Ma lo zio, bonissimo
come vi ho detto, ha un carattere freddo
ed eccessivamente chiuso. Tra noi vi fu
sempre pochissima confidenza e nessuna espansione,
e tutti gli sforzi da me fatti per vincere
quest'ostacolo riuscirono vani e si urtarono
contro un ritegno freddo e compassato.
Il modo di fare del signor Dugand ha
colpito anche me, e penso che vi riesca davvero
un po' penoso, soprattutto se  l'unica
persona che vi resta della vostra famiglia.
Proprio la sola, perch, tolto lui, non ho
nessuno, e pochi uomini, vi assicuro, apprezzano
quanto me la dolce intimit familiare.
Sotto il pergolato, il signor Dugand non leggeva
pi: spiegazzando nervosamente il giornale
sembrava assorto in un problema grave
e preoccupante. Quando alz gli occhi, il suo
sguardo si pos sui due giovani ritti a pochi
passi da lui, avvolti dalla limpida luce di quel
morente pomeriggio d'estate e assorti nei loro
discorsi.
I lineamenti del signor Dugand si contrassero
lievemente; egli chiam il nipote con una
certa impazienza, e si rimise a parlare della
proposta che era stata fatta al giovane, per
concludere:
Dopo tutto, son sicuro che questo posto
vi converr, e vi consiglio di prender subito
le informazioni necessarie.
...
.
...
Capitolo 3. ALLA ROCCAROSSA.
...
.
...
Bell'e pronta per uscire, la signorina Carlotta
di Ravines apr l'uscio della sua camera
e scese le scale infilandosi i guanti.
Signorina, la signora baronessa Van Hottem
vi aspetta nel saloltino, le disse la cameriera
da lei incontrata nel vestibolo.
Carlotta apr una porta ed entr in una gaia
stanza piena di luce dove la sua comparsa fu
salutata da un finalmente, cara piccina!
detto da una signora molto alta e piuttosto
grassa che se ne stava seduta su un divano
vicino alla finestra.
Di fronte a questa signora, il cui abito ricco
ed elegante annunziava la visitatrice, c'era
un'altra donna press'a poco della stessa et,
ma pallida, bruna, e dal volto solcato di rughe.
Dietro a questa, un giovane piccolo e
bruno egli pure, dalla fisonomia piacente e
briosa.
Cara signora, vi ho fatta aspettare?
chiese gentilmente Carlotta stringendo la mano
che la visitatrice le stendeva.
Poco, pochissimo, bambina mia! Dunque,
signor Maurizio, non volete accompagnarci
nella nostra passeggiata?
Non posso davvero, signora. Aspetto il
signor Dugand, l'ingegnere dell'officina
di Eyrans, che deve venire a prendermi con l'automobile
per andare a visitare insieme le cave
recentemente scoperte.
Ebbene, gli farai dire che hai cambiato
idea, ecco tutto! fece Carlotta stringendosi
nelle spalle. Non ci sar mica bisogno di
far tanti complimenti con un sottoposto, suppongo!
Un sottoposto? Ti confesso che l'idea di
considerare cos il signor Dugand non mi 
mai passata per la testa. Un sottoposto il
signor Dugand, cos favorito dalla natura, ed i
cui modi da gran signore fanno invidia anche
a me!...
Carlotta replic, irritata:
S, te ne stai in adorazione davanti a lui!
E ci  ridicolo, caro Maurizio!
Tu invece sei adirata perch si occupa
di te solo quel tanto che lo richiede la pi
stretta cortesia, ed  cos freddo, cos indifferente
verso la tua riverita persona!
Via, Maurizio, che cosa ti salta in mente,
ora!... disse, scontenta, la signora bruna.
Carlotta era diventata di porpora e stringeva
le labbra per non piangere dalla rabbia.
Non mi curo affatto dei sentimenti di
quell'uomo a mio riguardo, disse con voce
tremante di collera. E anche tu, va'pure
con lui, poich preferisci la sua compagnia.
E chi dice questo? La signora Van Hottem,
pi giudiziosa di te, capir che non posso,
senza passare da maleducato, mancare all'appuntamento.
Anche tu, del resto, faresti
meglio a rimanere a casa per ricevere la nuova
istitutrice di Marcella.
Io, perdere una passeggiata per un'istitutrice?
Tu scherzi, credo, oppure non mi conosci
ancora abbastanza.
Il giovane sorrise, beffardo.
Eh, eh! Forse non a fondo, ma abbastanza
per sapere che certe categorie di persone
non esistono ai tuoi occhi.
Ho forse torto? Ditelo voi, signora, ho
torto? chiese Carlotta volgendosi verso la
signora Van Hottem che ascoltava in silenzio
il battibecco tra i due fratelli.
No, bambina mia, ed io condivido le vostre
opinioni. Il signor d'Aubars  un troppo
ardente fautore d'eguaglianza. Ma noi ci gingilliamo
e il tempo passa. Arrivederci, cara
signora: venite un po' pi spesso al castello:
ed anche voi, signor Maurizio! Pieter sarebbe
felicissimo di andare a caccia con voi.
Ella si alz, strinse la mano alla signora di
Ravines e si allontan con Carlotta e Maurizio,
poich quest'ultimo accompagnava le due
signore fino alla carrozza della baronessa.
Quando giunsero alla scalinata, un'automobile
si fermava davanti alla casa. Il giovane
che la guidava balz a terra con un gesto
pieno di agile eleganza e si tolse il berretto
per salutare le signore ed il loro cavaliere.
Ah, eccovi finalmente, signor Dugand!
disse affabile Maurizio. Venite qua: voglio
presentarvi alla baronessa Van Hottem!
Stanislao sal i pochi gradini e s'inchin
davanti alla baronessa. Quando alz la testa
ed i suoi occhi incontrarono quelli della signora
Van Hottem, trasal improvvisamente.
Che mai gli ricordavano quel volto, quel carnato
rimasto bianchissimo nonostante le molte
e profonde rughe, quegli occhi celesti, miti e
freddi?
E perch quello sguardo, fissandosi nel suo,
assumeva quell'espressione di stupore e di
spavento?
Ma no, egli sognava, perch non aveva davanti
a s che una donna educata e indifferente
la quale gli rivolgeva alcune frasi comuni
e pareva aver molta premura di raggiungere
la sua carrozza, meno di Carlotta
per altro, che era gi accanto alla vittoria
senza aspettare la signora Van Hottem.
Maurizio aiut la baronessa a salire in carrozza,
poi raggiunse Stanislao rimasto immobile
sulla scalinata e lo prese familiarmente
a braccetto.
Uno dei nostri vicini mi ha espresso il
desiderio di prender parte alla nostra piccola
escursione, e, se ci non vi rincresce, l'aspetteremo
un momento.
Ma certo, non c' nessuna fretta, rispose
Stanislao seguendo Maurizio nel salottino.
Egli salut la signora di Ravines, e la conversazione
si fece presto animata. Dopo poco
entr nella stanza Marcella, una bimbetta bionda,
di circa dodici anni, che aveva il volto
roseo e gli occhi briosi come quelli di Maurizio,
suo fratellastro, poich la signora d'Aubars
era passata in seconde nozze con un possidente
del paese, un anno dopo la morte della
signora di Vaulan.
Vieni ad aspettare la tua nuova istitutrice,
Marcella? chiese Maurizio attirando
a s la sorellina. Speriamo che ti piaccia;
sei tanto difficile!
Difficile poi no! Mi basta che sia buona,
simpatica, e anche bellina.
E dico poco! Scommetto che sar invece
un mostriciattolo.
Cattivo! Questa volta per ti sbagli, caro
Maurizio: la signora Donan, che l'ha raccomandata
alla mamma, scrive che  molto carina.
Aggiunge per che  seria, molto seria;
e allora, come si fa, se non si pu ridere neanche
un pochino?
Ma si pu avere un carattere serio ed
essere molto allegri, signorina, osserv ridendo
Stanislao.
S,  vero, e voi ne siete la prova. Speriamo
che la signorina di Landies sia come
voi.
Stanislao sussult.
Sarebbe forse quella che io conosco? La
signorina Natalia di Landies, che abita a Pau?
Si chiama infatti Natalia, disse la signora
di Ravines. L'avete conosciuta a
Pau, ingegnere?
S, signora; la famiglia di Landies abitava
il quartiere attiguo a quello di mio zio.
Posso dunque rassicurarvi subito, signorina
Marcella: la signorina di Landies possiede
tutti i requisiti da voi richiesti, anche la bellezza,
e soprattutto il fascino, dono ancora
maggiore. Per, mi stupisco che voglia fare
l'istitutrice: essa dava lezioni di pianoforte.
S, ma non ne aveva molte, poich ci
sono tanti professori!... La mia amica signora
Donan, che la conosce, le ha offerto questo
posto d'istitutrice, ed essa lo ha accettato
giudicandolo forse pi vantaggioso. Siccome
Marcella ha una spiccata disposizione per la
musica, io desidero coltivargliela; perci ho
cercato una persona competente. Che opinione
avete sull'abilit di questa ragazza, signore?
Posso dirvi senza esagerare che la signorina
di Landies  una vera artista.
Meglio cos; avr trovato proprio quello
che mi ci voleva, e Carlotta, che  assai brava,
potr sonare a quattro mani con lei.
Stanislao corrug la fronte.
Povera figliuola! pens con una stretta
al cuore.
Rivedeva il rigido volto di Carlotta di Ravines,
quelle sue sottili labbra sprezzanti, quegli
occhi azzurri e imperiosi, e gli parve di
udire ancora la voce stridula che diceva con
ironico disprezzo:
Hai proprio una gran voglia di presentarmi
il tuo ingegneruccio, Maurizio? Eppure
devi capire quanto poco me ne importi!
Hai torto, poich il mio ingegneruccio ,
fisicamente almeno, (per ora lo conosco solo
esteriormente) l'uomo pi simpatico che abbia
mai incontrato, e forse far ben presto la tua
conquista, mia sdegnosa sorella.
Un ironico scatto di riso aveva risposto a
quest'ultima frase.
Sei sciocco, povero Maurizio, e mi conosci
poco davvero! Come puoi immaginare che
io, Carlotta di Ravines, mi occupi un solo
istante di un sottoposto?
Questo dialogo tra fratello e sorella era stato
udito da Stanislao mentre passava vicino
alla siepe che circondava il giardino del castello
di Roccarossa. Il giovane, incamminatosi
per fare l'obbligatoria visita di arrivo alla
signora di Ravines, era stato assalito da una
collera violenta, poi aveva scosso le spalle e
sorriso ironicamente.
Oib! Che importa a me del giudizio di
questa fanciulla orgogliosa e probabilmente
anche abbastanza sciocca? aveva pensato.
Pu conservare intatto il suo vanitoso disprezzo:
le far vedere io come sa comportarsi
questo sottoposto ch'ella disdegna.
E quando Maurizio d'Aubars lo present alla
sorella, si mostr cos rigidamente corretto,
cos educatamente altero, che Carlotta, gi
colpita dal modo di fare e dall'aristocratica
eleganza del nuovo ingegnere, si sent profondamente
ferita nella sua vanit. Sul principio
giur a se stessa di fargli cambiare contegno
e cerc di avvincerlo con tutte le arti della civetteria;
ma come rimase mortificata nell'accorgersi
che suscitava solo un' indifferenza leggermente
beffarda!
Maurizio poi, da quel sagace osservatore
che era, le sussurr un giorno in un orecchio:
Dunque, ora vorresti conquistarlo? Ma
se lo dicevo, io!...
Da quel momento, la fanciulla vanitosa e
piena di astio giur a Stanislao un odio feroce.
Il giovane non se ne curava affatto, e
trovava in compenso deferenza e simpatia in
tutti gli altri membri della famiglia. Ma saputo
ora che Natalia stava per assumere in quella
casa il posto d'istitutrice, pensava con raccapriccio
ch'ella sarebbe esposta ai rabbuffi ed
alle scortesie di quella ragazza tanto altera
della sua bellezza, e che di certo diverrebbe
presto gelosa della signorina di Landies.
Povera piccola Natalia, tanto cara e tanto
buona! pens. Se osassi!... Se fossi certo
ch'ella volesse affidarmi la sua vita, bench io
sia ancora un miscredente!
I rosei sogni del giovane furono interrotti
dall'arrivo dell'ospite atteso, e dopo pochi minuti
l'automobile, guidata da Stanislao, scomparve
in un gran nuvolo di polvere.
Quantunque il novembre volgesse alla fine,
l'aria era mite, quasi tepida. Pareva che il
sole volesse prodigare alla terra un ultimo
sprazzo di vitale energia prima di entrare nel
periodo invernale, e una miriade di raggi solcava
il terreno lavorato di fresco, filtrava
attraverso ai rami scheletriti e avvolgeva in un
nembo d'oro le torri del castello di Sailles,
orgogliosamente eretto sul suo piedistallo di
roccia.
Senza neppur accorgersene, Stanislao rallent
la corsa della macchina ed i suoi occhi
si fissarono, magnetizzati, sulla feudale dimora.
Che stranezza! mormor a un tratto,
assorto.
Che cosa? chiese Maurizio.
I ricordi che suscita in me questo castello.
Figuratevi!... Appena l'ho visto mi sono
detto: Ma io lo conosco! E infatti questa
precisa visione esisteva da molti anni nella
mia mente; ed  una cosa strana davvero, poich
non fui mai in questo paese.
Forse ci veniste da bambino.
No, perch vissi sempre in America. Questo
castello appartiene alla baronessa Van Hottem, non  vero?
O pi esattamente a suo figlio, poich
dopo la misteriosa scomparsa di Ghislano di
Vaulan, suo nipote e ultimo discendente della
sua stirpe, il duca di Sailles nomin suo erede
il figlio della detta signora.
S, ora ricordo; sentii infatti parlare di
questa triste storia. Dunque la signora Van
Hottem non era parente del duca di Sailles?
No, era figliuola della sua seconda moglie;
una donna intelligentissima, a parer mio,
poco simpatica, per altro, ma che in casa mia
considerano un po' come un oracolo; la mia
sorella poi ne va pazza;  vero che... Conoscete
il barone Van Hottem?
Non ho quest'onore.
Peccato! disse Maurizio ridendo.
Ma ve lo presenter appena capiter l'occasione;
avrete cos il piacere di conoscere un imbecille
della pi bell'acqua, che si d delle arie
di superuomo, per giunta.
Fate davvero un bel ritratto del vostro
vicino, signor d'Aubars!
Vi accorgerete che non esagero. Ah, vedo
venire la nostra carrozza: che sia andata a
prendere l'istitutrice?
Stanislao si sent dare un tuffo al cuore: i
suoi occhi, migliori di quelli di Maurizio, avevano
gi riconosciuto l'elegante figurina femminile
seduta sui cuscini della carrozza di Roccarossa.
Anche Natalia lo riconobbe: una vampa di
fuoco le sal al viso, ed i suoi occhi, che in
quegli ultimi mesi avevano versato tante lacrime
amare, brillarono radiosi mentre rispondeva
al profondo saluto di Stanislao che aveva
rallentato all'incrociarsi dei due veicoli.
 molto carina! disse Maurizio all'ingegnere.
Penso che Marcella non potr lamentarsene...
e che Carlotta potr esserne gelosa!
bisbigli fra i denti.
...
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...
Capitolo 4. I DESIDERII DI STANISLAO.
...
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...
Stanislao Dugand se n'andava preoccupato per i campi, col fucile a bandoliera. Il cielo
si rannuvolava sempre pi, ma il giovane non ci badava, come non badava agli scatti impazienti
del cane, un bracco di Alvergna che fiutava l'aria agitando la coda. Il giovane pensava
in quel momento al bizzarro silenzio dello zio. Un mese prima il vecchio gli aveva scritto
che doveva allontanarsi per affari, senza avvertirlo della durata dell'assenza n dargli il
suo indirizzo. Da allora l'ingegnere non aveva avuto pi nessun cenno di lui, e tutte le lettere
scritte a Pau rimasero senza risposta. Natalia gli disse che il vecchio era ancora assente,
e che n lei n sua madre sapevano lo scopo di quel viaggio. L'ingegnere era proprio
impensierito di quell'assenza prolungata e di quell' inconcepibile silenzio.
C'era poi un'altra ragione che gli faceva desiderare il pronto ritorno del signor Dugand:
voleva confidare a quel suo unico congiunto il suo desiderio di chiedere la mano di Natalia,
desiderio che era andato aumentando dopo l'arrivo della fanciulla a Roccarossa, poich si
era accorto che la soave creatura da lui amata profondamente in segreto soffriva; egli indovinava
che le spine non le mancavano nel suo nuovo stato e che soprattutto ella si preoccupava
per i suoi cari rimasti a Pau, per sua madre sempre sofferente, per Vitalina che diventava ogni giorno pi anemica.
Stanislao pensava a tutte queste cose mentre
seguiva il cane che scorrazzava fiutando il
suolo. Finalmente si riscosse e si accorse del
temporale vicino sentendo una gocciola di
pioggia che gli cadde sul viso. Prendendo una
scorciatoia egli raggiunse un viottolo scosceso
e si mise a camminare affrettatamente.
Dietro a una siepe scrse a un tratto il visetto
birichino di Marcella di Ravines e la bella
testolina di Natalia.
Ah, signor Dugand, esclam la fanciulletta
ci bagneremo tutti come pulcini!
Non c' un luogo dove metterci al riparo,
signore? chiese Natalia mentre rispondeva
al saluto dell'ingegnere.
S, signorina: dovremmo trovare per qui
una capanna; se permettete, vi ci condurr volentieri.
L'istitutrice e la sua scolara si lasciarono
guidare lungo il viottolo. La pioggia cominciava
gi a cadere a gocciole grosse e fitte, ma
al limite della strada apparve finalmente la
capanna chiusa da tre lati, comodissima,
sentenzi Marcella sedendosi su di una fascina.
Dopo poco fu un diluvio: l'acqua scrosciava
da tutte le parti, abbondante e impetuosa. Ad
un tratto si ud il galoppo di un cavallo; un
giovane apparve presso la capanna, salt a
terra ed entr sotto il riparo insieme con la
sua cavalcatura.
Ah!  lo stupido barone Van Hottem!
bisbigli Marcella all'orecchio dell'istitutrice.
Marcella! mormor la giovane guardandola
severamente.
Il nuovo venuto era un giovane basso e magro,
dal pallido volto incorniciato d'una barbetta
biondiccia. Vestito aH'ultima moda, quell'individuo
era pieno di boria e di sussiego.
Ah, signorina di Ravines, disse, salutando
Marcella questo  proprio un incontro
inaspettato! Vedo che siete nelle mie stesse
condizioni.
Voi per siete molto pi inzuppato di me.
Ma aspettate: debbo fare le presentazioni...
E con seriet Marcella disse:
Il barone Van Hottem... la signorina
di Landies, che ha la bont di occuparsi della
mia istruzione... il signor Dugand, ingegnere
nell'officina di Eyrans.
Il barone salut con un debole cenno del
capo, come un uomo che faccia un sommo
onore a persone inferiori.
Siete gi una perfetta signora d'alto grado,
signorina Marcella, egli disse con un
sorriso che aument la stupida espressione del
suo volto. Oggi la signorina Carlotta non
potrebbe davvero farvi i rimproveri che spesso
vi rivolge.
Carlotta  satura di affettazione! strill
la bimba facendo una giravolta.
Marcella! disse l'istitutrice con tono
di rimprovero.
Siete sempre la stessa, signorina Marcella!
Buon per voi che io non riporter questo
vostro complimento alla signorina Carlotta!
Riportateglielo pure! Gliel' ho detto tante
volte, e ormai lo sa a memoria.
Via, Marcella, chetatevi! disse severamente
Natalia.
Avrete un bel merito, signorina, se riuscirete
a domare questo demonietto, disse
il barone roteando lo scudiscio con una mossa
affettata ch'egli certo giudicava elegantissima.
Altre, prima di voi, ci rimisero il loro latino.
Per prima cosa avrebbero dovuto saper
questa lingua!... In quanto alla signorina di
Landies, potrebbe anche darsi, poich ella sa
il latino. Ma spero che lo conserver, e non
mi trover poi cos demonio come avete la
gentilezza di dichiararmi.
Siete stizzita, signorina Marcella? Via,
non corrugate la fronte e facciamo la pace. La
festicciuola data dai vostri genitori per il compleanno
della signorina Carlotta rimane fissata
per sabato?
S. Ci verrete, signore?
Questo invito si rivolgeva a Stanislao che
ascoltava distratto.
Se il mio lavoro me lo permetter, signorina,
ci verr.
Che strana ubbia salt mai in testa al signor
Holker di voler metter su una fabbrica
di automobili! disse a fior di labbra il barone
Van Hottem. Un vero signore non
deve sciupare il suo tempo e i suoi denari nell'industria.
L'idea fu bellissima, a parer mio, disse
freddamente Stanislao. Facendo cos il
signor Holker impiega i suoi capitali a vantaggio
suo e del paese.
Il barone strinse le labbra e lanci uno
sguardo altezzoso sull'imprudente che si permetteva
di avere un'opinione contraria alla
sua.
Fu un'idea ridicola! ribad, calcando
le parole. E il peggio  che ha trascinato
con s anche il signor di Ravines, il quale va
matto per tutto ci che si riferisce all'automobilismo.
Poi si mise a discorrere d'altro, insulsamente.
Tenuta a dovere dagli occhi severi dell' istitutrice,
Marcella si frenava a stento per non
rispondergli con qualche frase mordace. Dal
canto suo Stanislao ascoltava in silenzio, a
braccia conserte e con le labbra schiuse in un
ironico sorriso.
Finalmente il cielo si rasseren e il barone,
rimessosi in sella e salutati molto rigidamente
Natalia e l'ingegnere, si allontan di galoppo.
Cavalca male, oh, come cavalca male!
mormor Marcella soffocando a stento una risata.
Aver tanta boria con un aspetto simile,
 inconcepibile.
I boriosi, a qualsiasi categoria appartengano,
sono sempre stupidi. Ma voi, signorina
Marcella, mi sembrate poco benevola verso il
vostro vicino.
Ditemi la verit, vi pare simpatico? Carlotta
sola pu essere cos sciocca da trovarlo
affascinante, ma forse  perch, come dice
Maurizio, vorrebbe diventare la baronessa Van
Hottem. Oh, io non potr mai adattarmi al
pensiero di avere un simile cognato! Prima
di tutto, gli direi sempre delle cose spiacevoli...
Ma come, Marcella, avete dunque s brutto
carattere? disse Natalia tra il serio e il
faceto.
La bimba si chin e appoggi carezzevole
la guancia sulla mano dell' istitutrice.
Non con quelli che sono buoni e carini,
non con quelli ai quali voglio bene, signorina.
Ma i Van Hottem mi sono cos antipatici!
Lui poi, che  tanto infatuato della sua persona
e dei suoi denari! In quanto alla prima,
potete giudicare da voi se merita; riguardo ai
secondi, li ebbe per puro caso. Se fosse vissuto
il piccolo Ghislano di Vaulan, Pieter Van
Hottem sarebbe povero in canna. A quanto
pare, il duca di Sailles non gli voleva mica
bene... sfido io!... e se lo nomin suo erede,
lo fece per riguardo alla madre di lui, che lo
circond di premure. Per,  un gran peccato
che l'altro, il figlio della contessa di Vaulan,
sia sparito! Sarebbe certo stato pi carino di
questo. La mamma conobbe la povera signora,
e Maurizio ricorda benissimo di aver giocato
spesso col piccolo Ghislano al quale voleva
molto bene.
Anche la mia mamma era molto amica
della signora di Vaulan, disse Natalia.
Ma non fu proprio possibile saper niente circa
la scomparsa del fanciullo?
Marcella scosse negativamente il capo.
Mai, signorina. E s che il duca di Sailles
e la signora Van Hottem fecero di tutto
per raccogliere anche il minimo indizio. Il vecchio
duca mor due anni dopo, di dolore pi
che altro, perch voleva un gran bene-a quel
bambino ultimo erede della sua casata. A
quanto pare, quel Ghislano era bello e molto
simpatico.
 strano come sempre mi colpisce questo
nome! mormor Stanislao.
Il cielo si rasserena del tutto; presto,
Marcella, andiamocene! disse Natalia.
Stese la mano all'ingegnere e se ne and
con la sua allieva, mentre Stanislao, col cane
alle calcagna, prendeva la strada dell'officina,
intimamente felice di quei brevi momenti di
serenit trascorsi con colei che gli diventava
ogni giorno pi profondamente cara.
Anche a Natalia l'incontro aveva recato un
po' di conforto. La rispettosa simpatia di Stanislao
era un balsamo per la sua anima, ed
essa aveva provato un'intima gioia le due o
tre volte in cui Marcella, entrata correndo nella
stanza di studio, aveva detto:
Come son contenta! Il babbo ha condotto
a casa il signor Dugand e lo tiene a pranzo.
Certo, durante il pranzo, Natalia, tenuta un
po' in disparte dalla sua condizione, non poteva
scambiar con lui che poche frasi comuni;
ma le riusciva consolante il veder quegli che
Pietro, suo fratello, aveva chiamato un giorno
l'uomo pi leale e pi scrupoloso del mondo,
e incontrare quello sguardo profondo e
leale che pareva dirle: Coraggio!
Ed a lei il coraggio talvolta mancava, lo sapeva
bene. Se avesse posseduto la forza cristiana
necessaria, sarebbe stata cos sensibile
alle meschine cattiverie inflittele dall'orgogliosa
Carlotta? Questa era, a Roccarossa, la spina
sempre pronta a ferire l'istitutrice, da lei
considerata come sua inferiore, e colpevole di
possedere un fascino di gran lunga superiore
al suo.
Tolta l'antipatia di Carlotta, Natalia era benvoluta
in quella casa, e veniva fatta oggetto
di gentili premure da Maurizio e di un fanatico
entusiasmo da Marcella.
Quest'ultima non nascondeva il suo affetto
per l'istitutrice, e Natalia ne profittava per
portare notevoli modificazioni nell'indole di
quella fanciulletta un po' malavvezza, ma buona
e dotata di un'energica volont.
Fu cos che il giorno dopo l'incontro con
Stanislao ella indusse la sua allieva, nemica
acerrima delle passeggiate, ad accompagnarla
fino ad un vecchio mulino a vento posto in un
luogo molto pittoresco. Dopo la pioggia del
giorno prima il cielo si era rischiarato, e Marcella
ammise volentieri che faceva un tempo
ideale.
Perch vengo con voi, soggiunse posando
la manina sul braccio di Natalia. Se
Maurizio e il signor Dugand ci accompagnassero,
la gioia sarebbe completa.
Il signor Dugand sarebbe lusingato da
una simile simpatia, disse Natalia sorridendo.
Oh, gliel'ho bell'e detto, sapete!... Guarda!...
Chi  quella donna che arriva correndo
come una pazza?
L'epiteto calzava a pennello: la donna indicata
era una magra e pallida creatura dai
capelli grigiastri che sfuggivano in ciocche disordinate
da un fazzoletto giallo. Gli occhi inquieti
e indagatori pareva cercassero qualcuno.
Quando fu a pochi passi dalle due fanciulle,
disse con voce roca:
Avete visto una ragazza zoppa con un vestito
grigio e un fazzoletto nero?
Natalia scosse il capo.
No, non l'abbiamo vista.
La donna si torse disperata le mani.
Dove pu essere andata la mia Giuliana?
Son due ore che la cerco. Stamani  uscita per
fare delle spese. Io non volevo lasciarla andar
sola, perch le sue povere gambe sono cos
deboli... ma lei non ha inteso ragioni e ha
detto: Tu hai la febbre, mamma; bisogna
che vada io... e mi ha lasciata; ma ormai
dovrebbe esser tornata da un pezzo.
Da che parte andava? chiese Natalia
commossa da quell'angoscia materna, bench
lo sciatto aspetto della donna non fosse tale
da attirar la simpatia.
Verso Saint-Front. Fra andata e ritorno
non poteva metterci pi di un'ora.
Che abbia preso per la scorciatoia?
sugger Marcella.
La scorciatoia? L per il burrone dei
Lupi?... Gi, non ci avevo pensato! Ma no,
non le sarebbe mai saltato in mente di andarvi...
conosce troppo bene il pericolo di
quel sentiero.
In ogni modo, sarebbe meglio cercarla
l, mi pare, disse Natalia. Il burrone 
qui a pochi passi, non  vero?
S,  l, l.
E la donna riprese la strada di corsa.
Andiamo con lei, signorina; vorrei sapere
se ritrova la sua figliuola!
Andiamo pure, bambina mia; il mulino
lo vedremo un'altra volta.
Esse seguirono a distanza la donna che si
affrettava. Il burrone scendeva per un centinaio
di metri: all'inizio, il viottolo era largo
e senza pericoli, ma a poco a poco diventava
sempre pi stretto.
Bisogna fermarci qui, cara, disse Natalia.
L'andar pi oltre  imprudente.
Solo fino alla svoltata, signorina. Il babbo
e Maurizio mi conducono sempre fin l.
In cinque minuti arrivarono al punto indicato
da Marcella. In quel luogo il burrone si
ristringeva e diventava orrido e selvaggio:
oscuri baratri fendevano le nere pareti di pietra,
e pochi arbusti contorti, aridi, spogli di
foglie, erano la sola vegetazione che crescesse
sui pochi palmi di terra sparsi qua e l.
Laggi, lungo il viottolo strettissimo, la donna
camminava sempre. A un tratto un urlo di
terrore giunse fino alle fanciulle, ed esse videro
la donna inginocchiarsi e tendere le braccia.
Restate qui, Marcella, disse risoluta
l'istitutrice. Io vado a vedere che cosa accade
a quella disgraziata. Ma voi promettetemi
di non muovervi di qui.
State tranquilla, signorina.
Presto quanto glielo permetteva la ristrettezza
del viottolo, Natalia raggiunse la donna
sempre inginocchiata e quasi svenuta, e anch'essa
non pot trattenere un urlo di raccapriccio.
A un tronco d'albero sporgente a mezza costa
del burrone, sospesa nel vuoto e trattenuta
da un lembo del vestito, c'era una fanciulla
i cui biondi capelli, sciolti lungo le spalle,
facevano come un manto attorno al corpo
immobile. Certo era priva di sensi, e fors'anche
morta.
Giuliana!... Giuliana! rantol la madre.
Vado a chieder soccorso, non vi sgomentate
! disse Natalia che aveva gi stabilito
il da farsi.
Torn indietro, mormor poche parole di
spiegazione a Marcella, e si mise a correre
verso la strada maestra sperando di trovar
qualcuno che potesse tentar di salvare la povera
creatura.
Un'automobile! mormor a un tratto
mettendosi in ascolto.
Corse ancora pi presto e raggiunse la strada
proprio nel momento in cui un'automobile
passava davanti allo sbocco del viottolo. Essa
url con quanto fiato aveva in gola, e di botto
la macchina si ferm.
Signorina Natalia!
Oh, signor Dugand, venite, venite presto!
Il giovane salt a terra, ed essa gli spieg
in poche parole ci che era successo.
C' una fattoria qua vicino; egli disse
corro a chiedere l'aiuto necessario; voi intanto
tornate da quella disgraziata madre.
Venti minuti dopo Stanislao e due contadini
giungevano sul luogo della disgrazia, e lo stesso
ingegnere, calato con una corda, volle operare
il salvataggio.
Agile ed esperto in ogni genere di sport,
questa era per lui una cosa da nulla; ma Natalia
tremava come una foglia e non poteva
neanche reggersi in piedi. E quando Stanislao
torn su col suo fardello, lesse sul pallido volto
angosciato tutta la trepidazione di quell'anima.
La madre stava per gettarsi sulla figlia; ma
Stanislao disse con dolcezza imperiosa:
Usciamo prima da questo luogo pericoloso,
dove ogni mossa un po' brusca potrebbe
farci precipitare in fondo al burrone.
Raggiunsero finalmente una curva un po' pi
larga del viottolo, e Stanislao pos con somma
cura la fanciulla a terra.
Essa viveva, ma aveva alla fronte una ferita
poco profonda, per fortuna, che doveva aver
buttato molto sangue, visto lo stato debolissimo
della ragazza gi di per s molto delicata.
Giuliana! Mia piccola Giuliana!
gemeva la madre stropicciando le mani della fanciulla
per farla tornare in s.
Stanislao scambi poche parole con Natalia,
poi chiese alla donna:
Dove state?
Vicino alla Croce delle Sante.
Ebbene, condurr fin l voi e vostra figlia.
Arriveremo in pochi minuti, e a casa potrete
curare con pi comodo questa povera figliuola.
Mediante l'aiuto dei contadini, la giovinetta
ferita fu portata fino all'automobile e adagiata
sui guanciali. Sua madre le si pose vicina.
Stanislao si volse verso Natalia e Marcella.
Volete profittare di questi due posti liberi?
Oh, s, s! esclam Marcella senza
neanche aspettare la risposta dell'istitutrice.
Mi piace tanto l'automobile!... E poi vorrei
proprio sapere se la povera Giuliana si sveglier.
Dopo aver aiutato Natalia ad accomodarsi
dentro alla macchina, Stanislao sollev la bimbetta
come una piuma e se la pose a sedere
al fianco, vicina al volano; quindi l'automobile
si allontan adagio adagio per evitare qualsiasi
scossa alla ragazza ferita.
La casa della madre di Giuliana era fuori
del villaggio, proprio al margine di un bosco
di quercie. Era una povera catapecchia di misero
aspetto, il cui interno non smentiva la
prima impressione.
La donna, fuori di s dall'angoscia, era incapace
di curare la figlia. Se ne occup Natalia,
e con poche gocce di aceto trovate in un
bicchiere sbocconcellato, riusc a far riprendere
i sensi alla povera creatura.
Giuliana apr i grandi occhi azzurri, bellissimi
e commoventi nella loro soave dolcezza.
Sua madre mand un urlo di gioia e si precipit
verso lei.
Bambina mia! Salva!... Sei salva, la mia
Giuliana!
La fanciulla le rivolse uno sguardo affettuoso,
poi i suoi occhi si posarono, stupiti, su
quei forestieri.
Non riuscite a raccapezzarvi chi siamo,
non  vero? chiese Natalia con un sorriso,
mentre le fasciava la ferita con alcune strisce
di tela che Stanislao tagliava da dei fazzoletti.
La vostra mamma vi racconter poi quello
che  successo; per ora dovete riposarvi e
prendere qualcosa che vi ristori un po'!
La donna si volse, atterrita.
Ma che cosa, che cosa le do? Qui non
c' nulla e neanche un soldo. Non sar certo
vendendo i nostri stracci e le nostre stoviglie
slabbrate che potr ricavare tanto da nutrire
convenientemente questa figliuola che mi muore
di anemia!
Natalia si frug in tasca per prendere il
portamonete, purtroppo mal provvisto; ma pi
pronto di lei, Stanislao apr il suo e ne tolse
qualcosa che fece scivolare nelle mani di Giuliana.
Cos potrete curarvi, egli disse con
gentile delicatezza. Torner a prendere vostre
notizie, signorina Giuliana.
Ed io pure, soggiunse Natalia chinandosi
per accarezzarle una mano. Dunque,
arrivederci a presto!
Grazie, grazie! mormor la debole
voce di Giuliana. Che Dio vi benedica tutti!
L'accigliato volto della madre si rischiar
un poco e le labbra, ch'ella stringeva convulsamente,
si schiusero per mormorare:
Vi ringrazio anch'io.
E per la prima volta ella pens a guardare
coloro che le avevano salvato la figliuola. Pos
distratta gli occhi sul bel volto di Natalia, sul
musetto birichino di Marcella, e li fiss atterrita
su Stanislao.
Un tremito la scosse tutta: era spavento o
stupore? Forse entrambi.
Volete dirmi il vostro nome affinch io
sappia a chi devo la mia riconoscenza? essa
balbett.
Ma certo!  una cosa molto semplice,
disse Marcella. Ecco qua la signorina di
Landies e il signor Dugand; io, che non ho
fatto nulla, sono Marcella di Ravines. E voi,
come vi chiamate?
Vaillant, rispose la donna con voce
cupa volgendo uno sguardo rassicurato verso
Stanislao.
I due giovani e Marcella uscirono dalla capanna
e si fermarono davanti all'automobile.
Povere creature! esclam commossa Natalia. La fanciulla  carina.
S, disse Stanislao ma la donna  strana. Se avesse il vizio di bere, non ne sarei maravigliato.
Credete? Potrebbe anche darsi. Allora compiango ancor pi quella povera figliuola.
Arrivederci, signor Dugand; quanto tempo vi ha fatto perdere tutta quest'incresciosa faccenda!
Poco importa! Sono ben contento di esser passato cos a proposito e di aver potuto far qualcosa per quella poveretta. Ma voi, siete stata molto conturbata?
Un poco. L'opera di salvataggio era pericolosa, convenitene, via!...
 stata una cosa da nulla, ve lo assicuro,
e sono dispiacente che quel semplice esercizio ginnastico vi abbia sconvolta.
Sono troppo nervosa, io, ecco tutto!
disse Natalia sorridendo. Trattatemi pure di paurosa: me lo merito.
Ma arross lievemente sentendo la commossa risposta di Stanislao:
No davvero, perch so benissimo che un pericolo personale vi lascerebbe immune dal tremito che vi cagiona quello degli altri... e vi ringrazio di aver tremato per me.
...
.
...
Capitolo 5. ALLUCINAZIONI?
...
.
...
Quest'anno abbiamo un autunno magnifico!
Non vi pare, mio caro, che sia un peccato
andare a rinchiuderci, non fosse che per
mezz'ora, in quel Castello Nero, come lo
chiamano cos giustamente i contadini di qua,
invece di profittare di questo radioso pomeriggio
per andare a fare qualche bella gita nei
dintorni?
Sono anch'io del vostro parere; ma non
possiamo ritardare pi oltre questa visita, e
voi sapete che gli altri giorni io non ho molto
tempo disponibile.
Maurizio d'Aubars e Stanislao Dugand parlavano
cos mentre si avviavano verso il castello
di Sailles, nell'automobile sempre messa
a disposizione dell'ingegnere.
Pochi giorni prima questi aveva detto a
Maurizio:
Mi pare che sarei in dovere di fare una
visita alla baronessa Van Hottem, che  uno
dei pezzi grossi della regione e che posso incontrare
qualche volta in casa vostra. Sar
una gran noia, lo so, perch essa mi  poco
simpatica, e suo figlio  ancor meno attraente
di lei; ma non credete che debba farlo per
educazione?
S, lo credo anch'io. Volete che facciamo
una cosa? Io ho da chiedere alcune informazioni
a Pieter Van Hottem; uno di questi
giorni vi andremo insieme; forse la vostra noia
sar minore. E chieder ai nostri ospiti di
farvi vedere il castello, che merita.
Stanislao acconsent con piacere, ed ecco
perch in quel radioso pomeriggio d'autunno
i due giovani si avviavano verso il castello di
Sailles.
Salita l'erta costa che conduceva alla dimora
feudale, l'automobile si ferm davanti al ponte
di pietra. I due giovani saltarono a terra, entrarono
sotto la volta oscura, e di l nella sala
delle Guardie.
Stanislao rattenne un grido di stupore. Era
stato l l per esclamare:
Ma io conosco questa stanza!
Egli era sicuro di aver gi visto, gli era impossibile
ricordarsi dove n quando, quell'antro
pauroso, quei pilastri massicci, quelle armature
magnifiche sparse un po' dappertutto.
Un cameriere si fece incontro ai nuovi venuti
e li introdusse in un vasto e magnifico
salotto, che non suscit nessun ricordo nella
mente di Stanislao.
La baronessa comparve dopo poco, e l'ingegnere
ebbe, vedendola, lo stesso sussulto
provato la prima volta che le fu presentato.
Dal canto suo la baronessa Van Hottem gli
rivolse un'occhiata rapida, scrutatrice e un
po' ansiosa, mostrandosi per cortesissima, almeno
quanto glielo permetteva la sua indole
fredda e pacata.
Venne anche Pieter, pi borioso che mai, e
mettendosi a discorrere con la solita intelligenza,
affastell sciocchezze su sciocchezze,
finch Maurizio, seccato, gli disse:
Se facessimo visitare il castello al signor
Dugand? Son sicuro che gli piacer molto.
Oh! Un cumulo di vecchie pietre annerite
che sta su per miracolo!... Un giorno o
l'altro far abbattere tutte queste anticaglie e
costruire al loro posto un castello moderno e
comodissimo; vedrete, allora, che bellezza!
Vandalo! grid Maurizio indignato,
mentre Stanislao non poteva trattenere un gesto
d'energica protesta.
Pieter sogghign:
Non mi piacciono i vecchiumi; sono un
uomo pratico, io! C' da morir di malinconia,
soffocati da questi muraglioni, spersi in queste
stanze scure e in questi anditi che non finiscono
mai! Se avessi i nervi delicati potrei
perdere il sonno pensando alle paurose leggende
che popolano di scheletri i trabocchetti
e i sotterranei del castello e fanno apparire
all'ora fatidica di mezzanotte cento fantasmi
uno pi terrificante dell'altro, ultimo quello
del piccolo Ghislano; gi quattro o cinque dei
nostri servitori pretendono di averlo visto, e
guai a mettere in dubbio queste loro allucinazioni!
Scoppi in una risata clamorosa, mentre
un'ombra di terrore velava lo sguardo di sua
madre.
Venite, vi far vedere tutto ci, soggiunse
con condiscendenza. Dopo, anderemo
a fumare un sigaro nel parco.
Iniziarono il giro, visitando la torre pi
grande all'ultimo ripiano della quale c'era una
vasta stanza illuminata a malapena da un finestrino
munito di solide sbarre di ferro.
Come vedete dagli anelli infissi nel muro,
questa stanza serviva un tempo da prigione,
disse il barone. Immagino che mettessero
qui i prigionieri di riguardo, oppure
i membri stessi della famiglia che osavano resistere
ai voleri del signore. Eh, eh! Ci sono
pagine sanguinose nella storia dei duchi di
Sailles!
Queste parole, o piuttosto il tono soddisfatto
col quale Pieter le pronunzi, urtarono Stanislao,
che rispose con mal celata ironia:
In quei tempi lontani e quasi barbari la
vita di un uomo era infatti considerata troppo
spesso come una cosa da nulla. Oggi, i costumi
sono cambiati, apparentemente per,
poich se l'uomo rispetta di pi la vita del suo
simile, si accanisce tuttavia a distruggere le
anime. Ma quest'assassinio morale passa quasi
sempre sotto silenzio, poich non v' da mostrare
a suo riguardo carceri, catene, e tutti
quei cupi orrori di un passato che i nostri moderni
declamatori ci dichiarano immerso nel
sangue e nelle barbarie.
Pieter squadr l'ingegnere.
Sicch, voi preferite i tempi antichi ai
nuovi?
Non dico questo. La nostra epoca presenta,
rispetto al passato, molti e grandi vantaggi,
e non rimpiango affatto di esser nato
nel secolo decimonono invece che nel decimoterzo.
Ma non sono di quelli che denigrano
e rinnegano sistematicamente il passato, poich
lentamente, secolo per secolo, attraverso
a sconvolgimenti il cui ricordo evocato dalla
storia ci fa ancor fremere di terrore, quel passato
prepar ci che noi chiamiamo oggi, con
orgoglio un po' puerile, il progresso. Il progresso!
Ecco la parola d'ordine della nostra
generazione. Tutto il resto, tradizioni, epiche
gesta di altri tempi, anime grandi e fatti gloriosi,
tutto  annichilito dinanzi a lui, o serve
solo come spauracchio a certi fanatici sbraitanti
contro la tirannide e la vergogna dei secoli morti.
Bravo, mio caro! disse Maurizio battendo
una mano sulla spalla dell'ingegnere.
Io la penso proprio cos. E voi, Pieter, che
ne dite?
Il barone si strinse nelle spalle.
Non mi occupo mai di questioni inutili,
egli disse, sgarbato, ed usc seguito dai due
giovanotti.
Maurizio si chin verso Stanislao e gli bisbigli:
Ecco un uomo che non porta il peso delle
proprie opinioni! Cos, egli si dispensa dal discutere,
cosa del resto di cui il suo povero
cervello non sarebbe capace.
La visita del castello prosegu. Di quando
in quando, strane reminiscenze si affacciavano
alla mente di Stanislao, per esempio, sulla soglia
della camera del duca defunto e nell'immensa
stanza da pranzo. S, quei magnifici
arazzi a soggetto biblico non gli erano nuovi...
e quel ritratto di faccia alla porta, quel
signore dal volto feroce e dagli occhi torvi
non era forse stato per molto tempo l'incubo
dei suoi sogni di fanciullo?...
Fino a poco tempo fa cerano nei vari saloni
molti ritratti di antenati, disse Pieter
facendo strada ai suoi ospiti ma mia madre
ne fece togliere diversi dicendo che avevano
bisogno di essere restaurati. Io non me ne ero
mai accorto.
Peccato! Alcuni di quei ritratti vi avrebbero
certo interessato, signor Dugand, disse
Maurizio. Il pittore aveva dei modelli
magnifici, poich tutti i Mornelles erano tipi
stupendi.
Poh! fece il barone scotendo le spalle.
Di certo egli preferisce il suo tipo!
bisbigli Maurizio a Stanislao il quale trattenne
a stento una risata.
Arrivato in cima alla scala, Pieter annunzi:
Ora vi mostrer il mio appartamento, che
fu sempre quello di tutti i duchi di Sailles.
Entrarono in una vasta sala circolare, e
aprendo una porta il barone disse:
Ecco la mia camera, la pi grande, la
pi sontuosa di tutto il castello, quella dove
vissero e morirono quasi tutti i duchi di Sailles.
Stanislao si ferm di botto: che strana, improvvisa
commozione lo assal a un tratto! Il
letto immenso sormontato dalla corona ducale,
le grandi poltrone stemmate, le finestre magnifiche,
tutto evocava in lui dei ricordi sopiti,
ma non distrutti.
Il suo sguardo si pos sulla parete di sinistra:
c'era una porta, ma prima ancora di
averla vista egli sapeva che v'era, come
pure era sicuro di trovare di l da quella porta
una grande stanza rettangolare illuminata da
due ampie finestre, e, in quella stanza, un lettino
sorretto da colonnette ritorte, una tavola
antica cosparsa di album e d'incisioni.
Pieter and verso quell'uscio, lo apr ed annunzi:
Il mio studio.
Dove entra forse due volte l'anno!
mormor l'irriverente Maurizio.
Stanislao volse un'occhiata in giro. Era proprio
cos: la stanza pi lunga che larga, i bei
vetri istoriati alle finestre... ma non cerano
n lettino n tavola, poich la stanza era ammobiliata
come un ricco studio.
Ma dunque, che cosa sono tutte queste ossessioni?
pens Stanislao un po' inquieto.
La povera contessa di Vaulan ed il figlio
abitavano qui, non  vero? chiese Maurizio
che era rimasto nella stanza attigua.
S, il duca Rinaldo volle dar loro quest'appartamento;
ma converrete che per noi
non era piacevole veder quegli ultimi venuti
ospitati come principi, mentre mia madre ed
io dovevamo contentarci di un appartamento
comune! disse il barone con voce piena di
astio.
Mi pare invece che fosse una cosa naturalissima,
lo rimbecc Maurizio. Queste
stanze toccavano di diritto ai membri della famiglia.
Il barone si morse le labbra, e Stanislao si
ricord un discorso fattogli da Maurizio:
Il barone Van Hottem, nonostante la sua
taccagneria, darebbe volentieri met del suo
patrimonio per aver il diritto di portare il titolo
di duca di Sailles e potersi dire discendente
di quell'illustre famiglia.
Dato quell'amaro rimpianto, era evidente
che la riflessione del signor d'Aubars non gli
andasse molto a genio.
I tre giovani si avviarono per uscire, e mentre
Maurizio si fermava a osservare un quadro,
Stanislao si volt e dette un'ultima occhiata
a quella vasta stanza.
Allora egli vide a un tratto, supina sul gran
letto ducale, una delicata figura di donna dai
magnifici capelli biondi e dai grandi occhi miti
e affettuosi che lo guardava e lo chiamava.
Mamma!
La parola gli sal alle labbra e vi mor prima
di esser detta; ma l'impressione fu fortissima,
ed un brivido lo scosse tutto.
Ho i nervi malati, non c' che dire! egli pens.
Pieter accondiscese a far visitare ai suoi
ospiti qualche altra stanza e la cappella, caratteristica
costruzione di stile arcaico, dove
regnava una frescura dovuta all'umidit; poi
li guid attraverso un' infinit di corridoi e li
condusse nella sala da fumo dove volle offrir
loro alcuni sigari.
Dite un po', Pieter, non sarebbe meglio
andar nel parco, invece di starcene rinchiusi
in casa con questo tempo magnifico? propose
Maurizio.
Come volete, rispose il barone.
Uscirono e s'inoltrarono in un ombroso viale.
Dopo la morte del duca Rinaldo, la signora
Van Hottem aveva fatto trasformare il parco,
molto trascurato in quegli ultimi anni, lasciando
per intatta la parte che dominava il burrone
dove Ghislano di Vaulan aveva corso pericolo
di morte: qualsiasi cambiamento avrebbe
tolto a quel luogo la sua agreste asperit.
Andiamo da questa parte, Pieter, disse
Maurizio. E il punto pi bello del parco.
Ognuno ha i suoi gusti; rispose il barone
ma se quando mia madre fece fare i
lavori io fossi stato in et di dare il mio parere,
vi assicuro che questa parte del parco
sarebbe stata accomodata come le altre!
Maurizio storse la bocca e scambi con Stanislao
un'occhiata che diceva chiaramente:
Che imbecille!
Percorrendo un viottolo tortuoso e sassoso,
contro il quale il barone imprec pi di una
volta, giunsero sull'orlo del precipizio e lentamente
si avviarono verso la cava.
Quel luogo alquanto selvaggio non riusciva
nuovo a Stanislao: forse ne aveva visto uno
simile durante i suoi viaggi.
Ed eccoci a quella cava famosa che la
volgare immaginazione popola dei pi strabilianti
fantasmi, disse allegramente Maurizio.
Stanislao rimase un attimo immobile: vedeva
il suolo coperto di neve durante un rigido
inverno, e l, sulla scarpata, due fiori
magnifici, due rose di Natale di straordinaria
bellezza. A un tratto gli parve che la terra gli
smottasse sotto ai piedi e chiuse involontariamente
gli occhi.
Quando li riapr, si vide davanti il precipizio
dorato da un tepido sole d'autunno e, sotto
ai suoi piedi, il suolo coperto d'erba riarsa e
gialliccia. Di fiori non c'era neppur la traccia
in quel dirupo arido e roccioso.
Sono davvero allucinato! riflett, impensierito.
Pieter, questa cava  pericolosa! Guardate
come la terra smotta dappertutto, osserv
Maurizio.
Poh! Non viene mai nessuno qui, rispose
il barone con noncuranza. E non ho
mai sentito parlare di disgrazie.
Si, una ve ne fu. Ho sentito dire, non
ricordo da chi, che il piccolo Ghislano di Vaulan
cadde in questa cava e fu salvato proprio
per miracolo.
Non ne ho mai sentito parlare. Ebbene,
signor Dugand, avete voglia di fare altrettanto?
Stanislao, avvicinatosi all'orlo del burrone,
si chinava per vederne il fondo.
Infatti, c' da rimaner sul colpo. Il bambino
ebbe un santo dalla sua.
Si volt verso Maurizio e Pieter, ma il resto
della frase gli mor sulle labbra: da uno stretto
viottolo sbucava in quel momento una donna
dal carnato bruno, avvolta in una specie
di tunica vistosa. Quella donna egli la vedeva
da molti anni nelle sue brevi e strane visioni:
pi giovane, senza quelle rughe che le
solcavano il volto abbronzato, ma avendo, come
questa, le stesse acute, fosforescenti pupille.
E quelle pupille si attaccavano su lui febbrilmente,
accanitamente; ma incontrando lo
sguardo stupefatto del giovane esse se ne distolsero,
e col passo lento ed agile di un felino
la donna spar fra gli alberi del parco.
Sempre la solita, la vostra vecchia Akelma,
disse Maurizio che, al pari di Pieter,
non si era accorto della commozione di Stanislao.
Sempre; un vero cane fedele!... Ed ora
lasciamo questo luogo selvaggio; son sicuro
che una tazza di t ci aspetta al castello.
Stanislao li segu come in sogno. Mille immagini
confuse gli passavano nel cervello, e
quando fu in salotto, dov fare uno sforzo prodigioso
per rispondere sensatamente alle domande
rivoltegli dalla baronessa sulla sua famiglia,
la sua infanzia e la sua giovent. Pareva
che la castellana s'interessasse molto del
giovane ingegnere, e ci stup Maurizio stesso,
il quale strada facendo gli disse:
Ha fatto eccezione per voi, sapete, poich
all'infuori del suo Pieter, quel bell'arnese,
la signora Van Hottem non si cura di nessuno.
Ne sono lusingato!
Giunto alle prime case del villaggio, Maurizio
salut Stanislao, il quale, rimasto solo,
imbocc in una straducola deserta e si trov
ad un tratto davanti alla chiesa.
Questa era una tozza costruzione antichissima
e annerita dal tempo. Molte altre volte
Stanislao vi era passato davanti e non aveva
provato che una scarsa curiosit dovuta al suo
squallido e vecchio aspetto.
Perch dunque oggi un sentimento indefinito
si risvegli in lui vedendo il misero tempio?
Perch, quasi spinto da una forza maggiore,
si avvi verso la porta e ne varc per la
prima volta la soglia?
Dietro il coro, qualcuno sonava l'organo
con maestria.
Erano dita d'artista che traevano dal vecchio
strumento i pi dolci suoni.
Stanislao s'inoltr nell'angusta navata. Quali
ricordi svegliavano dunque in lui quelle spoglie
colonne, quella volta bassa, quell'altare
fatto di scura pietra?
Si avvicin a un incavo oscuro. L sorgeva
l'altare della Madonna. Tra due mazzi di rose
di carta si ergeva una vecchia statuetta dal
tipo arcaico e dalle tinte smorte.
Nostra Signora della Consolazione...
Perch quelle parole gli venivano alle labbra?
Perch spontaneamente egli dava un tal
nome a quella statua, lui, l'incredulo che ignorava
tutto del cattolicismo?
Perch a un tratto frasi fino ad allora ignorate
sorgevano nel suo spirito?
Ave Maria, piena di grazia, tu sei benedetta
fra tutte le donne...
E nello stesso tempo rivide in ginocchio davanti
all'altare quella figura femminile ch'egli
vedeva nei suoi sogni e che chiamava mia
madre.
Si appoggi a un pilastro e nascose la faccia
tra le mani. Quale strana fantasmagoria
lo perseguitava? Perch tutte quelle reminiscenze?
Aveva forse nella sua prima infanzia
ricevuto qualche principio cristiano? E perch
quella folla di ricordi lo aveva assalito durante
la sua visita al castello di Sailles?
Bisogna che racconti tutto ci allo zio,
pens. Ma dove trovarlo?
L'organo taceva gi da un istante; un'ombra
femminile travers il coro e, dopo un inchino
profondo, si avvi verso l'uscita.
Stanislao si sent battere il cuore: aveva riconosciuto
Natalia. Usc e si trov sul sagrato
nello stesso tempo di lei. Ella rispose con un
sorriso al suo saluto e gli porse la mano.
Siete venuto a visitare questa povera e
vecchia chiesa?
La voce le tremava in gola, ed il suo sguardo
esprimeva una gioia commossa della quale
Stanislao cap la ragione.
Lealmente, volle disingannarla.
No, non ci sono entrato come un curioso
e neppure come chi venga ad attingere luce e consolazione. La cosa vi parr molto strana, ma sono stato spinto ad entrare in questa chiesa da un impulso tuttora inesplicabile...
E vista l'occhiata interrogativa della fanciulla, le confid le sue strane impressioni del pomeriggio.
Ci  singolare davvero! Ma vi sono effetti di nervi cos curiosi I... Comunque, vostro zio potr illuminarvi.
S, se lo rivedo!
Come? Siete sempre senza notizie?
Pare impossibile, ma  cos. Sono proprio impensierito. E in casa vostra come stanno, signorina?
Il mite volto di Natalia si rannuvol.
Non ho buone notizie: Pietro, al Seminario,  ammalato; la mamma  molto stanca, ed anche Vitalina.
Una lacrima le solc la pallida gota; ma subito ella si fece forza, e un tremulo sorriso apparve sulle sue labbra.
A volte manco di coraggio. Arrivederci, signore. Verrete, non  vero, alla festa di Roccarossa?
Forse... se non avr troppo da fare.
M'importa cos poco delle feste mondane!...
Questa non sar una festa di gala. Vi assisteranno anche la mia allieva e le sue piccole amiche.
Ah! Vi sar la signorina Marcella? Allora cercher di farci una scappata. Arrivederci, signorina.
Egli s'inchin profondamente e si allontan pensando: Se c' la sua allieva, ci sar anche lei. Ander io pure.
...
.
...
Capitolo 6. ALBA DI GIOIA.
...
.
...
Bench si fosse alla fine di novembre, l'eccezionale
mitezza della stagione permise che
la festicciuola di Roccarossa si svolgesse in
parte nel giardino.
Ritta accanto a sua madre Carlotta l'aiutava
a ricevere gl' invitati. Conscia della propria
bellezza e dell'eleganza del suo vaporoso vestito
bianco, ella si mostrava particolarmente
gentile.
Una vecchia signora che si dava un gran
da fare passando da un crocchio all'altro e discorrendo
un po' con tutti si avvicin alla signora
di Ravines.
Cara signora, molti dei vostri invitati, io
non esclusa, si chiedono chi sia quella fanciulla
cos bella, semplice e distinta che vediamo
in piedi laggi, vicino ad alcune amiche
di Marcella.
 l'istitutrice della mia figliuola minore,
la signorina di Landies.
Carlotta si volse di scatto e saett un'occhiata
verso il salotto.
Avreste potuto dispensarvi dal farla venire,
mamma, ella disse trattenendo a stento
un moto di collera. Marcella poteva benissimo
fare senza lei!
In quel momento Stanislao s'inchinava davanti
alla padrona di casa. Carlotta incontr
il suo sguardo un po' ironico, e, stringendo le
labbra, rispose con un debole cenno del capo
al freddo e corretto saluto del giovane.
Stanislao non ne parve affatto mortificato,
e and a stringer la mano del signor di Ravines
e di Maurizio; poi si avvi verso il salotto
per salutare Natalia.
Com'era carina nel suo semplice vestito grigio!
E che lampo di gioia le brill negli occhi
quando lo vide inchinarsi davanti a lei!
Laggi Carlotta moltiplicava le sue grazie
ed i suoi sorrisi per la baronessa Van Hottem
e per Pieter che appariva in quel momento,
ma il suo sguardo corrucciato si dirigeva senza
posa verso il punto dove Stanislao, china
l'alta figura verso Natalia, chiacchierava animatamente
con lei.
Mi pare che l'ingegnere faccia la corte
all'istitutrice della vostra figliuola, amico mio,
disse qualcuno al signor di Ravines.
Non ci trovo nulla da ridire! Il signor
Dugand sarebbe un buon partito per quella
ragazza veramente seria e carina, e io asseconderei
volentieri un progetto di matrimonio
tra loro.
Una leggera contrazione pass sul volto di
Maurizio, che stava in piedi accanto al patrigno.
Ma via! Pensate davvero che il signor
Dugand sia cos disinteressato da caricarsi
sulle spalle non solo una moglie povera, ma
anche tutta la sua famiglia? disse con forzata
ironia.
Certo, nelle sue presenti condizioni, ci
sarebbe quasi eroico; ma quel giovanotto ha
un'indole molto cavalleresca. E ora andiamo
a sentire un po' di musica: Carlotta si avvicina
al pianoforte.
Pregata dalla baronessa Van Hottem, la signorina
di Ravines son brillantemente un difficile
pezzo da concerto. Due altre signorine
la imitarono, poi fu la volta di Stanislao il
quale, richiestone dal signor di Ravines, aveva
portato il suo violino.
Lo sentii l'altro giorno a Eyrans, mentre
passavo da casa sua, e mi piacque tanto, che
ho voluto farlo apprezzare anche dai miei ospiti,
disse cortesemente il padrone di casa.
Carlotta, accompagni tu il signor Dugand?
La fanciulla, occupata a discorrere con un
castellano dei dintorni, finse di non sentire;
allora la signora di Ravines disse:
La signorina di Landies, provetta musicista,
riuscir meglio di qualsiasi altra... Vuoi
andare a pregarla, tu, Maurizio?
Dopo poco Natalia giungeva in compagnia
del signor d'Aubars. Stanislao s'inchin davanti
a lei e le chiese:
Volete che soniamo quella ninna nanna
che voi accompagnate tanto bene?
Ella assent col capo e si sed davanti al
pianoforte. Carlotta, con la fronte aggrottata,
si allontan un poco e sedette presso la baronessa
Van Hottem, la quale non poteva staccare
gli occhi da Stanislao.
Credo che la signora di Ravines abbia
fatto due felici, disse Pieter avvicinando
una seggiola a quella della fanciulla. L'ingegnere
sembra proprio contento di essere accompagnato
da quella povera istitutrice, molto
bellina per altro.
Un lampo d'ira pass negli occhi di Carlotta.
Meglio per loro! Ma dubito che il signor
Dugand abbia l'eroismo di scegliersi una moglie
senza un soldo.
Eh! Anche questo  vero. Del resto, tutto
ci non m'interessa affatto, disse il barone
con una sprezzante scrollata di spalle. Per,
quell' individuo mi urta i nervi, non so perch.
Anche a me, mormor Carlotta fra i denti.
Natalia eseguiva le prime battute. Le note
del violino si diffusero, dolci e penetranti. Era
un canto pieno di fascino in cui pareva che
Stanislao volesse mettere tutta la sua anima
delicata ed energica, forte ed affettuosa nello
stesso tempo. Natalia lo accompagnava benissimo,
compenetrandosi nella musica del compagno.
Uno scroscio di applausi accolse la fine del
pezzo.
Bravi, bravissimi! grid il signor Holker,
il principale proprietario dell'officina di
Eyrans. Avete un'abilit straordinaria, Dugand!
E ci mettete tutta l'anima, si sente!
Molte persone si affollarono intorno al pianoforte
chiedendo un'altra sonata. I due giovani
acconsentirono senza farsi tanto pregare,
ed ottennero lo stesso clamoroso successo.
Carlotta, coi lineamenti contratti, si alz e
si diresse verso il pianoforte presso il quale
stavano in piedi Natalia e Stanislao.
E tempo che andiate a raggiungere la
vostra allieva, signorina. Essa ha avuto agio
di fare tutte le sciocchezze che le son saltate
per la testa, disse con quel tono impertinente
che assumeva sempre quando parlava
all'istitutrice di sua sorella.
Natalia arross lievemente ma rispose con
pacata gentilezza:
Marcella  pi giudiziosa di quanto supponete,
signorina; e poi, se ho accompagnato
al pianoforte,  stato per desiderio di vostra
madre.
E calmissima, padroneggiando la rivolta che
sentiva nell'anima, Natalia si avvi verso il
giardino per raggiungere i ragazzi che non si
erano mossi di l.
Sei stata ridicola e ingiusta! disse adirato
Maurizio alla sorella.
Non ho chiesto il tuo parere, ella rispose
sottovoce. So quello che faccio quando
rimetto a posto quella ragazza. Ti atteggeresti
forse a suo paladino?... O vorresti anche
offrirle il tuo cuore e i tuoi denari?
L'accento beffardo della sorella esasper
Maurizio, che le lanci un'occhiata di sfida.
E se volessi, chi potrebbe impedirmelo?
disse a denti stretti.
Poi si allontan, lasciando Carlotta addirittura
strabiliata.
Diamine! Che dica sul serio? ella pens.
Sarebbe capacissimo di commettere una simile
sciocchezza. In guardia, dunque!
Sfuggendo a fatica i complimenti dei molti
invitati di Roccarossa, Stanislao riusciva in
quel momento ad allontanarsi raggiungendo la
parte pi deserta del giardino, dove si mise
a camminare per gli stretti viali tortuosi.
Con la fronte solcata da una profonda ruga
egli rifletteva. Povera piccola Natalia, sempre
perseguitata dalla malevola gelosia di quella
petulante pettegola! Anche poco prima, egli si
era dominato a stento per non ribattere a dovere
l'incresciosa apostrofe di Carlotta. E Natalia,
con che serena dignit aveva risposto
all'impertinente ragazza!
Una collera sorda lo assal contro la signorina
di Ravines; poi ebbe un sorriso di sprezzante
piet pensando alle abili manovre di civetteria
ch'ella dirigeva verso Pieter, quella
nullit di cui, stando ai discorsi di Maurizio,
essa sperava di diventar la moglie, non perch
ne fosse innamorata, ma perch egli possedeva
immense ricchezze. E una ragazza simile,
frivola e senza cuore, tormentava e umiliava
Natalia!
Gi da un istante egli udiva delle allegre
grida di gioia frammiste a giovanili risate. A
un tratto si trov davanti a un praticello nel
quale correvano Marcella e le sue amiche. Seduta
un po' in disparte c'era anche Natalia,
ma siccome aveva il capo appoggiato sulla
mano, Stanislao non poteva vedere che il suo
puro e delicato profilo molto pallido.
Egli le si avvicin in pochi passi e Natalia,
alzati gli occhi verso lui, sorrise; ma il giovane
vide brillare le lacrime nei profondi occhi azzurri.
Soffrite, signorina Natalia? E per via di
quell'impertinente creatura?
Sono diventata stupidamente debole tanto
nel fisico quanto nel morale, essa mormor.
Oggi poi ho ricevuto una lettera di Vitalina
ed ho saputo che la mamma non sta punto bene.
La sua voce tremava. Stanislao pot leggere
sulla sua fisonomia tutte le sofferenze morali
ch'ella di solito nascondeva con coraggio sotto
un'apparenza calma e sorridente.
Nello scorgere quel dolore profondo e rassegnato,
l'ingegnere si sent stringere il cuore.
Non poteva veder soffrire cos la dolce creatura
ch'egli sognava di circondare di felicit e di affetto.
Si chin un poco, e con voce fremente,
smorzata per non esser udito dai fanciulli che
chiacchieravano l vicino, mormor:
Signorina Natalia, volete darmi il diritto
di associarmi a tutti i vostri doveri, a tutte le
vostre preoccupazioni? Volete esser mia moglie?
Un lieve rossore sal alle guance di Natalia,
e nello sguardo alzato verso lui Stanislao lesse
una candida gioia profonda. Ma subito la fanciulla
impallid e un'ombra di tristezza le vel i magnifici occhi.
Grazie, grazie della vostra generosit,
ella disse con voce tremante. Mi ricorder
sempre del vostro disinteresse; ma io debbo
contribuire al mantenimento della mia famiglia,
e non potrei accettare di vedervi assumere questo peso.
E se io lo richiedo, se lo voglio? chiese
concitato Stanislao. L'avvenire mi si schiude
pieno di promesse; lavorer volentieri per
voi e per i vostri cari, ai quali voglio gi tanto
bene. Ed  solo questo che vi fa esitare? Avete
abbastanza fiducia in me per mettere senza
paura la vostra mano nella mia?... Temete
forse la mia incredulit in fatto di religione?
Eppure ve l'ho gi detto: io studio, e cerco
lealmente la luce.
Oh, lo so, lo credo I ella esclam con
impeto. Siete un'anima retta alla quale mi
affiderei con piena fiducia. Sono sicura che
Dio vi accorder presto il dono della fede.
Ma, ve lo ripeto, non posso accettare questo
vostro cavalleresco disinteresse.
Preferite dunque vedermi soffrire lontano
da colei che  da mesi e mesi la soave immagine
attorno alla quale si aggirano i miei pensieri,
che presiede ai miei sogni per l'avvenire?
No, Natalia, non accetto un rifiuto basato
su questa sola ragione.
Ella sorrise, commossa.
Come siete buono e gentile! Ma che cosa
dir vostro zio?
Sar il primo ad approvarmi, poich conosce
i vostri meriti. Appena sapr dove si trova,
gli confider la mia scelta pregandolo di
rivolgere la mia domanda alla signora di Landies.
E voi direte di s, non  vero, signorina Natalia?
S, se mia madre non avr nulla in contrario,
ella disse con commozione.
Che attimo di felicit! Ma Stanislao non poteva
trattenersi pi a lungo: doveva tornare
fra gli altri, laggi, e lasciare colei ch'egli
chiamava gi la sua fidanzata, ma che non lo
era ancora agli occhi del mondo.
A presto, spero, egli disse commosso.
Ora pi che mai desidero aver notizie dello
zio. A proposito di notizie, posso darvene di
recenti sulla povera Giuliana: sono stato da
lei stamattina e l'ho trovata alzata, seduta sull'uscio
di casa, ancora molto pallida, ma un
po' pi forte dell'altro giorno.
Meglio cos, poverina! Purtroppo non
posso andare a trovarla tanto spesso quanto
vorrei, altrimenti mi sarei occupata volentieri
di quella fanciulla che mi parve veramente carina.
Che miseria in quella casa I Avete ragione:
la madre beve.
Ve l'avevo detto, io! Ma pare che voglia
molto bene alla figliuola. Forse si potrebbe
valersi della sua tenerezza materna per indurla
ad abbandonare quel vizio orribile che
deve far tanto soffrire la povera fanciulla.
S; ma legata come sono, non ho proprio
il tempo di tentare questa cura morale.
Tutt'al pi potrei farle una visitina ogni tanto.
Quando sarete la cara compagna della
mia vita, ce ne occuperemo insieme, egli
disse sorridendole con tenerezza.
Poi s'inchin e s'allontan proprio nel momento
in cui la snella figura di Maurizio d'Aubars
sbucava da un viale vicino.
La mobile e gaia fisonomia del giovanotto
si oscur a un tratto, e con voce crucciata egli
disse all'ingegnere:
Stavo chiedendomi dove eravate andato
a finire, signor Dugand!
Parlavo semplicemente con la signorina
di Landies, signore, rispose con fredda gentilezza
Stanislao.
Maurizio corrug la fronte, ma non replic.
L'altera calma dell'ingegnere tagliava corto
alle risposte mordaci e alle caustiche riflessioni
di cui Maurizio abbondava. Ma durante tutto
quel pomeriggio Stanislao non ritrov nell'amico
la cordialit e l'allegria che gli erano
solite.
Il giovane ingegnere non se ne preoccup.
In quel momento egli aveva una sufficiente riserva
di felicit per vedere ogni cosa sotto il
pi favorevole aspetto. E le stesse soddisfazioni
di amor proprio non avevano il potere
di scacciare da lui, neppure per un attimo, la
cara immagine di Natalia.
Poich Stanislao, gi acclamato come musicista,
otteneva ora come ballerino un tale
successo che faceva brillare d'invidia gli occhi
smorti di Pieter Van Hottem.
Il nostro ingegnere sta facendo la conquista
di tutte queste signorine, disse ridendo
il signor Holker alla baronessa Van
Hottem sedutagli accanto. Un giovane simpaticissimo,
davvero, e un lavoratore accanito.
Con lui l'officina sar presto in piena efficenza,
e sono certo che faremo concorrenza a tutte
le marche pi note. Non  vero, d'Aubars?
soggiunse rivolgendosi al giovanotto che, dopo
aver ricondotto una signorina, si dirigeva verso
loro.
Riconosco pienamente l'intelligenza e la
scienza del signor Dugand, rispose Maurizio
con sforzo.
Con che tono lo dite! Siete forse adirati?
E gli occhi indagatori dell'americano scrutavano
furbescamente il volto di Maurizio.
Il giovanotto fece un gesto incerto.
Forse. Ah, siete qui, Pieter! Stasera mi
pare che non abbiate ballato molto.
Non mi piace questo stupido esercizio,
rispose aspro il barone.
Maurizio e l'americano si scambiarono di
nascosto un'occhiata canzonatoria, poich sapevano
benissimo che Pieter era un pessimo ballerino.
In compenso per il vostro ingegnere non
si  fermato un momento! soggiunse il barone
sempre pi arcigno. Credo che abbia
fatto ballare tutte le signorine e le signore qui convenute.
Gli  occorso un bel coraggio, perch ve ne sono diverse che non meritano davvero il titolo di brave ballerine, e altre pi o meno intelligenti e piacevoli, disse ridendo l'americano.
La sola signorina Carlotta non  stata invitata da lui. Eh, eh! Anche il signor Dugand ha il suo amor proprio. Quando gli ho domandato il perch di questa astensione, mi ha risposto tranquillamente: Conoscendo le idee della signorina di Ravines, non vorrei darle la noia e l'umiliazione di ballare con un sottoposto, o espormi a un rifiuto... E siccome mi ribellavo a sentirgli adoprare questa parola, ha soggiunto: So che non mi considera diversamente.
E fa bene! dichiar Pieter. Se tutti qui agissero come lei, non si vedrebbe quell'ingegnerucolo, uscito non si sa di dove, riempire questi salotti del suo sussiego.
Che volete, barone, costui ha l'inconveniente di non essere una nullit qualsiasi! interruppe ironico il signor Holker. E voi stesso sapete che la superiorit, essendo appannaggio di pochi,  sempre pregiata. Ma che diavolo vi salta in mente, d'Aubars?
Questi si era dato un picchio in fronte.
Sappiate che gi da molto tempo cercavo chi mi ricorda il signor Dugand, e finalmente ho trovato. Somiglia, ma in maniera straordinaria, ve lo assicuro, ad alcuni ritratti di antenati che ho visti nel castello di Sailles.
Pieter dette in una risata.
Questa poi  bella! Voi eccellete nel trovare somiglianze! Che ne dite, mamma?
La baronessa agitava il ventaglio davanti al suo volto diventato cadaverico.
 un' illusione, signor d'Aubars, una semplice illusione, ella disse con calma. Io vivo da molti anni fra quei ritratti, e non ho mai trovato tale somiglianza. Pieter, fa cenno a quel cameriere che passa laggi coi gelati: ho sete e vorrei prendere qualcosa.
...
.
...
Capitolo 7. RIVELAZIONI.
...
.
...
Coi gomiti appoggiati alla sua scrivania,
Stanislao finiva di leggere una lettera di Pietro
di Landies. I due giovani si scrivevano
spesso e molto intimamente. Trattavano questioni
filosofiche, e qualche volta Stanislao
esprimeva un dubbio, un' incertezza, che Pietro
illuminava con un raggio di teologia. Nonostante
la differenza di et, il futuro sacerdote
era in molti casi il consigliere di Dugand,
consigliere sempre molto discreto, per altro.
Ora, mentre Stanislao ripiegava la lettera,
si capisce che dal fratello il suo pensiero andasse
alla sorella, ch'egli considerava gi come
la sua fidanzata.
Era sicuro che la signora di Landies darebbe
con gioia il suo consenso, tanto pi se
vedeva in quell'unione la felicit della figlia;
ma aveva fretta di definire la cosa e di poter
dire a tutti: Ecco la mia fidanzata. Allora
Natalia ritornerebbe a Pau, poich egli non le
permetterebbe di rimaner pi a lungo in quella
casa, e il matrimonio verrebbe celebrato senza
indugio. La casetta da lui abitata accanto all'officina
era grande e poteva ospitare tutta la
famiglia. Egli preparerebbe per la sua Natalia
un nido modesto e grazioso, dicendo addio per
sempre a quelle tristi ore di solitudine cos
lunghe per la sua anima traboccante di affetto.
Ma dove trovare il signor Dugand? Neppur
quel giorno aveva avuto sue notizie!
Stanislao guard fuori della finestra. Pioveva
a dirotto quella mattina, e la grande corte
dell'officina era chiazzata di pozzanghere.
Qualcuno per sfidava l'acquazzone e si dirigeva
frettoloso verso il caseggiato. Stanislao
si rizz e si avvicin alla finestra.
E questa?... Eppure s:  lo zio!
Apr la vetrata e si slanci fuori senza badare
alla pioggia.
Tornate dentro, Stanislao; non vi bagnate!
strill il nuovo arrivato.
E affrettando il passo fu in un baleno sulla
porta e di l nello studio dell' ingegnere.
Che tempo! egli mormor togliendosi,
con l'aiuto di Stanislao, il cappotto bagnato.
Ma perch non mi avete avvertito del vostro
ritorno? Sarei venuto a prendervi con una
carrozza.
No, questo non era possibile, e fra poco
capirete perch, disse il vecchio. Nulla
di nuovo?
S, vi sono delle novit, e desideravo ardentemente
vedervi per potervene parlare.
Che c'? chiese il vecchio con premura.
Si tratta di matrimonio. Ma prima di
tutto, dovreste andare a cambiarvi: siete cos
inzuppato, povero zio!
Non ci occupiamo di questo, ora; parliamo,
invece. Anch'io ho da farvi sapere qualcosa.
Almeno lasciate che vi faccia preparare
una bevanda calda...
Vi dico che  inutile. Dunque, volete ammogliarvi?
S, zio, e son sicuro che la mia scelta riscoter
la vostra piena approvazione, poich
voi pure avete potuto apprezzare il fascino e
le rare virt della signorina Natalia.
Nessuna sorpresa apparve sul volto del vecchio,
ma una piega ne sbarr la fronte.
Lo supponevo. Ma sbagliate se credete
che io approvi quest'idea.
Vi dispiace, zio? Temete forse il grave
peso che mi deriver da tale unione? State
tranquillo: io mi sento bastante vigore fisico
e morale per assumerlo, purch abbia presso
di me la mia cara Natalia. L'amo tanto!
Lo supponevo fin da quando eravamo a
Pau. E disgraziatamente l'avete ritrovata qui.
Perch disgraziatamente? Dovete spiegarmi
le vostre ragioni, zio!
S, vi dir tutto; sono venuto apposta
per questo. La narrazione  un po' lunga. Comincer
dal parlarvi di me.
Il vecchio si sprofond nella poltrona offertagli
da Stanislao ed avvolse questi con un
lungo sguardo deferente e affettuoso.
In verit, io non ho nessun diritto di portare
il nome di Adriano Dugand col quale
tutti mi conoscono. Mi chiamo Martino Rgent,
e nella nostra famiglia siamo sempre
stati, di padre in figlio, intendenti dei duchi
di Sailles. Quando ereditai questo ufficio, divenni
anche l'uomo di fiducia del duca Rinaldo.
Questi aveva un unico figlio, Gerardo, che
educava insieme col cuginetto suo figlioccio
Rinaldo di Vaulan. Bench fossi molto pi anziano
di loro, i due bambini mi associavano
volentieri ai loro giuochi, e pi tardi mi conducevano
a caccia con loro. Tutti e due erano
affettuosi e buoni, ed io ero loro profondamente
devoto e affezionato.
Il padroncino si ammogli, e dopo poco
suo padre, durante un viaggio, spos una vedova
olandese che aveva una figlia maritata a
Giava. Quasi in pari tempo il giovane conte
Rinaldo di Vaulan si mise in urto col padrino
per via del suo matrimonio con la signorina
d'Erques, matrimonio che non andava a genio
al duca di Sailles. L'intervento del conte
Gerardo non riusc a piegare la volont del
padre, gi mal consigliato dalla seconda moglie.
In quanto a me, soffersi molto di questo
adiramento, e restai sempre in corrispondenza
col signor di Vaulan.
Circa sei mesi dopo il matrimonio del duca
Rinaldo, vedemmo giungere al castello di Sailles
la figliuola della seconda moglie, la baronessa
Van Hottem. Vedova e sprovvista di
mezzi, essa veniva a chiedere un'ospitalit temporanea
che la generosit del patrigno rese
definitiva. Da allora, in bala di quelle due
donne, il pover uomo non fu pi che un docile
strumento, nonostante la sua indole autoritaria.
Non potrete mai immaginare che astuzia,
che infernale abilit esse adopravano! Non so
perch, io ne diffidai fin dal primo momento,
ed i miei timori andarono sempre aumentando.
Il conte Gerardo e la moglie vivevano di
solito a Parigi, ma venivano a passar l'estate
a Sailles, e fu durante uno di questi periodi
che il cavallo del conte s'impenn e lo sbalz
in un burrone dal quale fu ripreso mortalmente
ferito. Qualche tempo dopo, il suo bambino
maggiore, un fanciullo di tre anni, cadde da
una finestra nella corte, e rimase morto sul
colpo. L'infelice madre non pot sopravvivere
a tanta sciagura, e mor di l a poco.
La duchessa e sua figlia indovinarono forse
i sospetti che cominciavano a nascere in
me? La giavanese, cameriera di fiducia della
baronessa e creatura diabolica che vedeva e
udiva ogni cosa, si era forse accorta della sorveglianza
speciale che esercitavo su lei? Fatto
sta che da allora tanto le padrone come la cameriera
fecero di tutto per perdermi nella stima
del duca.
Un fatto doloroso venne poi a facilitare il
loro compito. Un assassinio accompagnato da
furto fu commesso nelle vicinanze del castello
proprio durante una notte in cui io mi ero assentato
per andare a Saint-Pierre a trovare
mia madre. Mentre tornavo al castello fui visto
per la strada da gente del paese... e cinque
minuti dopo l'assassinio veniva compiuto.
Mi arrestarono, e nonostante la mia innocenza 
fui messo sotto processo. Il duca di Sailles depose contro di me accusandomi 
di appropriazione indebita. Per mia disgrazia tenevo
malissimo i libri dell'amministrazione, e
non potei produrli per provare la mia innocenza.
Ma sapevo bene di dove venivano quelle
insinuazioni, e allora accusai, furibondo, la
duchessa di Sailles e la figliuola della morte
del conte Gerardo e del suo figlio maggiore.
Ci produsse un'impressione disastrosa sui
giudici e sui giurati. La signora di Sailles e
la baronessa Van Hottem erano donne in apparenza
religiosissime, sempre pronte a soccorrere
qualsiasi opera filantropica e a portare
alle stelle la loro devozione e riconoscenza
verso la famiglia del duca Rinaldo. Nessuno
volle credermi, e fui condannato ai lavori forzati
a vita.
La sera stessa della condanna potei, grazie
alla complicit del carceriere al quale una
volta avevo salvato la vita, scappare di prigione.
La prudenza mi consigliava di lasciare
per sempre il paese; io invece ci rimasi, vivendo
nascosto nei boschi e nei burroni. La
notte la mia vecchia madre mi portava da mangiare
in un luogo stabilito.
Il perch di questa mia condotta? Volevo
aver la prova della colpevolezza di quelle due
donne, volevo sapere.
Passarono cos due anni. Essendo morto,
in seguito ad una bronchite trascurata, anche
il secondo figlio di Gerardo di Mornelles, il
duca di Sailles non aveva altri eredi all'infuori
del figlio del conte di Vaulan.
Quando seppi da mia madre che il fanciullo
e la contessa venivano ad abitare al castello,
pensai con terrore: Ecco l'ultima vittima
! Dopo questa, la baronessa Van Hottem
potr far dare a suo figlio la cospicua eredit
dei duchi di Sailles. La madre di Pieter era
sola, ora, con la sua Akelma, poich la duchessa
era morta; ma le due donne erano le
pi abili, le pi perfide assassine.
Da quando il duca Rinaldo mi aveva accusato
davanti ai giudici, nutrivo per lui un
odio feroce. Ma, cosa strana, la cieca, assoluta
devozione, eredit di famiglia, che mi avvinceva
a tutti quelli della sua stirpe, era ancora
aumentata. Si univa a questa un desiderio
frenetico di vendicarmi di quelle donne
mettendo a nudo i loro delitti. Ed ecco perch,
giunti che furono la contessa di Vaulan
e suo figlio, esercitai un'attiva sorveglianza.
Cercavo da molto tempo lo sbocco dei sotterranei
che certamente esistevano sotto il castello,
ma il cui segreto era stato distrutto
quando il fuoco, tre secoli prima, divor una
parte degli archivi di famiglia. Il caso me lo
fece scoprire. E constatai con gioia che tre
porte segrete li facevano comunicare con gli
appartamenti. Potevo cos entrare quando volevo
nel castello, e, conoscendone tutti i nascondigli,
potevo spiare con comodo le miserabili.
Ma erano tanto astute! Con una perfidia
infernale mettevano su i domestici contro la
povera contessa di Vaulan, cos mite e cos
buona! La signora Van Hottem non lesinava
n quattrini n regali, e si faceva degli alleati
che avrebbero saputo chiudere gli occhi qualora
si fossero accorti di qualcosa.
Quante notti passai errando per il castello,
cercando un indizio, vegliando su lui, il biondo
fanciullo che mi ricordava tanto il mio caro
conte Rinaldo!
Appunto durante una di quelle notti, constatai
che la finestra della camera del bambino,
allora affetto da bronchite dovuta all'incuria,
forse volontaria, della cameriera, era stata
aperta da una mano criminale. L'aria gelata
colpiva in pieno il suo corpicino intirizzito.
Allora, siccome una delle porte segrete si apriva
in camera della signora di Vaulan, la svegliai
con un fischio acuto e disparvi. Il bambino
si ammal molto gravemente, ma fu salvato.
Un'altra volta, nella cava vicino alla quale
sboccano i sotterranei, trovai un fazzoletto di
seta dai colori smaglianti. Avevo con me il
mio cane, povera bestia randagia raccolta mezza
morta di fame e che avevo salvato a forza
di cure. L'animale si slanci verso il fazzoletto,
lo fiut, e poi se ne allontan subito con
disgusto. Dopo poco fu assalito da una specie
di torpore, e nonostante tutte le mie cure mor
la sera stessa. Un coniglio al quale feci annusare
a lungo il fazzoletto mor quasi istantaneamente.
Per me non c'era pi dubbio: un
delitto era stato tentato con quel fazzoletto
forse imbevuto di un veleno noto solo all'infame
Akelma.
La miserabile prepar pi tardi, con perfidia
infernale, una smotta del dirupo sopra
alla cava dei Sette Fori. Sopra uno strato di
neve, proprio nel punto pi pericoloso, essa
pose un ciuffo di rose di Natale. Purtroppo me
ne accorsi tardi, cio al momento in cui il fanciullo,
attratto dai fiori, posava i piedi sul
suolo scosceso. Egli cadde nel vuoto. Per fortuna
il ramo di un albero lo ferm, ed io potei
soccorrere il fanciullo svenuto e ferito alla
testa. Lo fasciai, lo coprii con uno scialle preso
nel mio vicino nascondiglio, e lo lasciai
prima ancora che avesse ricuperato i sensi,
poich avevo sentito echeggiare per la cava le
voci della gente che veniva in suo soccorso.
Anche per questa volta il fanciullo era scampato
dalla morte.
La mia sorveglianza si fece ancor pi vigile,
ma temevo il veleno, e questi timori si
cambiarono in certezza quando seppi che la
salute della madre e del piccino andava via
via deperendo.
Ma in che modo avvertirli? Se le miserabili
avessero nutrito il minimo sospetto si sarebbero
affrettate a compiere il loro misfatto.
Finalmente, vista la crescente debolezza e
le sofferenze sempre pi acute della signora
di Vaulan, mi decisi a porre un biglietto, con
poche parole di avvertenza, nella camera della
contessa scongiurandola a non lasciar trapelare
nulla di ci che le era stato scritto. Io intanto
non perdevo d'occhio la baronessa e la
giavanese.
Una notte fui abbastanza fortunato da poter
ascoltare di soppiatto i discorsi di quelle
due donne. La giavanese trovava che le cose
non andavano abbastanza per la spiccia, e suggeriva
di raddoppiare la dose; ma, pi prudente
di lei, la signora Van Hottem non condivideva
la sua idea; tuttavia permise ad Akelma
di aumentarla un poco.
Ma sei ben sicura che non ne rimarr
traccia?
Sicurissima. Una volta mio padre uccise
cos un negoziante suo nemico, e quando
ne fu fatta l'autopsia nessuno si accorse di
nulla.
Capii subito che bisognava agire senza perder
tempo poich il minimo ritardo poteva esser
mortale per la madre e per il figlio.
Ma come potevo fare? Chi avrebbe creduto
alla parola di un uomo posto fuori dalla legge?
Non avevo che una risorsa: rapire il fanciullo,
portarlo in luogo sicuro, e avvertirne
con prudenza la madre.
Attesi a lungo un'occasione favorevole. La
povera donna e il bambino andavano sempre
peggiorando. Finalmente una notte potei rapire
Ghislano senza esser visto; imbavagliai
il fanciullo per soffocarne gli urli e scappai
nel sotterraneo portando con me il mio tesoro.
Fuori mi aspettava un calesse guidato da
un contadino di fiducia al quale avevo raccontato
ogni cosa facendomi promettere il pi
assoluto silenzio. Senza fermarci un momento,
giungemmo nella nottata a una stazione lontana
dove presi il primo treno che mi capit,
portando sempre in braccio il fanciullo tremante
di febbre e di paura.
Traversai tutta la Francia per imbarcarmi
poi all'Havre in rotta verso l'America. Mi
ero camuffato in modo irriconoscibile, e avevo
fatto lo stesso anche per Ghislano. I suoi bei
capelli biondi erano diventati neri, e la sua
carnagione rosea era ormai olivastra. Il povero
piccino era molto debole, molto delicato,
e la paura del rapimento aggiunta al malefico
effetto del veleno pareva avergli tolto ogni memoria
del passato.
Arrivando a Nuova York, trovai una lettera
di mia madre nella quale mi diceva che
la contessa di Vaulan era morta improvvisamente,
subito dopo la scomparsa del figlio.
Sul principio provai un atroce rimorso e mi
rimproverai di non averla avvertita prima. Ma
avevo agito a fin di bene, temendo ch'ella potesse
lasciar trapelare, sia pure involontariamente,
ci che io avevo in mente di fare; poi
pensai che quella morte repentina era forse
dovuta al malvagio intervento di quelle miserabili
insospettite di qualcosa. Ah, se la povera
donna avesse voluto creder prima ai miei
avvertimenti, sarebbe fuggita da molto tempo
da quel castello maledetto!
A Nuova York avevo un amico al quale
potevo narrare l'accaduto senza paura ch'egli
venisse meno alla fiducia riposta in lui. Adriano
Dugand mi procur un impiego lucroso,
ed io mi occupai di curare il bambino, sempre
malatissimo. Dopo mesi di ansie e di effimere
speranze, vi fu un improvviso miglioramento,
e il fanciullo cominci a rifiorire. Ma Ghislano
di Vaulan non ricuper mai la memoria del
passato.
Un anno dopo il mio arrivo a Nuova York,
Adriano Dugand mor lasciandomi tutti i suoi
fogli di Stato civile e quelli di un nipote orfano,
morto un po' prima che io arrivassi col,
il quale avrebbe dovuto avere circa l'et di
Ghislano.
Ci ti potr servire, egli mi disse.
Ed infatti mi serv immensamente. Andai
a Filadelfia, e l fui per tutti Adriano Dugand.
Il fanciullo cresceva, si faceva sempre pi robusto
e mi considerava come il suo vero zio.
Nel frattempo mia madre era morta, ma pochi
giorni prima di morire mi aveva scritto annunziandomi
che il duca di Sailles aveva raggiunto
nella tomba tutti i suoi cari.
Avevo giurato a me stesso di far rendere
al mio padroncino il suo titolo ed i suoi averi
e di smascherare le colpevoli; ma non mi era
possibile tentar nulla senza delle prove schiaccianti.
Quel contadino che mi aiut a rapire
Ghislano, il bravo Claudio, mi teneva informato
di ci che accadeva a Sailles. Seppi da
lui che il vero autore del delitto del quale mi
avevano incolpato si era accusato prima di
morire; seppi pure dove abitava ciascuno dei
domestici che servivano a Sailles quando c'era
la contessa di Vaulan.
Quando Ghislano comp diciott'anni, lo lasciai
in America e venni a stabilirmi in Francia.
Qui sorvegliai pazientemente quelli che un
giorno saranno i testimoni a carico. A un tizio
che si trovava in ristrettezze finanziarie,
detti la somma desiderata per trarlo d'impaccio;
a un altro riuscii a rendere un gran servigio;
ad un altro ancora ebbi la fortuna di
salvare il figlio. In cambio di tutto ci essi mi
raccontavano certi fatti, mi svelavano certi sospetti,
dei quali prendevo nota per scritto. Li
indussi anche a firmare ci che avevano detto
e a promettermi una deposizione sincera il
giorno in cui, finalmente, potr trascinare davanti
ai tribunali le due colpevoli.
L'anno scorso dovevo ancora ritrovare Bertina,
la cameriera della signora di Vaulan.
Aspettavo da lei le rivelazioni pi importanti,
perch pensavo con ragione che ella sapesse
molte cose e che forse non era stata semplicemente
spettatrice nell'orrendo delitto. Essa
aveva lasciato il castello di Sailles poco tempo
dopo la morte della contessa di Vaulan e aveva
sposato un impiegatuccio del Prigueux.
In pochi anni di servizio essa aveva ammassato
un gruzzolo molto superiore a ci che
avrebbe potuto metter da parte anche con un
lauto salario. Questo particolare non va trascurato.
Inoltre, vi  un indizio prezioso nella
premura della signora Van Hottem di far partire
l'antica cameriera ed il marito di lei per
Giava, dove procur loro un ottimo stato. Certo,
essa preferiva saper lontani quei pericolosi
testimoni.
Ma laggi i Vaillant non ebbero fortuna:
il marito mor, la moglie lasci Giava, e per
molti anni io non ne seppi pi nulla. Solo da
due giorni, dopo tante inutili ricerche, ho saputo
ch'ella  tornata qui con la figlia e che
vive nella pi squallida miseria.
La conosco, disse Stanislao.
Fino ad allora aveva ascoltato in silenzio,
pietrificato dallo stupore. Solo gli occhi vivevano
in quella faccia immobile ed esprimevano
volta a volta la maraviglia, lo sgomento,
l'indignata rivolta.
Il vecchio si alz lentamente e disse con
voce grave:
Voi capite che Stanislao Dugand non
esiste, e che qui c' solo Ghislano di Mornelles,
conte di Vaulan, duca di Sailles, ed il
suo umile servitore, Martino Rgent.
Stanislao si alz anche lui, afferr le mani
del vecchio e le strinse con forza nelle sue.
E voi avete fatto tutto questo per me?
Come potr mai ricompensarvi? Sono cose
inaudite, queste; eppure s... mi ricordo ora
di molti fatti dei quali prima non riuscivo a
capacitarmi.
E poi, ho delle prove da esibire, disse
l'intendente.
Si tolse di tasca una scatolina e fece vedere
a Stanislao una catenella d'oro alla quale erano
appesi una medaglia e un medaglione.
Apr quest'ultimo: da un lato c'era la miniatura
di un giovane al quale l'ingegnere somigliava
moltissimo; dall'altro erano incisi questi
nomi: R. di Vaulan. A. d'Erques; e sopra
a questi: Ghislano.
Quando vi rapii dal castello di Sailles,
avevate questo al collo; oltre a ci conservo
ancora il vestitino che portavate e la biancheria
cifrata con le iniziali di vostra madre.
Mia madre! mormor il giovane con
voce tremante. Povera martire! Ora mi
spiego l'istintiva antipatia che mi allontan
subito dalla baronessa, e la repulsione che
provai per la giavanese.
Ho paura ch'esse sospettino qualcosa;
rassomigliate tanto a vostro padre! Bisogna
perci spicciarsi e far parlare in tutti i modi
quella famosa Bertina.
Credo che col denaro ci riusciremo facilmente.
La vostra rivelazione mi giunge cos
inaspettata, che sto ancora chiedendomi se
dormo o se son desto.
Il giovane si lasci cadere su di una seggiola
e rimase a lungo immobile, con la fronte
stretta tra le mani, cercando di riordinare le
sue idee che la rivelazione del vecchio aveva
messe in subbuglio. A un tratto rialz il capo
e si vide davanti Martino Rgent sempre in
piedi, freddo e compassato come il solito, ma
il cui sguardo sfavillante di gioia non lo lasciava
un momento.
Stanislao si alz di scatto e afferr di nuovo
le mani del vecchio.
Mio caro, mio ammirevole protettore!
Mi salvaste dalla morte mettendo a rischio la
vostra libert e sacrificandomi la vita; faceste
presso di me le veci di padre e di madre. Non
ho parole per ringraziarvi, ma spero darvi
prova della mia immensa riconoscenza circondandovi
del mio affetto filiale, poich se non
posso chiamarvi padre, siete e resterete sempre
per me lo zio Adriano.
Una profonda commozione sconvolgeva il
volto di solito rigido di Martino Rgent. Per
un momento egli rimase senza voce; poi disse,
dignitoso e grave:
Signor duca, qui non pu esserci pi lo
zio Adriano ma soltanto un servitore rispettoso
e appassionatamente devoto al padrone.
Ve ne prego! soggiunse, vedendosi interrotto
da un vivace gesto di protesta di Stanislao.
Servirvi, circondare della mia profonda
devozione voi, l'ultimo dei Mornelles, al
quale ho dedicato tutta la mia vita, ecco la
mia felicit. Non vorrete togliermela, non 
vero?
No, ci  impossibile! Ci non pu essere!
Invece  logico. Ognuno al suo posto, in
questo mondo: ecco la vera saggezza. Per
voi, sar Martino, il vostro vecchio Martino
che desidera solo una cosa: vedervi continuare
le gloriose tradizioni della vostra stirpe.
A questo scopo ho voluto far di voi un uomo
dal perfetto equilibrio fisico e morale, un uomo
che sapr tenere meglio di ogni altro il
suo posto nel mondo.
Ed appunto perci la mia riconoscenza
verso voi  ancora maggiore!
Stanislao s'interruppe: il suo sguardo si
era posato sulla catenella d'oro ch'egli aveva
ancora tra le mani. Fiss a lungo la medaglia:
era d'oro, finemente cesellata, e raffigurava
da un lato la Vergine di Lourdes, dall'altro
cerano incise queste parole:
O Maria concepita senza peccato, pregate
per noi che ricorriamo a voi.
Stanislao volse gli occhi verso il vecchio
che lo guardava con un certo stupore.
Se portavo questa catena, ero dunque
cattolico?...
S, signor duca, eravate cattolico come
lo furono tutti quelli della vostra razza.
Allora, perch...?
Una contrazione pass sul volto di Martino,
e il suo sguardo divenne duro.
Perch vi ho tirato su senza religione?
Ebbene, avevo visto fin troppo quelle due donne,
quelle due miserabili fare le ipocrite con
le loro esagerate devozioni, che io, l'incredulo,
concepii un'invincibile avversione contro
tutte le religioni. Pensai: Quando sar
grande, egli sceglier la religione che vorr:
io non voglio occuparmi di ci, ed egli potr
essere un uomo onesto anche senza andare alla
messa, come fa quell' infernale creatura che si
chiama la baronessa Van Hottem.
Ma via! Perch una donna criminale si
avvolge con sacrilegio nel manto della religione,
volete lasciar passar sotto silenzio tanti
eroici sacrifici, tante virt, tante generosit
inspirate dalla religione? Da quella religione
che appartenne ai miei avi ed a mia madre?
Avendo ricevuto il battesimo, doveva essermi
impartito l'insegnamento cristiano. Ma, ve ne
prego, non considerate le mie parole come un
rimprovero! esclam il giovane vedendo il
volto di Martino Rgent contrarsi dolorosamente.
Voi avete agito per il meglio.
Si, signor duca, lo feci con rettitudine e
sotto l'impulso dell'orrore ispiratomi dalla perversit
di quelle creature. Da allora, e specialmente
in certi momenti, ho riflettuto molto
e mi sono chiesto se non avevo fatto male, se
non avevo sconosciuto la volont di vostra
madre che avrebbe certo fatto di voi un buon
cristiano. Ebbi poi la fortuna d'incontrare alcune
anime, veramente, profondamente religiose...
I signori di Landies, non  vero? chiese
con vivacit Stanislao. E giacch parliamo
di loro, debbo dirvi che non vedo affatto
le ragioni che potreste opporre al mio desiderio
di chieder la mano della signorina Natalia.
Ma come, signor duca, quando potreste
imparentarvi con le pi nobili famiglie di Francia,
conforme al vostro grado, avreste ancora
in mente di sposare quella fanciulla, molto carina,
non lo nego, ma di nascita inferiore alla
vostra e che occupa nella societ un posto subalterno?
Il lavoro non  un disonore e non abbassa
nessuno. Anche voi lo riconoscete, poich
mi avete messo in grado di guadagnarmi
la vita. E quante nobili dame in tempi torbidi
e duri cercarono di provvedere al proprio
sostentamento occupando impieghi molto pi
umili di quello della signorina di Landies!
Questa fanciulla appartiene a un'antica famiglia
di magistrati, imparentata in passato con
ottime famiglie. Vi confesso poi che queste
considerazioni non m'interessano affatto, e che,
diventi io duca di Sailles o rimanga semplicemente
Stanislao Dugand, non avr altra moglie
all'infuori della mia cara Natalia.
Il volto del vecchio manifest un malcontento
evidente.
Stanislao se ne accorse e prosegu:
Ci vi dispiace, lo vedo, mio caro e vecchio
amico; ma siccome mi volete bene, pensate
che qui sta la mia vera felicit, e che prima
di rinunziare a Natalia, abbandonerei piuttosto
il mio titolo e il mio patrimonio.
Il vecchio scosse il capo.
S, voi l'amate troppo, ed io non posso
sperare di farvi cambiar idea. Il vostro cuore
non muta lo so; ma vedete, signor duca, se
io sono orgoglioso lo sono per voi, non per
me, ed avevo sognato per il mio padrone un
matrimonio magnifico che avrebbe aggiunto
nuovo splendore alla casa di Sailles. Voi, potevate
pretendere tutto.
Un'esaltazione a stento repressa vibrava
nella voce di Martino, e Stanislao guardava,
maravigliato e commosso, quell'uomo che gli
aveva sacrificato tutto se stesso perch, fedele
ai suoi principii di cieca devozione, egli vedeva
in lui l'erede della vecchia stirpe della quale
egli ed i suoi erano stati sempre fedeli servitori.
In questi tempi un po' scettici nei quali
in taluni tace la voce del sentimento, Martino
Rgent era un nobile e commovente ricordo
del passato.
Insomma, fate come volete, signor duca,
egli disse con un sospiro. Io desidero soprattutto
di vedervi felice. Ed ora combiniamo,
se non vi dispiace, il nostro piano di battaglia.
...
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PARTE TERZA.
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ROSA DI NATALE.
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Capitolo 1. SPRAZZI DI OSTILIT.
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...
Un pallido sole di dicembre facendosi strada
attraverso lo strato di polvere e i ragnateli che
ricoprivano i vetri della finestruccia penetrava
nella stamberga e illuminava il volto macilento
di Giuliana Vaillant, le sue esangui manine ed
i biondi capelli raccolti in una lunga treccia
che pendeva sulla vecchia coperta di lana scura,
poich le lenzuola erano un lusso sconosciuto
in quella povera casa. Natalia, seduta
al capezzale della ragazzina, teneva tra le sue
una mano di Giuliana, mentre le parlava con
tale affettuosa bont, che portava un raggio
di letizia sul volto emaciato della poverina.
Mi fa sempre tanto piacere il sentirvi
parlare, signorina! Avete una voce cos bella,
e siete tanto buona!... Vorrei vedervi tutti i
giorni... ma so che  impossibile, soggiunse
sospirando la piccola inferma.
Purtroppo s, cara fanciulla! Se potessi,
vi dedicherei con gioia una parte delle mie
giornate. Ma c' vostra madre che vi cura con
affetto; sembra piena di premure per voi.
Un'ombra dolorosa vel gli occhioni di Giuliana.
Oh, s, povera mamma! Le dispiace tanto
di vedermi ammalata!
Le magre manine si congiunsero sulla coperta,
e la malata chiuse gli occhi. Ma Natalia
vide alcune lacrime solcare lentamente le
gote troppo pallide della fanciulla.
Giuliana, bambina mia, che avete?
La fanciulla apr gli occhi e un singhiozzo
le strinse la gola.
Oh, signorina! Vi ricordate in che stato
era la mamma quando veniste l'ultima volta?...
Soffrii tanto quel giorno, e da allora
sono sempre peggiorata.
Povera piccina! Ma perch non la pregate
di rinunziare a quella brutta abitudine
per amor vostro?
L'ho fatto tante volte, signorina! Essa
promette sempre, e per un po' di tempo mantiene;
ma poi ricomincia. E quando  in quello
stato, dice delle cose tanto strane!... Parla del
castello di Sailles, di veleno, di fanciullo scomparso...
Dio mio, come soffro di vederla abbrutita
in quel modo!
Ella singhiozzava stringendosi la testa tra
le mani. Natalia cerc di consolarla, e finalmente
riusc a calmare quella crisi di lacrime
che esauriva la poveretta.
Non dovete desolarvi cos, cara! disse
la buona giovane asciugando maternamente gli
occhi della malata. Dovete esser tranquilla
e far di tutto per guarire; sapete quanto ci
sta a cuore la vostra salute.
Giuliana tentenn il capo.
Non guarir pi, ormai! disse con
calma straziante. Dopo quella caduta, sento
che vado ogni giorno peggiorando, e se non
fosse per la mia povera mamma, sarei proprio
contenta di andarmene lass dal buon Dio che
lenisce ogni dolore. Ma quando non ci sar
pi, voi non l'abbandonerete, vero, quella povera
madre? Per carit, venite qualche volta,
signorina, a parlarle del buon Dio, poich essa
lo ha dimenticato, e non segue pi nessuna
pratica religiosa. Anche il signor Dugand vorr
assisterla:  tanto buono! Venne qui or non
 molto, con lo zio, un vecchio signore un
po' rigido ma molto gentile. Quest'ultimo torn
ieri, solo per, e dette alla mamma il denaro
occorrente per comprarmi del buon vitto.
Natalia non ignorava la venuta del vecchio,
poich quattro giorni prima il signor di Ravines
tornando dall'opificio aveva detto, mettendosi
a tavola:
Il signor Dugand ha ospiti: gli  arrivato
lo zio.
Poi il vecchio era andato, insieme col nipote,
a far visita alla signora di Ravines. Aveva
anche chiesto di veder Natalia, ma la fanciulla
era fuori con la sua allieva ed egli aveva detto
che sarebbe tornato. Questo pareva a Natalia
di buon augurio per l'atteso consenso al suo
fidanzamento con Stanislao.
Ma si faceva tardi; fuori annottava; ed ella
dov lasciare la povera inferma.
Traversando la stanzuccia che precedeva
quella dove dormiva Giuliana, si ferm a dir
due parole alla madre, intenta a raccomodare
alcuni stracci.
La trovo davvero un po' meglio, stamani,
la nostra bambina.
La donna la guard e scosse il capo.
Ieri, quando il dottore se ne and, aveva
un viso che non prometteva nulla di buono.
Se ne va, la mia Giuliana, il mio tesoro!
E ci dicendo si lasci sfuggir di mano la
sottana che stava rattoppando.
E dire che non posso far nulla per salvarla
e che devo lasciarla morire cos! Ah, Dio
mi punisce!
E nei vitrei occhi fissi nel vuoto pass
un'ombra di selvaggia disperazione.
Poi ella afferr il braccio di Natalia, e stringendolo
come in una morsa continu:
Ditemelo voi: siamo talvolta puniti nei
nostri cari?
S, qualche volta. Ma se ci pentiamo, se
cerchiamo di riparare al mal fatto, Dio pu
perdonarci.
La donna si rizz e lanci all'intorno uno
sguardo truce.
Riparare? Come volete che faccia a riparare?
Lei  morta e il bambino  sparito;
e poi, se quelle donne lo sapessero, mi ammazzerebbero.
S'interruppe di botto e si pass una mano
sulla fronte.
Che sto dicendo? Non ci badate, sono un
po' pazza, sapete!
In quel momento si sent bussare all'uscio.
La donna and ad aprire, e Natalia vide apparire
nel vano della porta l'alta figura di
Adriano Dugand.
Ah, signorina di Landies! egli disse,
salutando. Sono proprio contento di trovarvi
qui; mi dispiaceva troppo di non avervi
vista l'altro giorno a Roccarossa.
Strinse la mano che la fanciulla gli porgeva,
chiese notizie della famiglia di Landies, poi
Natalia se ne and poich temeva di aver fatto
tardi.
Per la strada ripensava alle ultime parole
della signora Vaillant. Quale colpa, quale delitto,
forse, aveva commesso quella donna?
Ella era tanto assorta in questi pensieri, che
non ud neppure un passo agile e affrettato
dietro a lei e sussult quando Stanislao le fu
vicino e le disse:
Signorina Natalia, sarei molto contento
se mi permetteste di parlare un po' con voi.
Lo permetto volentieri; di che si tratta?
Del nostro matrimonio. Come saprete, lo
zio  finalmente tornato.
S; l'ho visto or ora dalla povera Vaillant.
Come avevo preveduto, egli mi lascia libero
di fare quello che voglio; ma debbo chiedervi
di darmi ancora un po' di tempo prima
della mia domanda ufficiale.
Natalia lo guard con maraviglia mista a
un po' di ansiet. Stanislao si chin un poco,
prese tra le sue una di quelle mani piccole e
delicate, e fissando il suo sguardo onesto e
leale in quello della fanciulla disse:
Lo zio mi ha fatto delle rivelazioni che
possono mutare del tutto il mio avvenire. Ma
vi raccomando, non state in orgasmo. Qualunque
cosa accada, voi siete e resterete la mia
fidanzata. Perdonatemi di esser cos misterioso;
spero di poter presto decifrare questo enigma...
Ho fiducia in voi, lo interruppe Natalia.
Aspetter quanto lo crederete necessario,
e non dubiter mai di voi, siatene certo.
Grazie, Natalia, mia soave saggezza, come
dice giustamente il nostro caro Pietro! A presto,
dunque. Intanto pregate molto per me.
S'inchin, sfior con le labbra la mano di
Natalia e si allontan rapidamente in un vialetto
traverso.
In quel punto la strada era fiancheggiata da
una siepe alta e folta. Accoccolata dietro un
cespuglio, una donna avvolta in un mantello
scuro ascoltava i due giovani, e un fuoco selvaggio
le rifulse negli occhi quando li pos su
Stanislao Dugand.
Arrivato all'officina, l'ingegnere se ne and
nei laboratori. Dopo poco giunsero anche il
signor Holker e il signor di Ravines; i tre uomini
si misero a discutere del nuovo tipo di
automobile, e l'ora della colazione era passata
da un pezzo quando Stanislao pot finalmente
tornare nel suo alloggio.
Nella stanzetta da pranzo dove la tavola era
apparecchiata per due, Martino Rgent aspettava
seduto, stringendosi il capo tra le mani;
appena il giovanotto entr, egli rialz la testa.
Vi ho fatto aspettare parecchio, zio; ma
dovevate cominciare a mangiare senza me.
Il vecchio stava per protestare, ma tacque,
perch in quel momento entr la donna di servizio
portando il primo piatto. Stanislao sedette
a tavola, e l'antico intendente tir un
po' da parte il piatto e le posate che la donna
metteva, naturalmente, in faccia a quelle dell'ingegnere.
Martino Rgent riteneva che quello
non era il suo posto, e nonostante le affettuose
osservazioni del giovane s'ostinava a ripetere
ogni giorno quel piccolo artifizio che
doveva mantenere le distanze tra il duca di
Sailles e il suo servitore.
Andate pure, Alfonsina; quando avremo
bisogno di voi, vi chiameremo, disse Stanislao
alla donna che andava e veniva per la
stanza col pretesto di mettere a posto qualcosa
o di togliere un po' di polvere rimasta sopra
un mobile.
Parliamo piano, perch potrebbe darsi
che costei stesse ad origliare alla porta,
disse Stanislao. Che c' di nuovo? Quella
famosa Bertina ha lasciato finalmente trapelare
qualcosa?
Nulla, per ora, purtroppo! Credo che
sar un osso duro. Quando le ho domandato
perch era tornata qui invece di restare a Marsiglia
dove si era stabilita al suo ritorno da
Giava, essa ha mormorato:
Non lo so nemmeno io... era una cosa
naturale, bisognava che tornassi al mio paese...
E poi, speravo che l'aria di qui sarebbe
stata salutare per la mia Giuliana...
Credo che questa donna sia stata trascinata
quaggi dall' irresistibile bisogno che spinge
certi colpevoli a tornare sul luogo del loro misfatto.
Ma ella teme troppo la vendetta di quelle
due iene del castello per indursi a parlare.
Intanto il tempo stringe: sono sicuro che la
baronessa, messa in vedetta dalla vostra somiglianza
col defunto conte di Vaulan, dubita
qualcosa. Claudio, quel bravo contadino che
mi serv fedelmente e che ho rivisto in questi
giorni, mi ha detto or ora che la giavanese erra
tutto il giorno pei boschi, sempre in agguato
come una belva inseguita. Vi tengono d'occhio,
signor duca; diffidate! Io non vi perder
di vista un momento n di giorno n di notte,
ma state in guardia: quelle donne giuocano
ora la loro ultima carta, e son capaci di tutto
pur di non perdere la partita, capaci di fare
sparire per sempre lo spettro di Ghislano di
Vaulan che le assilla in modo spaventoso.
E voi, non temete di esser riconosciuto?
Per mettermi alla prova, sono andato in
casa di Claudio e, senza svelargli il mio nome,
ho parlato a lungo con lui; quando poi gli ho
detto chi ero, mi ha assicurato che non avrebbe
mai potuto riconoscere in questo vecchio
canuto l'uomo pieno di vigore del quale facilit
un tempo la fuga. Da questo lato dunque
sono tranquillissimo; ci che mi d pensiero,
invece,  il silenzio di Bertina.
Appoggi il capo tra le mani e si sprofond
in una cupa fantasticheria. In faccia a lui Stanislao
si gingillava distratto col manico del
coltello.
Stamani ho incontrato la signorina di
Landies e mi ha detto di avervi visto, fece
il giovane, dopo un lungo silenzio.
S, dalla Bertina. Le avete detto come
stanno le cose, signor duca?
No, non le ho detto proprio nulla, mio
caro amico. Riflettendoci, ho pensato che la
povera fanciulla ha abbastanza crucci per conto
suo, senza bisogno ch'io la tormenti parlandole
dei pericoli che mi minacciano. Le ho
fatto solo capire che un gran mutamento sta
per sconvolgere la mia vita, e che questo mi
impedisce di far subito la domanda ufficiale
della sua mano. Le ho detto per che, qualunque
cosa accada, nulla sar mutato tra noi.
Ella si  appagata della mia parola e mi ha
assicurato di avere completa fiducia in me.
Vorrei vedere che non ce l'avesse! Non
ci mancherebbe altro, via I disse il vecchio
con un tono di cos energica protesta, che fece
sorridere Stanislao. Da molto tempo deve
conoscere i vostri pregi non comuni ed esser
certa che un uomo come voi non manca mai
di parola. E nata proprio fortunata, quella giovane!
Ma ve ne prego, signor duca, siate prudente,
badate ai tranelli di quelle briccone di
laggi; per esse, una vittima di pi conta
poco.
Mentre i due uomini erano assorti in questa
conversazione, la signora Van Hottem e suo
figlio uscivano dalla stanza da pranzo del castello
di Sailles e se ne tornavano nel salotto
dove la baronessa trascorreva buona parte delle
sue giornate.
La sua salute, ottima fino ad allora, andava
via via deperendo, e quel giorno ella era cos
distratta, cos pensierosa, che lo stesso Pieter
si degn di accorgersene e di chiederle, mentre
si sprofondava in una comoda poltrona:
Che avete, mamma?
Nulla, caro figliuolo, ella rispose con
la solita calma.
Eppure s, siete sconvolta oggi; ed io mi
domando che cosa pu tormentarvi. Io sono
immensamente ricco, godo ottima salute, e
presto chieder la mano della bella Carlotta
di Ravines, poich posso permettermi il lusso
di sposare una bella donna, e provvista per
giunta d'una discreta dote che servir a pagare
i suoi lussi. Mi domando dunque, madre
mia, che cosa pu rendervi cos cupa e triste.
Si direbbe, vedendovi, che vi  apparso il fantasma
del piccolo Ghislano.
Il giovane dette in un clamoroso scoppio di
risa, ma sua madre sobbalz, ed egli se ne accorse,
come pure si accorse del livido pallore
che le copr a un tratto la faccia.
Scherzando avrei forse detto il vero? 
forse... ricomparso? egli chiese con voce
rauca, alzandosi di scatto.
Le labbra smorte della baronessa vollero
sorridere.
Ti esalti inutilmente, figliuolo mio. Non
si tratta di questo...
S, s, ora ne sono certo, invece! Ma
come avete fatto a sapere?... Dov' Ghislano?...
Che vuole?...
Non metterti in orgasmo. Non c' nulla...
proprio nulla.
Via, via, non sono tanto sciocco da appagarmi
di questa magra risposta! E voi non
siete tipo da commuovervi per delle ubbie senza
fondamento. Ditemi di che si tratta: voglio
saperlo!
Aveva afferrato il braccio della madre e batteva
i piedi con furore.
Via, Pieter, non ti arrabbiare. Volevo evitarti
queste piccole noie; poich in verit per
ora non si tratta di altro. Ecco come stanno
le cose: sono rimasta profondamente turbata
dalla straordinaria somiglianza esistente tra il
ritratto di Gerardo di Mornelles e... il signor
Dugand!
Il signor Dugand?... Anche Maurizio,
l'altro giorno, diceva qualcosa di simile.
Ed io mi affrettai a dichiarare che non
me n'ero accorta. Ma vedrai da te, Pieter, se
esagero.
Si alz, si avvicin ad una piccola scrivania,
e aperto un cassetto tir fuori una fotografia
che porse al figlio.
Eppure  vero! disse Pieter stupito.
Perdinci,  proprio lui! Si direbbe che lo
avessi intuito, poich appena vidi quell' individuo,
sentii di non poterlo soffrire. Ma voi
non siete mica sicura che sia Ghislano, eh?
La somiglianza pu essere un puro caso.
Certo! Ed  per questo, ti ripeto, che non
bisogna crucciarsi anticipatamente. Ora sto informandomi
per sapere chi  veramente costui
ed a quale famiglia appartiene.
E poi, che cosa ce ne viene? Il patrimonio
ci fu lasciato con un testamento regolarissimo;
dunque potrebbe pretendere al solo
titolo, qualora... e sarebbe gi molto poich
con questo potrebbe fare un ottimo matrimonio!
soggiunse Pieter pieno di astio.
I lineamenti della baronessa si contrassero.
Potrebbe intentarci una lite! essa mormor.
Una lite? E per via di che? Il testamento
sarebbe forse impugnabile in qualche punto?
Il notaro mi ha sempre detto che era fatto
con tutte le regole. Ma insomma, quel giovanotto
potrebbe sempre tentar qualcosa.
Peggio per lui! Perderebbe la lite, ecco
tutto. Avete ragione, mamma, non c' proprio
da spaventarsi. Avremmo tutt'al pi delle piccole
noie passeggiere se quel giovane cercasse
di far valere i suoi diritti.
Un domestico apr in quel momento una
delle porte del salotto.
Signora baronessa, Akelma vorrebbe sapere
se potete salire un momento nelle vostre
stanze.
 cosa di molta premura? chiese Pieter
di cattivo umore, vedendo che sua madre
si avviava verso la porta.
Credo di s. Vado e torno subito gi.
La baronessa sal le scale in un attimo nonostante
la sua pinguedine. Arrivata in camera
sua, chiuse a chiave la porta e si diresse verso
Akelma che stava in piedi nel vano di una finestra.
Entrambe parlarono a lungo, sottovoce, ma
ogni tanto la baronessa si lasciava sfuggire
un grido di terrore. Finito il colloquio, Akelma
bisbigli con voce ancor pi sommessa:
Questa volta l'avversario  formidabile:
giochiamo tutto per tutto. Se riusciremo, il
nostro piccolo Pieter sar l'assoluto e incontestato
padrone del patrimonio del duca di
Sailles; se no...
Taci! esclam la baronessa chiudendole
la bocca con una mano. Non voglio
neppur pensare a questa terribile possibilit.
Aver superato come ho fatto tutti gli ostacoli,
ed a che prezzo, per giungere a questo!..
Akelma, bisogna inventar qualcosa, escogitare
un tranello nel quale farli cadere tutti.
Una fiamma crudele guizz negli occhi della
giavanese.
Fate assegnamento sulla vostra serva, signora,
ella disse chinandosi a baciare la
mano della padrona.
...
.
...
Capitolo 2. RAPITA.
...
.
...
Tanto per mutare, il babbo ci conduce a pranzo quel suo inseparabile ingegnere! mormor Carlotta scostandosi dalla finestra dove stava appoggiata.
Sua madre interruppe il ricamo che stava facendo ed alz gli occhi.
Non me ne lagno. Qui le distrazioni sono rare, e il signor Dugand  un uomo piacevolissimo e di ottima compagnia. Sono proprio contenta che sia diventato l'amico di Maurizio.
Carlotta fece una risatina soffocata.
L'amico di Maurizio? Ma via, mamma, non vi siete accorta che, dopo la nostra festicciuola della settimana scorsa, il suo entusiasmo  andato scemando?
Veramente no; ma forse, pensandoci meglio, hai ragione tu. Egli non ne parla pi, e da qualche giorno non vanno pi a passeggiare insieme. Che cosa c' stato tra loro?
Io non ne so nulla, ma suppongo che Maurizio sia geloso del signor Dugand perch si  accorto che la signorina di Landies piace molto all'ingegnere.
La signora di Ravines, stupefatta, lasci cadere il ricamo per terra.
Maurizio'geloso?... Geloso della signorina Natalia?
Che volete, mamma, la cosa era da prevedersi. Io mi aspetto da un giorno all'altro di sentirgli dire che vuole sposare la signorina di Landies. Un bel sogno avverato, in fede mia, per una ragazza senza un soldo!
Il volto della signora di Ravines esprimeva una profonda costernazione.
Ma come! Una ragazza che mi avevano raccomandata per la sua seriet, e che pareva infatti tanto modesta e assennata!
Assennata o no, dovevate diffidarne, specialmente con Maurizio tanto infiammabile.
La scelsi per la sua abilit come musicista. E appariva s poco civetta! Che noia, mio Dio, che noia! Ora bisogner cercare un pretesto per dirle che non abbiamo pi bisogno di lei; ma se hai colto nel segno, Maurizio ander su tutte le furie, mi dichiarer che vuole sposarla, e si recher a Pau a fare la
domanda ufficiale. Ah! Come uscire da quest'impiccio?
Il mezzo c': bisognerebbe far credere a Maurizio ch'essa torna a Pau per fidanzarsi col signor Dugand.
Buona idea, Carlotta! Ma se Maurizio le parla tuttavia?
No, no; Maurizio  troppo delicato per permettersi di rivolgere una domanda di matrimonio a una ragazza promessa ad un altro.
Ebbene, proveremo. E poi, non c' altro mezzo!... Dopo tutto, si potrebbe essere pi vicine alla verit di quanto si crede: potrebbe darsi che i due giovani fossero davvero in procinto di fidanzarsi!
Le sottili labbra di Carlotta tremarono impercettibilmente.
Anche ammesso che la ragazza gli piaccia, egli ci penser due volte prima di assumersi il peso di mantener lei e tutta la sua famiglia. Un uomo il cui avvenire promette cos bene pu pretendere qualcosa di meglio.
Oh, certo! Ma ci m'importa poco, purch io possa far durare l'ostacolo di questo effimero fidanzamento fino a che Maurizio abbandoni la stolta idea di un matrimonio simile! Per esser pi sicuri, bisognerebbe suggerirgli l'idea di un viaggio. Potresti, per esempio, pregarlo di accompagnarti a visitare l'Italia?
Questo poi no! Allontanarmi proprio ora che il barone Van Hottem pare si decida alfine a chiedermi in matrimonio!
La signora di Ravines guard perplessa sua figlia.
Ma proprio, Carlotta, questo matrimonio ti anderebbe a genio?
La ricchezza mi attrae. Certo, Pieter non
 il mio ideale; ma in fondo non sar un cattivo
marito, e voi sapete meglio di me che in
questo mondo non si pu aver tutto ci che
si desidera, ella soggiunse con voce agrodolce.
La signora di Ravines scosse il capo.
Ci non toglie che avrei desiderato per
te un uomo migliore di quel povero Pieter. E
non son davvero sicura che egli possa essere
un buon marito.
Carlotta alz il capo con mossa orgogliosa.
Sapr tenerlo a dovere io, state tranquilla.
Io non sono di quelle che si lasciano dominare.
Ella s'interruppe vedendo spalancarsi la porta
ed entrare Marcella, Natalia, il signor di
Ravines e Stanislao.
Mamma, il signor Dugand resta a pranzo
con noi! strill la bimbetta. Se tu vedessi
che belle cosine pietrificate mi ha portate
dalla Fonte delle Dame!
Per fortuna l'allegria di Marcella e la loquacit
di suo padre non conoscevano ostacoli,
se no il pranzo sarebbe stato davvero malinconico
quella sera. Stanislao parlava poco
ed era visibilmente preoccupato. Dopo pranzo,
non rimase come di solito a chiacchierare, e
se ne and, nonostante le istanze del signor
di Ravines, dicendo che suo zio lo aspettava
con impazienza.
Quando il giovane si fu allontanato, Natalia
accompagn in camera la sua allieva. Erano
salite da un quarto d'ora, e gi Marcella cominciava
a spogliarsi, quando sentirono lo
squillo del campanello e l'abbaiare inquieto dei
cani da guardia.
Chi pu venire a quest'ora? Oh, signorina,
la vostra camera d sulla corte: andate
a vedere chi !
Pensate a coricarvi, piccola curiosa; che
bisogno avete di mettervi in orgasmo cos?
Marcella fece il broncio, ma obbed e continu
a spogliarsi. A un tratto il portone di casa
fu aperto, alcune voci si elevarono, vi furono
delle esclamazioni.
Vi assicuro che  successo qualcosa!
disse Marcella slanciandosi gi per le scale.
Marcella, siete in sottana: prenderete
freddo!
Ma la bimba non la sentiva neppure, e Natalia
fu costretta a seguirla, non certo a malincuore
poich aveva riconosciuto all'improvviso
la voce di Stanislao.
Egli era infatti nel vestibolo, attorniato dai
padroni e dai servitori di Roccarossa. In un
baleno, Natalia vide che il volto di lui era pallidissimo
e coperto di polvere e di sangue.
Siete ferito? pot appena articolare,
con la gola stretta.
Stanislao si fece largo fra coloro che lo attorniavano
e le and vicino.
Non  nulla, proprio nulla, signorina.
Come dicevo or ora a questi signori, la mia
automobile ha cozzato contro un ostacolo inaspettato
e si  capovolta; io per non ho riportato
che qualche contusione e questa piccola
ferita alla testa.
Ferita che dobbiamo medicare subito,
amico mio, disse il signor di Ravines.
Alberta, datemi delle fasce; volete medicar voi
l'ingegnere?
Vi confesso, mio caro, che non sono molto
esperta in queste cose; e poi la vista del
sangue mi fa troppa impressione, rispose
ancora tutta sconvolta la signora di Ravines.
Allora vieni qua tu, Carlotta.
E cos dicendo il signor di Ravines cercava
con gli occhi la figliuola. Ma Carlotta, l presente
pochi momenti prima, era sparita.
La signorina Natalia sa curare benissimo
i malati! disse Marcella.
 vero, non ci avevo pensato. Volete aiutarmi
a fasciare il signor Dugand, signorina?
Volentieri, rispose la voce tremante di
Natalia.
Dopo un poco, Stanislao era adagiato su
di una poltrona del salotto, e le agili mani
della fidanzata gli fasciavano la testa. Quando
ebbe bevuto un cordiale il giovanotto si alz
dicendo che voleva affrettarsi a tornare in casa
perch suo zio doveva stare in un'ansia mortale.
Ho fatto attaccare una carrozza, disse
il signor di Ravines. Ma vi siete raccapezzato
circa il genere di quell'ostacolo?
Era il cadavere di un cane, gettato alla
svolta della strada proprio nel momento in cui
sopraggiungeva la mia vettura. Io ho visto
la massa che mi ostruiva il passaggio, ma non
ho fatto in tempo a frenare.
Allora sarebbe un attentato! esclam
Maurizio.
Certamente! rispose l'ingegnere.
Avete dei nemici, mio caro Dugand?
chiese il signor di Ravines.
S; e forse vi chieder tra non molto di
ricordarvi di ci che  accaduto stasera.
Sarebbe a dire?
Scusatemi se non posso essere pi esplicito
in questo momento. Ed abbiatevi tutti i
miei ringraziamenti per le cure prestatemi.
Strinse le mani portegli dal signor di Ravines,
dalla moglie di lui e da Maurizio, e trattenne
un po' pi a lungo quella di Natalia, sussurrando:
Pregate!
Caro Dugand, farete almeno un referto
alla polizia, l'avvertirete, e poich avete dei sospetti,
non sar difficile rintracciare gli autori
dell'attentato, disse il signor di Ravines accompagnando
l'ingegnere fino alla carrozza.
Non dubitate: i colpevoli saranno puniti
tutti in massa... o ci rimetter la pelle!
rispose Stanislao con energia.
Natalia riusc finalmente a ricondurre in camera
la sua alunna, eccitatissima da ci che
aveva visto e udito quella sera.
Mentre passavano davanti all'uscio di Carlotta,
questo si apr e la ragazza, vestita ancora
del suo abito da sera, chiese con fare indifferente,
ma che lasciava trapelare una certa
ansiet:
Dunque, come sta il ferito?
Grazie a Dio se l' cavata con poco,
rispose Natalia ancora tutta tremante.
In quanto a te, poteva morire: non hai
saputo far altro che svignartela! esclam
Marcella, la bimba terribile. Per fortuna la
signorina Natalia non  come te. Le tremavano
le mani ed era pallidissima, ma ha assistito
quel povero Dugand come una vera infermiera.
Lui poi era molto contento di affidarsi
alle sue cure.
Ci dimostra che la signorina di Landies
non ha un cuore troppo sensibile! ribatt
Carlotta diventata di porpora all'ultima insinuazione
della sorella; poi chiuse con ira la porta,
e Natalia trascin la bimba in camera sua.
Pochi momenti dopo, Natalia, inginocchiata
nella sua camera, pregava con fervore per il
fidanzato. Aveva capito che un grave pericolo
minacciava Stanislao, ma quale fosse e di dove
venisse non riusciva a spiegarselo; le sue preghiere
pertanto non cesserebbero di elevarsi a
Dio fino al giorno in cui ella non vedesse
squarciarsi il velo del mistero.
La signora di Ravines era proprio deliberata
a non tenere pi a lungo l'istitutrice della
figlia, ma non sapeva che scusa addurre per
dirlo alla buona giovane. Essa non aveva alcun
motivo di lagnarsi di lei, perch Natalia
riuniva in s tutte le doti richieste. Inoltre Marcella
voleva un gran bene alla ragazza, e chiss
che pandemonio farebbe quando sapesse la
partenza, non motivata da nessuna seria ragione,
della sua cara signorina! In quanto a
Maurizio, fiuterebbe forse il vero motivo che
spingeva sua madre ad agire in quel modo.
Una circostanza imprevista venne a toglierla
dall'impiccio. Due giorni dopo l'incidente accaduto
a Stanislao, essa ricev una lettera dalla
madrina di Marcella, che si era stabilita da
poco a Cannes e chiedeva che le mandassero
la fanciulla per il rimanente dell'inverno.
Sono sola e triste scriveva e sarebbe
per me una vera gioia l'occuparmi della mia
cara piccina, facendola divertire e istruendola
al tempo stesso.
La signora di Ravines prese la palla al balzo
e dichiar che se la signora di Reyan aveva
quest'intenzione, l'istitutrice era inutile, e sarebbe
anzi indelicato il mandarla ad accompagnare
la sua allieva. Perci Natalia fu avvertita,
molto gentilmente, che in casa Ravines
non avevano pi bisogno di lei.
Marcella rimase perplessa, divisa tra l'affetto
per l'istitutrice e quello per la madrina che
la vezzeggiava molto.
Ma in primavera, quando torner, tornerete
anche voi, signorina Natalia!ella esclam,
abbracciandola.
Natalia non rispose: intuiva che quel commiato
era definitivo. Gi da qualche giorno la
signora di Ravines non era pi la stessa con
lei; inoltre, aveva visto brillare nei cattivi occhi
di Carlotta un lampo di gioia quando la
signora le aveva partecipato quella determinazione.
Il perdere quell'impiego ben retribuito sarebbe
stato per lei, se lo avesse saputo pochi
giorni prima, un colpo inaspettato e doloroso,
specialmente in quel tempo che Vitalina e la
signora di Landies avevan bisogno di cure costose;
ma presto ella diverrebbe la moglie di
Stanislao, e la sua sorte sarebbe assicurata
sotto la protezione affettuosa di quell'uomo cavalleresco.
Marcella doveva partire fra otto giorni, e
Natalia, pregata dall'allieva, acconsent a rimanere
fino a quel momento. Ma le lezioni furono
quasi interrotte, e profittando della sua
libert, il giorno dopo il colloquio con la signora
di Ravines, Natalia si vest per andare
a trovare Giuliana Vaillant che non vedeva da
molto tempo. Nel vestibolo essa incontr il signor
di Ravines e Maurizio che discorrevano
con un capo operaio dell'officina d'Eyrans.
Mentre ella passava, ud quest'ultimo che diceva:
Eppure  cos, signore: pare quasi che
il signor Dugand non ambisca affatto a far ricercare
i colpevoli. E si che l'ha scampata bella!
Invece di quella scalfittura poteva essersi
rotto la testa!...
Mentre camminava, Natalia pensava che l'incidente
era stato strano davvero, sia per la
malvagit inesplicabile di cui era stato vittima
l'ingegnere, amatissimo dai suoi operai e stimato
in tutto il paese, sia per la poca premura
che il giovane metteva nel ricercarne gli autori.
Arrivata sulla strada maestra, la fanciulla
vide venirle incontro il curato di Saint-Pierre,
che appena la riconobbe esclam:
Che fortuna avervi incontrata! Venivo a
Roccarossa per parlare con voi, signorina. La
povera Giuliana se ne va, e vorrebbe vedervi
prima di morire.
Giuliana?... Come?... Cos presto?
S; stamani  peggiorata, e poco fa le ho
somministrato i sacramenti.  questione d'ore,
povera bimba. E un angiolo!
Andavo da lei, signor curato, dalla mia
povera Giuliana!
Ella salut il sacerdote e si avvi verso la
casupola. Poich nessuno rispose al suo bussare,
Natalia entr nello stambugio che serviva
di camera a Giuliana. Supina sul letto,
con le mani congiunte e gli occhi chiusi, la
fanciulla pareva pregasse. Un po' discosta dal
letto c'era sua madre. Coi lineamenti scomposti
e gli occhi gonfi di pianto, la disgraziata
offriva l'immagine di un dolore sconfinato e
feroce. Quando Natalia entr la donna non si
mosse, ma Giuliana volse il capo, e un sorriso
di gioia illumin il suo viso emaciato.
Ah! Che gioia! Il signor curato me lo
aveva detto che riuscirebbe a farvi avere il
permesso di venire, cara signorina!
Le dita di Natalia strinsero affettuosamente
la scarna manina che si tendeva verso lei.
S, l'ho incontrato mentre venivo qui e
mi ha detto che oggi la mia Giuliana  un
po' pi stanca del solito.
Molto di pi. Questa volta  proprio la
fine... lo sento, soggiunse vedendo il gesto
di protesta della fanciulla. Se fosse solo
per me, sarei contenta, sapete; ma...
Ella volse il capo a fatica e dette un'occhiata
alla madre, sempre immobile come una statua.
Mamma, non vi disperate cos. La vita 
breve, e presto ci ritroveremo lass, se voi
penserete al buon Dio e lo servirete come meglio
potrete.
La donna si alz di scatto mentre un violento
singhiozzo le stringeva la gola.
Ah! Tu credi che ti lasci andar via rassegnata?
No, no: gi tre se ne sono andati
cos! Mi resti tu sola, l'ultima, e devo sottomettermi?
E non devo morire dal rimorso e
dal dolore? Dopo questo, cosa vuoi che faccia
il tuo Dio per punirmi ancora?
Le parole prorompevano affannose e violente
dalle sue labbra riarse.
Mi strappino piuttosto il cuore, ma lascino
viver te, mia Giuliana adorata!
Ed afferrate le diafane mani della figlia, le
copriva di lacrime e di baci.
Giuliana, bianca come il marmo, tremava
tutta.
Natalia, che davanti a quella scena pietosa
riusciva a stento a trattenere le lacrime, si chin
verso la madre infelice.
Povera donna, la fate soffrire, vedete!
La disgraziata si rizz e, irrigidita dal dolore,
soffocando a fatica i singhiozzi, usc dalla
stanza.
Mamma, mamma! mormor Giuliana.
Le lacrime le solcavano le guance, le sue
mani si congiunsero in atto disperato.
Che sar di lei quando non ci sar pi?
Oh, pregher tanto lass! Ma voi, signorina,
verrete a trovarla qualche volta? Non l'abbandonerete,
eh?
Trattenendo i singhiozzi che le facevano nodo
alla gola, Natalia rassicur la morente. Infatti,
se anche per il momento lasciava Saint-Pierre,
era ben sicura di tornarvi, e padrona
allora di fare quante opere di carit voleva,
coadiuvata anzi validamente da colui che sarebbe
suo marito.
Ella s'indugi alquanto nella casupola perch
Giuliana non si risolveva a lasciarla andar
via. Ma gi annottava, ed essa non poteva
trattenersi pi oltre. Baci la fanciulla, promettendole
di tornare il giorno dopo, e usc dal triste abituro.
Camminava svelta, perch quel tratto di strada
era deserto e fiancheggiato da folti ed alti
cespugli. Natalia per non aveva alcun timore:
il paese era sicuro, non si sentiva mai parlare
di aggressioni. E poi, la parte pi noiosa
stava per finire, e alla svoltata essa avrebbe
visto profilarsi in lontananza le prime case di Saint-Pierre.
Ma a un tratto qualcosa si mosse alla sua
destra e un agile corpo sbuc dalla macchia:
ella si sent stretta da due braccia vigorose,
buttata a terra, prima ancora che avesse il
tempo di mandare un grido, poi imbavagliata
e legata. Quindi l'aggressore si rimise in cammino
un po' portando, un po' strascicando la sua vittima svenuta.
...
.
...
Capitolo 3. LA DONNA MASCHERATA.
...
.
...
Lentamente, Natalia riprendeva i sensi. Nel
suo cervello, intorpidito forse da un narcotico,
le idee si affacciavano, incerte dapprima, poi
via via pi distinte.
Intorno a lei, buio pesto. Con gesto istintivo
stese la mano cercando di raccapezzarsi
dov'era, e cap di trovarsi sdraiata su delle lastre
di pietra. Braccia e gambe erano libere
e il bavaglio era sparito.
Prov ad alzarsi e vi riusc a stento, perch
si sentiva debole e stordita. Cammin con
precauzione stendendo le braccia per evitare
possibili ostacoli... dopo pochi passi urt in
una muraglia fatta di pietre larghe e lisce.
Ma dove sono mai?
Quel grido le usc, angosciato e involontario,
dalle labbra riarse, ma nessuno vi rispose.
Affranta, ella si lasci cadere in terra. Nonostante
il grave mantello che si era messa per uscire, tremava e batteva i denti, poich
l'aria gelida della notte le giungeva addosso
proveniente da qualche apertura invisibile nell'oscurit.
Le idee si cozzavano confuse nel suo cervello.
Nulla poteva spiegare quell'aggressione
e quel rapimento, nulla tranne quello stesso
odio feroce e misterioso che perseguitava Stanislao
e voleva colpirlo perfino in colei che egli amava.
Ma chi erano quei terribili avversari? E che cosa volevano fare di lei?
Le ore passavano, eternamente lunghe. Natalia
gelava su quelle fredde pietre e la febbre
martellava il suo cervello nel quale passavano,
in una ridda confusa e assillante, le care immagini
di sua madre, di Stanislao, di Pietro e dei bambini.
Mi sar mai concesso di rivederli? ella pensava con terrore.
E la preghiera sgorgava dal suo cuore torturato,
mettendo un raggio di luce in quell'incubo pauroso.
Finalmente quell'interminabile notte d'inverno
fin: un'alba grigia e lugubre rischiarava
progressivamente il luogo dove si trovava Natalia.
Ella si vide allora in una grande stanza dal
bassissimo soffitto a volta. Nella muraglia di
granito scuro erano infissi dei pesanti anelli
di ferro arrugginito, due finestrelle munite di
sbarre di ferro davano luce a quel triste recesso.
Una prigione! Ma  una prigione questa! mormor Natalia.
L nulla poteva metterla sulla traccia della
verit; ma qualcuno, infine, doveva ben venire,
ed ella saprebbe allora qualcosa!
Un'ora scorse... e ad un tratto il cuore di
Natalia cominci a battere all'impazzata: una
chiave entrava nell'enorme toppa, e lentamente
la massiccia porta girava sui cardini.
Non era un carceriere, ma una donna di
bassa statura, avvolta in un mantello scuro e
col viso nascosto da una maschera.
Costei si ferm a pochi passi dalla fanciulla
che nel frattempo si era alzata.
Dobbiamo parlare un po' insieme, signorina di Landies.
La voce era soave e calma, improntata di un accento straniero.
Ma certo! esclam Natalia ritrovando la solita energia che si celava sotto il suo
aspetto delicato. Dovete spiegarmi che cosa
significa quest'aggressione, dirmi dove sono e
chi siete. Ma queste son vane pretese, lo comprendo
purtroppo! Chi non ha coraggio di mostrar la faccia non pu dir la verit! ella
soggiunse con un disprezzo che non riusc a dominare.
Non sono venuta qui per darvi delle spiegazioni,
signorina; e non voglio neanche chiedervi
una cosa troppo difficile a farsi; mi basta
che copiate semplicemente queste poche
righe.
Ci dicendo, la donna mascherata porgeva
alla fanciulla un foglio coperto da una scrittura
contorta e confusa.
Natalia lesse:
Finalmente so chi siete, mio caro Stanislao,
ho trovato il mezzo sicuro, per farvi ricuperare
i vostri diritti, ed  per aiutarvi che
sono sparita cos misteriosamente: pi tardi
saprete perch. Trovatevi a mezzanotte alla
Fonte Rossa: l vi racconter tutto. Ma vi raccomando:
tranne all'amico fedele che vive con
voi non dite una parola a nessuno; ne va della
vostra esistenza, preziosa per tutti, ma specialmente
per la vostra fidanzata
Natalia di Landies.
Natalia alz gli occhi stupefatti verso la sconosciuta
che se ne stava impassibile davanti
a lei.
Che significa tutto ci? E chi  dunque
veramente il signor Dugand?
Per il momento  inutile che lo sappiate.
Quando lo creder opportuno, ve lo dir lui
stesso. Ora vi si chiede solo di scrivere ci che
avete letto.
Scrivere una menzogna? Poich, insomma,
ci che mi chiedete non  altro che una
vile menzogna, e questa lettera ha di certo lo
scopo di attirare il signor Dugand in un agguato!
Voi non dovete cercare n le ragioni n
i fini di chi vi tiene in suo potere. Obbedite
senza discutere.
Non scriver neppure una parola di questa
lettera. Preferirei morire! disse Natalia
gettando per terra il foglio presentatole.
La sconosciuta sogghign.
S, morire subito, forse; ma perire lentamente,
sfinita dalla fame, dalla sete, dal
freddo? Se non scrivete questa lettera, tale 
il vostro destino. Stasera torner a sentire se
avete mutato idea.
Ella si allontan e la porta ricadde dietro
di lei con un tonfo sinistro. Fremente d'orrore
Natalia si butt in ginocchio.
Dio, Dio, salvatemi!
Quella mattina Stanislao veniva da Ribrac
dove era stato chiamato da un affare urgente.
Spinta la macchina a grande velocit, si affrettava
a tornare a casa perch sapeva che,
dopo l'ultimo attentato, Martino Rgent stava
sulle spine tutte le volte che egli ritardava un
poco.
Spicciamoci a riunire le ultime prove,
quelle pi necessarie, e a far arrestare quelle
briccone, se no siete spacciato, signor duca!
egli aveva detto la sera prima al giovanotto.
E a tale scopo era andato quella mattina
stessa a fare un altro tentativo presso Bertina;
ma la donna restava sempre muta: aveva
paura!
Quando l'ingegnere giunse in vicinanza dell'officina,
vide Martino Rgent che lo aspettava
in mezzo alla strada e che, appena vistolo,
alz le braccia in atto disperato.
Che c'? chiese ansioso il giovanotto
appena l'automobile fu accanto al vecchio.
Il signor di Ravines  stato qui un momento
fa. Pare che la signorina di Landies
uscisse ieri per andare a trovare la povera
Vaillant, e da allora nessuno l'ha pi rivista.
Natalia!
Gettando questo grido disperato, Stanislao
balz in piedi come una belva.
Il signor di Ravines non  stato inoperoso
un momento: ha fatto fare delle ricerche
nei boschi e nelle cave, e non avendo ottenuto
nulla ha avvertito i gendarmi.
Si crede dunque al delitto?
Ci sembra probabile; ma per ora non
si  trovato nessun indizio.
Pallido come un morto, Stanislao si rimise
a sedere e disse con voce cambiata:
Salite con me, zio Adriano: andiamo a
Saint-Pierre.
Durante il breve percorso non dissero una
parola, ma lo stesso pensiero pareva fluttuare
nelle chiare pupille del vecchio e nei bruni occhi
del giovane. Nel villaggio si erano fatti
dei capannelli di gente, e tutti discorrevano
concitati. In uno di questi crocchi c'era il curato,
il signor di Ravines col figliastro, e qualche
autorit del paese.
Nulla di nuovo? chiese Stanislao fermando
l'automobile e balzando a terra.
Nulla. Che catastrofe! Eppure questo 
un paese sempre tanto sicuro! disse il signor
di Ravines.
Io la incontrai ieri mentre andava a trovare
la piccola moribonda, disse il curato.
Affettuosa e compassionevole come sempre,
si sar indugiata presso Giuliana Vaillant, e
lo provano, del resto, le poche parole che abbiamo
potuto cavar di bocca a quell'infelice,
pazza di dolore per la morte della figlia.
Il giudice conciliatore soggiunse a sua volta:
Ho fatto ora un sopraluogo, e ad un certo
punto della strada ho notato un cespuglio con
molti rami rotti e alcune tracce di passi sul
suolo, tracce di piedi piccolissimi di donna o
di bambino, a parer mio, e nettamente distinte
da quelle della signorina di Landies che
cominciano fin dalla casa della Vaillant.
Ma allora c' nel paese una banda di
malviventi! esclam il signor di Ravines.
Pochi giorni fa l'avevano con voi, Dugand;
oggi, l'hanno con la signorina Natalia. Non
vi pare, signori, che ci sia una certa correlazione
tra i due attentati?
Ma ci  evidente! sentenzi il notaro,
un omaccione rubicondo e pretenzioso,
che portava una grossa catena d'oro sul panciotto
a fiorami. Questa banda vuole terrorizzare
il paese per saccheggiarlo poi a suo
piacimento, sicura di poter fare man bassa
senza incontrare resistenza nella popolazione
presa dal panico.
Stanislao si volse verso Martino Rgent rimasto
un po' in disparte.
Andiamo a vedere queste tracce di passi,
disse conciso.
Se volete vi accompagno, propose
Maurizio; e dopo un cenno di assenso di Stanislao,
si un ai due uomini.
Camminarono un pezzo in silenzio. Per l'aria
grigia qualche fiocco di neve volteggiava incerto
prima di posarsi sul suolo.
A un tratto Maurizio chiese con voce malferma:
Siete il suo fidanzato, signor Dugand?
S; ma chi ve lo ha detto?
Mia madre ne era quasi certa, e anch'io
del resto.
Stette un attimo in silenzio, sospir come
soffocato, poi stese la mano a Stanislao...
Questi ultimi tempi vi sar sembrato molto
strano; ma ero scioccamente geloso. Voi
per siete pi degno di me di possederla, poich
siete un uomo utile, mentre io fino ad ora
non ho pensato che a godermi la vita.
Stanislao, commosso, strinse con forza la
mano di Maurizio.
Signor d'Aubars, voi siete un uomo generoso
e leale, e la signorina di Landies vi
apprezza di certo quanto vi apprezzo io. Ma
noi ci amiamo gi da molto tempo, fin dal
primo giorno in cui c'incontrammo...
Chi non sarebbe avvinto dal fascino di
quell'anima eletta! mormor Maurizio.
Ma non abbiate timore, signor Dugand: la vostra
Natalia non sapr mai che l'ho amata.
Lo so, signore, perch so che siete un
uomo d'onore. E sar felice se mi darete la
vostra amicizia.
L'avete, signor Dugand.
Giungevano in quel momento davanti alle
tracce segnalate dal giudice conciliatore, e gi
Martino Rgent si chinava per osservarle pi
da vicino.
S, s,  proprio vero: son piedi di donna,
questi!
Sicch concludete che la signorina di
Landies  stata rapita da una donna?...
chiese Maurizio.
Per il momento non concludo nulla, signore,
ma ragioni tutte mie particolari mi
fanno propendere verso questa ipotesi. La signorina
Natalia  sottile e delicata, e, assalita
d'improvviso da una donna provvista di
una certa forza muscolare, ha dovuto per forza
soccombere.
Avete dei sospetti, signore?
Dei gravi sospetti, per non dire addirittura
delle certezze.
Mentre Maurizio si avvicinava al cespuglio
per vedere i rami stroncati, Stanislao si chin
verso Martino Rgent.
Credete che siano loro? domand con
angoscia.
Ne son sicuro, signor duca. Vedendo che
non possono avervi in altro modo, cercano di
prendervi con questo. Chiss che cosa inventeranno
per farvi cadere in qualche tranello!
Evidentemente, si serviranno all'uopo della vostra
fidanzata. Si tratta dunque di ritrovare
la signorina Natalia, ma per far questo non
possiamo tentar nulla prima di notte, perch
bisogna entrare nel castello e frugarlo minuziosamente
per scoprire dove l'hanno rinchiusa.
La spedizione  pericolosa: se quelle briccone
fiutano d'essere scoperte, son capaci di
tenderci chiss quale trappola! Perci ander
io solo...
Stanislao lo interruppe con gesto impetuoso.
Questo poi no davvero! Credete dunque
che me ne starei inattivo e in santa pace, mentre
voi rischiate la vita per la mia fidanzata?...
Eppoi, voglio liberarla io stesso, la mia Natalia,
vittima per mia cagione. Speriamo di giungere
in tempo!
Non dubitate, signor duca: esse non hanno
interesse a sopprimerla cos, senza prima
servirsene contro voi. Ma permettetemi di suggerirvi
un'idea: non sarebbe meglio confidare
il nostro segreto a qualcun altro affinch, in
caso di una disgrazia, le miserabili non sfuggissero
alla pena che le aspetta?
Avete ragione, e il terzo  bell'e trovato,
disse Stanislao additando Maurizio che si
avvicinava. Ho potuto mettere a prova pi
d'una volta la sua discrezione.
Si avanz verso il giovane d'Aubars, e posatagli
una mano sul braccio gli disse:
Potete seguirci fino ad Eyrans, signore?
L avrei da farvi una comunicazione importantissima.
Maurizio lo guard trasecolato.
Volentieri; ma non avete detto che volevate
cercare la signorina?
Capirete fra poco l'inutilit di queste ricerche,
almeno per il momento! Ora andiamo
a raggiungere l'automobile che ho lasciata a
Saint-Pierre.
Un quarto d'ora dopo i due giovani e l'antico
intendente si sedevano nello studio di Stanislao,
e l'ingegnere narrava a Maurizio, trasecolato,
i fatti svoltisi al castello di Sailles.
Dunque, voi siete Ghislano di Vaulan?
Quel Ghislano col quale giocavo da bambino?
Avevo ragione quando dicevo che somigliate
ad alcuni antenati dei Mornelles!... Che belve
quelle donne! E cosa inaudita, mostruosa addirittura!
Ma perch aspettar tanto ad accusarle?
Ci manca la testimonianza pi importante:
quella dell'antica cameriera di mia madre.
Le altre non faranno che aggiunger peso a
questa.
E il ratto della signorina di Landies sar
un'altra prova schiacciante dei delitti di costoro,
soggiunse Martino Rgent. Stanotte
giochiamo il gran colpo.
E se perdiamo la partita, voi, signor
d'Aubars, che siete addentro al nostro segreto,
rivelerete il delitto e dichiarerete pubblicamente
che siamo periti vittime di quella criminale,
onorata da tutto il paese come una donna di
rare virt.
Ma perch non avvisate la giustizia? Essa
cercherebbe la signorina di Landies per tutto
il castello.
Con mille probabilit di non rintracciarla,
poich vi sono dei nascondigli addirittura introvabili.
E allora, quelle due iene non esiterebbero
certo a farla sparire per sempre. No,
no; bisogna lottar di astuzia con quei serpenti
e potere, il giorno dell'accusa, lanciar loro sul
viso delle prove inconfutabili; ma con l'aiuto
di Dio ci riusciremo! esclam Stanislao
con energia.
Maurizio si rizz e strinse forte la mano del
giovane.
Fate assegnamento su me, Ghislano di
Vaulan; se accadr una disgrazia, sapr vendicarvi;
ma fatemi questo grande piacere: accettatemi
nella vostra spedizione.
Grazie, amico mio, disse commosso
Stanislao. Ma noi due siamo pi che sufficienti,
ed  inutile esporre un'altra vita. Voi
ci sarete utilissimo tuttavia, caro Maurizio.
...
.
...
Capitolo 4. PER IL CASTELLO NERO.
...
.
...
Questa volta la neve cadeva a larghi fiocchi
soffici e candidi. Il suolo era gi ammantato
di bianco, e lo erano anche i due uomini
che s'inoltravano cauti e silenziosi su per uno
scosceso viottolo fiancheggiato da grossi massi
di pietra.
Le tenebre erano fittissime, e bisognava che
i due viandanti conoscessero benissimo quei
luoghi, per poter camminare speditamente nel
buio cos profondo.
Ci siamo! mormor a un tratto quello
che camminava per il primo.
meglio l'ostacolo che gli si parava davanti. I
notturni viandanti si trovavano di faccia ad
un'alta muraglia di pietra nelle cui sgretolature
qualche arboscello spogliato dai rigori invernali
era riuscito a stendere le radici.
Ci troviamo proprio dinanzi alla cava dei
Sette Fori, dove da piccolo correste pericolo
di morire, signor duca, disse quello che
aveva parlato poco prima.
Ma dov' il sotterraneo? Non ne vedo
la minima traccia qui.
Martino Rgent abbass la lanterna fino a
terra e invit il giovane a chinarsi.
Allora Stanislao, o meglio Ghislano, per restituirgli
il suo vero nome, vide, scavata nella
roccia e ricoperta da rami secchi, un'apertura
dalla quale poteva passare a stento il corpo di
un uomo.
L'accesso non  molto comodo; bisogner
camminar carponi e badare di non urtare nella
volta. Passo per il primo per insegnarvi la
strada, signor duca. Quando sar giunto al
termine di questo noioso passaggio sotterraneo,
fischier e voi mi seguirete.
Cos fecero, e dopo cinque minuti Martino
Rgent e il suo giovane padrone si trovavano
riuniti nel sotterraneo vero e proprio scavato
nella roccia.
Il vecchio teneva la lanterna e precedeva
Ghislano, camminando sicuro nonostante le
asperit del suolo. Il sotterraneo si allargava
un po', ma saliva sensibilmente; e ad un tratto
i due uomini si trovarono ai piedi di una
stretta scalinata che s'internava nel buio.
Quante volte salii e scesi questi scalini!
mormor Martino. Si pu dire che negli
ultimi mesi passavo qui tutta la mia vita, al
fine di esercitar meglio la mia sorveglianza.
Mio fedele servitore! esclam Ghislano
stringendo la mano del vecchio.
Cominciarono a salire la scala che pareva
interminabile.
Finalmente giunsero a una specie di pianerottolo
di pietra dove c'era una porta di ferro
che Martino apr facendo scattare una molla
nascosta nella roccia.
Ghislano vide uno stretto corridoio le cui
pareti erano fatte di enormi massi di pietra
sovrapposti grossolanamente tra loro. Martino
lo condusse davanti a una porta incastrata nel
muro, e disse con voce cupa e fremente:
Di qui, signor duca, potei venire ad
avvertir vostra madre; di qui entrai per sottrarvi
alla morte. Mediante un congegno segreto,
questa porta si apre nella stanza d'onore, la
camera dei duchi di Sailles, occupata a quel
tempo dalla contessa di Vaulan.
E dove in questo momento dorme Pieter,
il figlio dell'assassina! disse Ghislano fra
i denti.
Essa ha osato tanto! Ma pazienza: ora
tutto torner all'ordine, mio caro padrone.
Via, non perdiamo tempo. Guardate: quest'altra
porta d sul gran corridoio di servizio, ed
anche da questa scopersi molte cose. Ma la
porta che ci servir stasera eccola qua. Durante
gli assedi, gli antichi duchi di Sailles si
facevano rifornire di viveri per mezzo di questo
sotterraneo che poteva anche facilitare la
fuga degli assediati in caso d'invasione.
Mentre parlava, Martino fece scattare la
molla.
Non vi dico quanto abbia faticato per rimettere
in ordine questi congegni arrugginiti
dal tempo; il fabbro che li fece era maestro
nell'arte sua, perch vi assicuro che sono veri
miracoli di abilit e di pazienza. Ed eccoci
nella cappella, signor duca.
Spinta la porta, Ghislano entr. Avvolto dalle
tenebre, rotte appena dal breve circolo luminoso
della lanterna, il santuario era davvero
lugubre, ed il giovane rabbrivid.
Cominciamo subito le nostre ricerche, zio
Adriano. Di dove dobbiamo rifarci?
Poich siamo qui, cominciamo col dare
un'occhiata alle prigioni sotterranee. Ma spero
che quelle miserabili non avranno avuto il coraggio
di trascinar laggi la signorina!
Ghislano segu il vecchio attraverso un andito
lunghissimo, poi gi per una scala di pietra;
entr con lui in anguste cellette dall'aria
mefitica, rovist ogni cosa, frug, cerc accanitamente:
ma Natalia non c'era.
La troveremo pi probabilmente in una
delle torri, disse Martino Rgent mentre
risalivano le scale.
S'ingolfarono nello stretto corridoio che pareva
allungarsi e ramificarsi all'infinito.
Martino circolava in quei sotterranei come
se fosse stato in casa sua.
In poco tempo i due uomini giunsero sotto
la torre maggiore e cominciarono a salire la
scala di pietra rosa dall'uso e dal tempo.
La stanza del primo piano  adibita ad
archivio, e non credo che l'abbiano messa l,
disse Martino. Ma se non la troviamo
su, verremo a cercarla anche qua, nel ridiscendere.
Giunsero cos al secondo piano.
Martino avvicin la lanterna alla serratura
della porta.
Hanno tolto la chiave; dunque c' qualcosa
di prezioso qua dentro.
Lesto, lesto, aprite! disse Ghislano
fremente.
Da uomo prudente, Martino si era munito
degli arnesi necessari per aprire una porta,
sicuro che i carcerieri di Natalia non avrebbero
lasciato la chiave nella toppa.
In pochi minuti Stanislao riusc a scassinarla,
spinse con impeto la porta massiccia e
si precipit nella stanza oscura.
Siete qui, Natalia? egli chiese a bassa
voce.
Stanislao...
Con quale accento di gioia fu pronunziato quel nome!
In quel momento la lanterna di Martino rischiar
la stanza, e Ghislano vide la fanciulla
supina per terra, con le membra tremanti, gli
occhi fissi come in una visione soprannaturale
e le mani tese verso lui.
D'un balzo il giovane le fu vicino, s'inginocchi,
prese nelle sue quelle povere mani intirizzite
e se le port alle labbra.
Mia povera piccola Natalia! Morite di
freddo, qui. Presto, portiamola via da questa
tomba!
E unendo il gesto alla parola, sollev tra le
sue braccia robuste la fanciulla intirizzita dal
freddo, dalla fame, dall'angoscia di quelle trenta
ore di prigionia.
Di nuovo i due uomini rifecero la strada percorsa.
Camminavano senza rumore sul suolo lastricato
avendo i piedi fasciati di lana.
A un tratto Martino, che faceva da battistrada,
si ferm, e voltandosi sussurr a Stanislao:
Ho sentito un fruscio dietro a noi.
E prima ancora che Stanislao potesse rispondere
qualcosa, il vecchio si slanci indietro:
si ud un urlo di rabbia seguito da una
breve lotta.
Ghislano, avvolto com'era nel buio, non osava
muoversi temendo per Natalia.
Lasciatemi, Stanislao; correte in suo aiuto!
supplic la fanciulla.
Il giovane la pos a terra e torn indietro
di qualche passo. Allora ud la voce di Martino
che diceva:
Siete voi, signor duca? Volete farmi il
piacere di raccattare la lanterna che ho buttata
via per esser pi libero di afferrare questa
manigolda?
Che cosa  successo, zio Adriano?
 successo che finalmente  caduta nelle
mie mani, questa vipera! Quando avrete riacceso
la lanterna, potrete vederla anche voi,
signor duca!
Ghislano cominci a camminare a tastoni
lungo il corridoio. A un certo punto inciamp
in un ostacolo, ed acceso un fiammifero vide
che era la lanterna; la raccatt, e verific con
gioia che era ancora servibile. Facendosi luce
con questa torn sui suoi passi.
Natalia era ancora seduta per terra, ed in
piedi accanto a lei c'era Martino che sosteneva
la giavanese priva di sensi.
Ma che cos'ha? chiese Ghislano.
Ha, signor duca, che ho dovuto darle un
pugno formidabile sulla testa, e che ne  rimasta
stordita: buon per noi, se no sarebbe
ancora qui a dibattersi come un diavolo!
Ma che significa tutto ci? Stanislao, ditemi
che non  un sogno! mormor la debole
voce di Natalia.
No, no, mia cara,  la realt, e fra poco
vi spiegher tutti questi misteri. Ora affrettiamoci
a lasciare questo luogo maledetto. Mi
pare che finch saremo qui, il pericolo star
sospeso su noi.
E pi presto che potevano, Ghislano sorreggendo
la fidanzata, Martino strascicando la
giavanese, giunsero alla porta segreta della
cappella.
In fondo alle scale si fermarono estenuati:
Martino lasci cader per terra Akelma, sempre
svenuta, e Ghislano aiut Natalia a sedersi su
una sporgenza della roccia.
Che cosa ne farete di quella briccona?
chiese il giovane a Martino.
La legher come un salame, signor duca.
Guardate: ho preso le mie precauzioni.
E il vecchio tir fuori dalla tasca del suo pastrano
alcune solide funi.
Per ora la lasceremo qui; domattina la
giustizia la trover allo stesso posto.
Chi  questa donna? Ed io, dove sono?
chiese angosciata Natalia.
Ghislano si chin verso lei e le disse prendendole
una mano:
Siete nel castello di Sailles... in casa
mia.
In casa vostra, Stanislao? Che cosa volete
dire?
Voglio dire che io sono Ghislano di Vaulan.
Sapete... quel Ghislano che vostra madre
conobbe da piccolo e che scomparve cos
misteriosamente una tremenda notte d'inverno.
E questa donna  l'anima dannata della
baronessa Van Hottem, colei che avvelen la
mia povera mamma e che vi rap ieri per imprigionarvi
al fine di sopraffarmi ancora.
Natalia si strinse il capo tra le mani.
 mostruoso ci che mi raccontate. Ma
voi, come avete fatto a sapere...?
Ghislano dette un'occhiata a Martino Rgent
intento a preparar le funi.
Quando tutto sar pronto vi aiuter anch'io,
zio Adriano!
Oh, non importa, signor duca! Far benissimo
anche da solo. Informate piuttosto la
signorina Natalia, che non sa spiegarsi tutto
questo mistero.
Allora Ghislano raccont alla fidanzata i fatti
svoltisi in quella casa. Natalia lo ascoltava
a mani congiunte, con gli occhi fissi su lui.
 spaventoso!... Ma ora potete fare arrestare
quelle donne, non  vero, Stanislao?
Certo! E trattandovi come hanno fatto,
ho un'altra arma terribile contro loro. Ma se
Bertina, l'antica cameriera di mia madre, volesse
finalmente parlare, avrei la prova pi
schiacciante di tutte, poich sono sicuro ch'ella
fu complice delle miserabili, non foss'altro che
col suo silenzio.
Dov' questa Bertina?
Ma  la madre di Giuliana!
La Vaillant? Ora capisco quelle sue strane
parole che parevano riferirsi a un passato
colpevole! Anch'io far di tutto per indurla
a parlare, e ci riusciremo, vedrete!
La vostra" affettuosa carit vincer forse
la resistenza di quella sciagurata. Siete pronto,
zio Adriano? Ce ne anderemo subito, perch
qua c' umido e freddo, e voi siete sempre
tutta intirizzita, mia povera Natalia! Volevano
dunque farvi morir di fame, quelle miserabili?
Si, di freddo e di fame. Da ieri non ho
toccato un briciolo di cibo.
Un urlo di sdegno usc simultaneamente dalle
labbra di Ghislano e da quelle del vecchio
Martino.
Che mostri! Ma che cosa volevano da
voi?
Attirarvi in qualche tranello mediante
una lettera scritta di mio pugno. Rifiutai. La
donna che m'intim quest'ordine, forse la stessa
che avete cost legata (non lo so perch aveva
il volto nascosto da una maschera) torn
due volte alla carica, e mi disse che non avrei
toccato cibo prima di avervi scritto. Quando
entraste qua dentro avevo gi fatto il sacrificio
della mia vita, perch sentivo di non poter
passare altre ventiquattr'ore simili a queste.
E soffrivate tale martirio per me, mia
Natalia amatissima! Tutto il mio amore e tutta
la mia riconoscenza non saranno mai sufficienti
per compensarvi duna risoluzione cos
eroica. Ma andiamocene subito! Vi accompagnamo
a Roccarossa.
A Roccarossa! Metter tutti sottosopra a
quest'ora? E poi, quante spiegazioni dovremmo
dare! Non vi pare pi semplice che io rimanga
da Bertina fino a domani?
In quel tugurio dove la povera Giuliana
 morta stamattina?
Appunto per questo! Ho paura che, presa
dalla disperazione, la disgraziata attenti alla
sua vita. Voglio cercare di consolarla facendo
penetrare in lei, al cospetto della sua creatura
morta, un barlume di fede: per lei prima di
tutto, e poi anche per voi, Stanislao. Non credete
che il rimorso sia capace di farle confessare
quel segreto tenuto fino ad ora cos gelosamente
celato?
Ma sarete sprovvista di tutto in quella
lugubre stamberga!... Non posso lasciarvici,
cara Natalia!
Invece bisogna che vi stia. Qualcosa da
mangiare lo trover di certo.
Lasciate ch'essa faccia come vuole, signor
duca, interruppe Martino. In quanto
al mangiare, non ve ne preoccupate: ci penso
io. Ed ora, se non vi dispiace, mettiamoci
in cammino.
Ghislano riprese il suo caro fardello e, preceduto
dal vecchio che portava la lanterna, si
cacci di nuovo nell'oscuro sotterraneo.
...
.
...
Capitolo 5. VERSO IL CASTIGO.
...
.
...
Sotto una vera tormenta di neve, i due uomini
e Natalia, usciti dal sotterraneo, s'internarono
nello stretto viottolo abbandonato da
che nessuno lavorava pi nelle cave.
Ghislano camminava alla svelta su quel terreno
sdrucciolevole e pieno di crepacci, non
dando ascolto a Martino che lo pregava insistentemente
di lasciargli portare un po' la prigioniera
liberata.
Finalmente apparve il tugurio di Bertina
Vaillant. Un debole raggio di luce filtrava dai
vetri della camera di Giuliana.
Ghislano affrett il passo, si ferm davanti
alla porta sconquassata e picchi con forza.
Nessuno rispose.
Picchi una seconda, una terza volta: lo
stesso silenzio.
Purch non sia troppo tardi! mormor
Natalia.
Martino si avvicin anche lui, dette una
stratta al chiavistello e spinse la porta senza
incontrare nessuna resistenza. Si avanz un
po' facendosi luce con la lanterna.
La prima stanzuccia era deserta. Ma dall'uscio
socchiuso dell'altra stanza filtrava un
raggio di luce.
Messasi in piedi a fatica, Natalia si avvi
lentamente verso quell'uscio, appoggiata al
braccio di Ghislano, ed entr nella camera della
morticina.
Sul misero lettuccio era stesa Giuliana, con
le mani incrociate sul crocifisso. La tremula
luce di un cero rischiarava quel dolce visino
sereno che pareva quasi dormisse...
Accasciata sul letto di morte, coi capelli in
disordine e la testa nascosta nelle mani, Bertina
Vaillant sembrava impietrita dal dolore.
Quando vide i nuovi venuti alz su di essi
per un attimo gli occhi orribilmente affondati,
li guard come se non li conoscesse, e si riprese
la testa tra le mani.
Natalia e Ghislano si avanzarono fino al lettuccio.
La fanciulla si chin e pos le labbra
sulla fronte di Giuliana. Poi, piegato con raccoglimento
il capo, mormor una breve, ma
fervida preghiera.
Ed ora venite qua, Natalia mia, disse
affettuosamente Ghislano. Venite a riposarvi
e a riscaldarvi: parleremo dopo con questa
infelice. Avete visto? Il nostro fedele amico se
n' andato: scommetto che in questo momento
cerca un po' di cibo per voi.
Condusse Natalia nell'altra stanza e cerc
qualche pezzo di legno per far fuoco; ma non
riusc a scovarne in quella casa sprovvista di
tutto. Allora, senza esitare, afferr una vecchia
cassa tarlata e ammuffita e si mise a disfarla:
presto una vivida fiamma guizz nel focolare
primitivo accanto al quale Ghislano aveva fatto
sedere la sua fidanzata.
Poi si accoccol accanto a lei, stanco egli
pure nonostante la sua vigoria. Tutti e due
stavano silenziosi. Natalia, avvilita di corpo e
di spirito, si lasciava vincere dal torpore; Ghislano
pensava al futuro, ed al prossimo arresto
delle due miserabili.
Lo zio Adriano ritarda molto! egli
mormor a un tratto. Speriamo che non gli
sia successo nulla!
Nell'udir queste parole Natalia si scosse.
 per via di me! Oh, Stanislao, dovevate
proibirgli di andare!
Mi pare di sentir dei passi! disse il
giovane rizzandosi e dirigendosi verso la porta.
Dopo poco Martino entr scotendo il mantello
bianco di neve e posando un paniere per
terra.
Ma di dove venite, caro zio? interrog
Ghislano.
Da casa vostra, signor duca, rispose
il vecchio tranquillamente.
Da Eyrans? Con questo tempo? Ma  una
pazzia!
Invece  una cosa semplicissima. Eyrans
non  molto lungi di qui, e andando di passo
svelto non ci ho messo poi troppo. Ho ancora
buone gambe, caro padrone!... Laggi ho trovato
tutto quello che volevo. La vecchia Alfonsina
aveva fatto ieri un ottimo brodo, e credo
che questo sosterr la signorina.
Tolse dal paniere una macchinetta a spirito,
un recipiente dove vers il brodo, e dopo poco
present alla fanciulla un caldo cordiale dall'aroma
appetitoso.
Come siete buono, e come vi ringrazio,
signor Dugand! disse Natalia posando la
sua mano su quella del vecchio. Ma dopo
tutto questo strapazzo dovete essere stanco e
aver bisogno di rifocillarvi. Anche voi, Stanislao...
Ghislano, voglio dire!... Dovete aver
patito tanto freddo senza questo mantello col
quale avete voluto coprirmi a tutti i costi!
Ho portato del brodo anche per il signor
duca, disse Martino tirando fuori un'altra
bottiglia.
E, ben inteso, vi siete scordato di portarlo
per voi. Ora, per punirvi della vostra dimenticanza,
berrete questo, disse Ghislano
con voce che non ammetteva replica.
Impossibile, signor duca! Non vorrete
mica darmi un dispiacere simile! balbett
desolato il vecchio.
Un dispiacere a voi? No di certo, mio fedele
amico; ma non voglio neppur cedervi.
Via, per accomodare le cose, divideremo: lo
esigo addirittura.
Martino dov cedere, e dopo essersi un po' ristorati,
i due uomini e la fanciulla scambiarono
alcune riflessioni sui drammatici avvenimenti
svoltisi in quelle poche ore.
Nella stanza accanto regnava un silenzio di
tomba: l'infelice madre era sempre l, accanto
al letto della figlia, immersa nel suo dolore
tremendo.
Voglio provare a parlarle, disse Natalia
rizzandosi.
Barcoll un poco, essendo ancora debole e
stordita. Ma c'era li Ghislano pronto a sorreggerla:
ella si appoggi a lui ed entr nella
tetra stanza.
Bertina non si mosse.
La fanciulla s'inginocchi accanto al letto e
mormor una prece. Ghislano, vicino a lei, se
ne stava immobile e commosso.
Natalia si alz e guard a lungo Giuliana,
mormorando:
Aiutateci voi, cara piccola santa.
Poi ella si accost a Bertina e le pose una
mano sulla spalla.
La povera creatura sobbalz e fiss Natalia
con occhi smarriti. Allora, col suo fascino tutto
speciale, con tutta la fede e la carit della
sua anima eletta, questa le parl di Dio, del
cielo dove si trovava certo Giuliana, della misericordia
divina, che, se ella voleva, scenderebbe
su lei per ricongiungerla in Paradiso
con la sua cara figliuola.
Ghislano aveva gli occhi pieni di lacrime:
le parole della fidanzata gliene ricordavano altre
dettegli da sua madre nella sua infanzia
lontana. Gl'insegnamenti cristiani ricevuti da
piccino gli si precisavano sempre pi nella
memoria, mentre si sentiva invaso da un' intensa,
dolcissima commozione nel veder Natalia,
china su quella misera creatura, parlarle
sommessamente per far nascere in lei la rassegnazione
e il pentimento.
Ma si sarebbe detto che Bertina non l'ascoltasse
neppure: sconvolta dal dolore, ella si
guardava attorno come stupidita.
A un tratto stese la mano e scost Natalia.
Riveder Giuliana? Ma voi sapete che 
impossibile. Lei era un angelo, e io... io sono
una miserabile. Siamo divise per sempre!
disse con un singhiozzo, e si torse disperata
le mani.
Non dite cos, Bertina! Il pentimento sincero
pu far perdonare molte colpe, ed io sono
sicura che siete pentita del male commesso.
La donna indietreggi, spaventata.
Bertina? Come fate a sapere che mi chiamo
cos?
Non siete forse l'antica cameriera della
contessa di Vaulan?
Bertina tremava come una foglia.
Lo sapete anche voi? Chi ve lo ha detto?
Ghislano le si avvicin.
Gliel'ho detto io, Ghislano di Vaulan.
Ah! Lo dubitavo da un pezzo! mormor
l'infelice. Rassomigliate tanto ai ritratti
di quelli laggi! E poi riconobbi subito
i vostri occhi scuri, dolci e alteri come quando
eravate bambino. Quante volte vi ho rivisto
negl'incubi terribili che per molti anni fecero
delle mie notti un vero martirio!
Essa parlava concitata, affannosamente; e
lo spavento antico pareva affacciarsi di nuovo
in quegli occhi infossati che avevano troppo
vegliato e troppo pianto.
Perch? le chiese fremente Ghislano.
Quali reminiscenze vi ricordo io dunque,
per sconvolgervi in questo modo?
Il volto di Bertina divenne impassibile.
Nulla, nulla!... Lasciatemi; non ho niente
da dirvi.
Natalia si chin e pos la sua bianca mano
su quella bruna della poveretta.
Ve ne supplico, Bertina, riflettete! Con
poche parole potete rimediare le colpe passate;
poich noi sappiamo che voi conoscete
molte cose che possono aiutare il signor di
Vaulan a riconquistare i suoi diritti. In nome
di Giuliana, della vostra cara morticina che
prega per voi e vi aspetta in Cielo, diteci ci
che udiste e faceste al castello di Sailles!
Bertina tremava convulsa. I suoi occhi spauriti
si posarono prima sulla morta, poi su Natalia
e Ghislano.
Dopo tutto, che cosa me ne importa?
ella disse con voce strozzata. Prima, quando
viveva lei, non avrei detto nulla, perch
esse mi avrebbero fatta uccidere: so che ne
sono capaci. Ma ora che Giuliana non c' pi,
posso parlare: non temo pi la morte. E se,
come dite voi, la mia confessione pu darmi
la pace, non rimpianger nulla. La pace!
Quant' che l'ho perduta! Da che ho visto
morire uno dopo l'altro tutti i miei figli e la
miseria si  abbattuta sulla mia casa, non ho
pi avuto un momento di bene. Il rimorso mi
ha torturato l'anima, e pi cercavo di stordirmi,
di scacciarlo, pi mi si conficcava nell'anima.
Le parole sgorgavano ora affannate e convulse
dalla sua gola riarsa.
Essa narr tutto, a cominciare da quando
entr a servizio nel castello di Sailles; disse
del dominio ognor crescente che aveva esercitato
su lei la baronessa Van Hottem, insinuante
e generosa. Tutta la servit, del resto,
non vedeva che per gli occhi di quella donna
astuta che pagava largamente ogni minimo
servigio, e questo col denaro sottratto dalle
somme ragguardevoli datele dal duca per le
spese di casa, e con tanta perizia, che nulla
veniva a risentirne. A poco a poco ella fece
di Bertina una complice, dapprima quasi incosciente,
del compito assegnatole. Ma poi la
cameriera aveva capito; tuttavia, siccome riceveva
molti regali e ingenti somme di denaro,
essa taceva, e pi ancora forse taceva per la
paura che le ispirava la giavanese, quella strana
creatura che pareva veder tutto e saper
tutto, e che essa capiva come fosse capace di
non indietreggiare davanti a nessun delitto...
neppure dinanzi alla morte dell'infelice contessa
di Vaulan, quando un foglio sfuggito
dalle mani della giovane donna svenuta le aveva
rivelato che questa era stata avvertita del
delitto ordito contro lei ed il figlio.
Lo avevo raccattato io per la prima e lo
avevo letto; ma Akelma me lo strapp di mano,
lo lesse e avvamp. Quando la signora di
Vaulan torn in s e ricerc quel foglio, Akelma
giur di non averlo visto... ed io feci come
lei. Poi la giavanese mi mand a preparare
una bevanda calda. Quando tornai, un odore
strano era diffuso nella stanza e la signora contessa
dormiva. Da allora non si svegli pi.
Bertina si butt a sedere su di una seggiola
e si prese il capo tra le mani.
La sera stessa trovai sul cassettone di camera
mia un vistoso gruzzolo di denari destinato
a comprare il mio silenzio. La signora
Van Hottem mi conosceva: sapeva che desideravo
ardentemente la ricchezza, e dopo che
fui sposata riusc senza fatica a farmi andare
con mio marito a Giava, dove ci promise lavoro
e lauto guadagno. Invece vi trovammo
la miseria, e laggi, dopo la morte del mio
primo bambino, cominciai ad esser lacerata
dai rimorsi. Da allora non ebbi pi pace.
Quando incontravo il puro sguardo della mia
Giuliana, fremevo di dolore e di vergogna.
Che strazio per quell'angiolo, se avesse saputo
le colpe di sua madre!
Le lacrime solcavano ora il volto avvizzito,
rovinato dalle miserie fisiche e morali. Ma una
pace quasi serena pareva distendersi su quella
donna mentre si lasciava sfuggire il segreto
che la torturava.
Ghislano, pallidissimo, si chin e pos una
mano sul braccio dell'infelice.
Bertina, questa confessione cancella la
vostra colpevole complicit. Quando quelle due
miserabili assassine saranno trascinate davanti
ai tribunali, vorrete ripetere in pubblico
quello che ci avete detto oggi?
Essa alz gli occhi e disse recisamente:
S, lo ripeter; non temo pi nessuno,
ora, e sar lieta di contribuire a farvi rendere
ci che vi spetta: siete stato tanto buono con
la mia Giuliana! Anche prima eravate cos:
mite e caritatevole con tutti, proprio come la
vostra povera mamma. Ma allora nulla poteva
commuovermi: ero assillata dalla sete dell'oro
e dal disgusto del lavoro. E quelle donne ne
profittarono! Ma ora basta; il castigo ci sar
anche per loro, e voi tornerete da padrone nel
castello dei vostri avi, signor di Vaulan. Allora
procurerete di perdonare all'infelice Bertina
che ha sofferto tanto divorata dal rimorso
delle colpe commesse.
Come cristiano, ed in memoria della vostra
santa figliuola, io vi perdono, Bertina: vi
perdono in nome di mia madre e mio, disse
solennemente Ghislano.
Grazie! mormor l'infelice con un sospiro
di gioia.
Ella si rizz, poi and a inginocchiarsi accanto
al letto della morta e nascose il volto fra
le coltri.
Lasciamola, mormor Ghislano a Natalia.
Il suo dolore ora  diverso, e non 
pi spaventoso e tremendo come prima. Forse
la poveretta cercher di pregare.
Entrarono nell'altra stanza da dove Martino
era stato spettatore della lugubre scena ed aveva
potuto ascoltare le parole di Bertina.
Ghislano si avvicin al vecchio che pareva
in preda ad una violenta commozione.
Finalmente converrete anche voi, zio
Adriano, che la religione possiede nel suo seno
anime abbastanza belle da eclissare col loro
splendore le sacrileghe ipocrisie di una donna
come la Van Hottem! Avete visto il potere di
questa grande forza sui cuori colpevoli, e le
trasformazioni veramente portentose che pu
operare?
S, capisco di aver avuto torto; capisco
che esistono dei dolori che la fede soltanto
pu consolare, delle rovine morali ch'essa sola
pu riedificare, ed anche .delle virt sempre
incomplete e fragilissime se non sono sorrette
da questa forza sovrumana.
La manina di Natalia si tese con gesto spontaneo
a stringere quella di Martino.
Questa  una confessione leale, signor
Rgent, e Dio ve ne terr conto. Siete un nobile
cuore come lo  quello del vostro discepolo
che va verso la verit con tanta lealt e
coraggio, con tanto desiderio di fede!
Un lampo di gioia brill negli occhi di Ghislano.
Volete che vi dia una grande consolazione,
mia cara, piccola fidanzata? Poco fa,
davanti a quell'angelico letto di morte, udendo
le parole che rivolgevate a quella povera donna,
ho compreso a un tratto che le vostre preghiere
erano esaudite, e che io avevo la fede
viva, intera, assoluta.
Natalia palpitava di gioia.
Dio sia ringraziato! ella disse esultante.
Quando il Signore ci avr uniti, formeremo
un cuore e un'anima sola, Ghislano!
Tutti e tre si sedettero di nuovo davanti al
focolare e aspettarono, in un conversare interrotto
da lunghi silenzi pieni di raccoglimento,
le prime luci dell'alba.
Quando questa spunt, Ghislano disse di voler
andare a Roccarossa per chiedere una carrozza
al fine di ricondurre a casa la fanciulla,
e poi, appena aperto l'ufficio postale, telegrafare
alle autorit competenti per l'immediato
arresto delle colpevoli.
Che rivoluzione porterete a Roccarossa,
Ghislano! disse Natalia. La signora Van
Hottem era amica loro. Per fortuna la signorina
Carlotta non vi si trova presentemente,
se no sarebbe stato un po' duro per lei il sapere
che quegli ch'ella considerava quasi come
suo fidanzato  il figlio di un'assassina.
Molte altre cose non le andranno a genio!
mormor Ghislano con un risolino sarcastico.
Ed ora addio: vi affido allo zio
Adriano, cara Natalia, e vo di corsa a portare
lo scompiglio laggi.
Quella mattina, svegliandosi, la signora Van
Hottem osserv con una certa maraviglia che
la sua fida giavanese non era al suo solito posto,
appi del letto a spiare, come di consueto,
il risveglio della padrona.
La baronessa chiam una cameriera e le domand
che cosa fosse successo ad Akelma.
Finora nessuno l'ha vista stamani, signora
baronessa, le fu risposto.
La signora Van Hottem pens:
Forse  presso la prigioniera. Chiss che
non abbia escogitato il mezzo per indurla a
obbedire senza indugio.
E senza preoccuparsene, si fece pettinare e
vestire.
Poi si sed nel salottino attiguo alla sua camera
aspettando l la fida ancella che sarebbe
certo andata a riferirle le novit.
Ma il tempo passava ed Akelma non si vedeva.
Allora la baronessa cominci a impensierirsi.
Da che aveva presentito nell'ingegnere di
Eyrans quel Ghislano di Vaulan scomparso
cos misteriosamente, da che soprattutto la
giavanese aveva sorpreso il colloquio del giovane
con la fidanzata, colloquio che aveva rivelato
come egli fosse pronto a tutto per ricuperare
il suo titolo e il suo patrimonio, essa
viveva in ansie atroci. La notte non riusciva
a prender sonno, e nei pochi momenti di dormiveglia
era assillata da incubi atroci; il giorno
poi, stava sempre sulle spine, temendo il
pericolo.
Visto che la strana assenza di Akelma si prolungava
essa lasci le sue stanze ed entr nella
camera della giavanese: il letto era intatto, e
il gran mantello nel quale ella si avvolgeva
per spiare i nemici quando usciva, era buttato
su di una seggiola, prova sicura che la donna
non si era allontanata dal castello.
Interrogati, i domestici ripeterono che quella
mattina non l'avevano vista. Presa dal panico,
la signora Van Hottem si mise a cercarla
per ogni dove, e passando in un andito
scrse per terra un lembo di seta a strisce rosse
e gialle, che sembrava fosse stato strappato
con violenza.
Un pezzo del turbante di Akelma! essa
mormor tutta tremante. Ma... che cosa 
successo?...
Fece di corsa le scale e arriv ansante
al secondo piano della gran torre. Un urlo di
spavento e di rabbia la inchiod sulla soglia
della prigione, spalancata e deserta.
L'hanno rapita! E Akelma  in loro potere!
Siamo perduti!
Si appoggi al muro perch le gambe non
la reggevano pi.
D'improvviso trasal.
Avviseranno la giustizia! Sar arrestata!
E Pieter, Pieter che non sa nulla! Bisogna
fuggire senza indugio!
Come una pazza, scese le scale ed entr
quasi correndo nell'appartamento dei duchi.
Contro il suo solito, Pieter era gi alzato
a quell'ora molto mattutina per lui. Volendo
esercitarsi nel nobile piacere della caccia, aveva
deciso di andare a molestare i conigli del
parco, e canticchiando lo stupido ritornello di
una canzonetta di moda, finiva di vestirsi.
Un colpo secco e nervoso bussato all'uscio
gli tronc in gola l'ultima nota.
Avanti!... Ah, siete voi, mamma? Dio,
che faccia!
La baronessa gl'intim col gesto di tacere,
e dette un'occhiata espressiva alla stanza vicina
dove il cameriere metteva in ordine la
roba del padrone.
Vieni nelle mie stanze, debbo parlarti,
ella disse con voce cupa.
Avete tanta fretta? Lasciate almeno che
finisca di annodarmi la cravatta.
Vieni, ti dico! ella ripet afferrandolo
per un braccio.
Pieter la segu borbottando, e quando fu in
camera di sua madre le chiese stizzito:
Spiegatemi finalmente che cosa significa
tutto questo mistero.
Significa che fra poco Ghislano di Vaulan,
munito di prove schiaccianti, verr a farci
scacciare di qua... verr a farmi arrestare.
Pieter sobbalz.
Che dite?... Farvi arrestare? Perch?
Avreste forse falsificato il testamento?
Il testamento  validissimo e scritto tutto
di pugno del duca.
Allora?...
Da pallida che era, la baronessa divenne livida.
Essa prese le mani del figlio e immerse
lo sguardo nel suo.
Pieter, mi accusano... di aver fatto morire
la contessa di Vaulan, di aver tentato di
avvelenare suo figlio...
Che sciocchezze! Son cose che non reggono,
via!... E non dovete davvero preoccuparvi
di simili fole! disse Pieter stizzito.
Che bisogno c'era di farmi questa paura?!
Ella si strinse disperatamente a lui.
Pieter, la situazione  gravissima. Bisogna
fuggire, abbandonare questa casa, lasciar
passare la bufera che, se restiamo, minaccia
di travolgerci tutti.
Fuggire?... Ma sapete che a sentirvi parlar
cos si direbbe quasi che siete colpevole?
La baronessa balz indietro come una belva
ferita e lasci il braccio del figlio. Il giovane
continu con crescente veemenza:
Questo poi no! Andarmene cos, come
un ladro o un assassino, e lasciar libero il posto
a quell'odioso Dugand? No davvero! Venga,
se ha coraggio, con tutti i suoi fogli, le
sue imposture, le sue accuse, e vedremo chi
di noi avr ragione!
Ella congiunse disperata le mani.
Pieter, te ne supplico! Se restiamo, sento
che nulla potr salvarci; fuggendo, ci porteremo
dietro un gruzzolo discreto, e potremo
viver tranquilli altrove.
La mano di Pieter strinse come in una morsa
il braccio di sua madre.
Allora dite, ma dite dunque che quella
gente vi accusa con ragione! Se ci non fosse,
vi ridereste di loro e delle loro prove!
Livida, sconvolta, essa mormor:
Per te, Pieter... lo feci per te... per vederti
ricco e felice.
Egli si lasci sfuggire un'imprecazione ed
abbandon il braccio di sua madre.
Ah, dunque  vero?... Il resultato 
magnifico, sublime!... Eccomi diventato un miserabile
senza un soldo, dal quale tutti si allontaneranno
perch figlio di un'assassina!..,
Un pazzo furore s'impossessava di lui e le
parole uscivano a scatti, disperate e sconnesse,
dalle sue labbra contratte.
Sua madre tremava convulsa ed ascoltava
inorridita quel figlio per il quale aveva sacrificato
perfino l'anima sua e che in quel momento
sapeva solo rimproverarla della miseria
materiale che lo aspettava; quanto a quella
morale, Pieter non se ne curava: per lui l'onore
era una parola vuota di senso. Denaro e
benessere erano le sole cose ch'egli valutava
nella vita.
A un tratto si chet: la baronessa vacillava,
un'onda di sangue le imporporava la faccia;
le deboli braccia del figlio non riuscirono a
sorreggerla, ed ella cadde di schianto sul pavimento.
Per un attimo Pieter rimase allibito, poi fece
l'atto di slanciarsi verso il campanello; ma si
ferm di botto riflettendo.
S,  necessario!... Capisco che non gioverebbe
a nulla se restassi... e sono in tempo
a fuggire.
Si avvicin ad una cassaforte murata in un
angolo della stanza e ne fece scattare il congegno.
Molti astucci erano accatastati l dentro.
Pieter li apr, tir fuori le magnifiche acconciature
di brillanti, di smeraldi, di rubini,
tutti i celebri gioielli delle duchesse di Sailles;
ne riemp una valigia che and a prendere
nella guardaroba di sua madre, vi aggiunse
un fascio di titoli al portatore, poi entr in
camera sua, prese un pastrano e un cappello,
e torn a dare un ultimo sguardo alla signora
Van Hottem, sempre immobile, con gli occhi
stravolti e la faccia violacea.
Come se nulla fosse, egli usc dalla camera,
nascose in un andito la valigia, il pastrano,
il cappello, quindi torn indietro e cominci
a sonare il campanello con quanta forza aveva.
Ai domestici accorsi dette l'ordine di andare
a chiamare un medico, e fece finta di disperarsi
dello stato di sua madre.
Ma un quarto d'ora dopo egli se la dava a
gambe, trascinandosi dietro la famosa valigia,
gi per un ripido viottolo che conduceva al
villaggio. Pieter, codardo com'era, non si era
mai arrischiato a passare di l; ma ora si trattava
di salvare un patrimonio, e l'avaro barone
esponeva volentieri per questo la sua preziosa
esistenza.
Arrivato in fondo al viottolo, egli pass pei
campi per arrivare alla stazione. Si affrettava
perch sapeva che di li a poco doveva passare
un treno per il Prigueux. Di l ne avrebbe
preso uno per Bordeaux, e, giunto in questa
citt, gli sarebbe facile imbarcarsi su di un bastimento
in rotta per una destinazione qualsiasi:
dove andar di preciso non gl' importava:
per il momento, l'essenziale era di sfuggire
alla giustizia, che non avrebbe certo gradito
quel trafugamento di una parte del patrimonio
dei duchi di Sailles.
Finalmente giunse alla stazione, prese il suo
biglietto e fece per avviarsi verso il treno. Ma
un grido di spavento gli mor in gola quando,
accanto a un alto vecchio canuto, vide Ghislano
di Vaulan che parlava col signor di Ravines.
Pieter indietreggi, ma Ghislano lo aveva
gi visto, e in quel momento si chinava a sussurrare
qualcosa ai suoi due compagni.
Avete ragione! esclam il signor di
Ravines.
Senza dire una parola, il vecchio si avvicin
a Pieter e gli pos una mano sulla spalla.
Volete seguirmi un istante? Ho da comunicarvi
una cosa.
Riprendendo un po' di fiato, il barone domand
con la sua solita arroganza:
Come mai vi permettete di avvicinarmi
in modo cos brusco?
Ve lo spiegher subito. Intanto seguitemi,
rispose altero Martino Rgent.
Pieter cap che se non voleva fare uno scandalo
il meglio era di seguire il burbero vecchio.
Lo accompagn quindi in una sala d'aspetto
deserta, dando prima un'occhiata feroce a Ghislano,
grave e impassibile come il solito.
Dunque, devo comunicarvi una cosa...
una cosa un po' spiacevole; ma come si fa?
disse Martino Rgent, e senza tanti preamboli
seguit: Forse non sapete che un mandato
di arresto  stato spiccato contro la baronessa
Van Hottem... o forse la notizia non vi giunge
nuova?
Sotto quell'acuto sguardo penetrante, Pieter
si turb; ma volle fare il gradasso, e disse risentito:
Mia madre arrestata? Ed  per raccontarmi
simili fandonie che mi avete fatto venir
fin qua?
Non cercate di scherzare, signor Van
Hottem, disse il vecchio. Gi da molto
tempo vi conosco: vi ho visto appena entrato,
e non mi  sfuggito il tentativo di fuga che
cercavate di fare vedendo il mio giovane padrone.
Volevate andarvene alla chetichella,
portandovi dietro un discreto bottino: la cosa
 innegabile!
Un urlo di rabbia rispose alle parole del vecchio.
E osate dirmi simili insolenze, voi, miserabile!
Vorreste forse proibirmi di viaggiare
a mio talento?
Padronissimo di farlo, purch non portiate
via nulla di ci che non vi appartiene.
Siete uno scellerato, un vile calunniatore!
rugg Pieter pazzo di rabbia.
Vedremo. Intanto aprite questa valigia e
vi dir subito se mi sono ingannato. Se cos
fosse, vi prometto di lasciarvi andare senza
darvi nessun fastidio.
Ma io posso portar via quello che mi pare!
Tutto mi appartiene, nel castello di Sailles!
url Pieter accecato dall' ira e non riuscendo
pi a dominarsi.
Ehm! Questo lo dite voi; per conto mio,
sono di un'altra opinione. Del resto, la giustizia
decider. Ma appunto per questo  necessario
che restiate qui, e vi terr compagnia
fino a che non arrivi il procuratore della Repubblica.
E senza lasciargli tempo di protestare, Martino
Rgent si avvicin alla porta della sala
d'aspetto chiamando:
Signor duca!
Ghislano si fece avanti.
Sono qui a guardia dell'individuo e della
sua preziosa valigia. Quella di accompagnare
alla stazione il signor di Ravines  stata davvero
un' idea geniale, se no a quest'ora il briccone
se la svignava con una bella somma...
da degno figlio di sua madre. Tornate pure a
Saint-Pierre, signor duca; io resto qui, ed appena
giunger la giustizia, far il mio rapporto
e consegner l'individuo.
Che impiccio per voi, zio Adriano! Torner
a sostituirvi in questa noiosa sorveglianza.
No di certo! Non tocca a voi a fare il secondino.
E poi, solo pensando alla soddisfazione
di far acciuffare tutta questa razza di ladri,
il tempo mi passer in un baleno!
Ci dicendo il vecchio torn a sedersi accanto
a Pieter, il quale lo guard annientato, convinto ormai di essere irreparabilmente perduto.
...
.
...
Capitolo 6. TARDI RIMPIANTI.
...
.
...
Prima di sera, i drammatici avvenimenti
svoltisi al Castello Nero erano conosciuti in
tutti i dintorni, e il giorno seguente, infrangiati
e fiorettati a piacere, come suole accadere,
facevano il giro di tutta la Francia sui
giornali quotidiani.
La signora d' Ecrivens, la cugina presso la
quale Carlotta di Ravines era ospite a Bordeaux,
apr distratta il giornale portatole dalla
cameriera e lesse:
Grave fatto nel Prigord. Un rapimento.
Le rivelazioni di due scomparsi.
Dapprima la signora d'Ecrivens lesse sbadatamente,
poi divor le varie colonne inerenti
a quest'argomento, e alla fine cominci a strillare
slanciandosi nel corridoio del suo appartamento:
Carlotta! Carlotta!
Da una porta socchiusa fece capolino la
snella personcina della fanciulla avvolta in un
accappatoio color rosapallido.
Che c', Roberta?
Una cosa inaudita, inverosimile, accaduta
al castello di Sailles! Ma leggi, e capirai meglio!
Le porse il giornale, e Carlotta lesse in un
momento il racconto, forzatamente succinto,
poich i giornalisti ignoravano ancora molti
particolari.
 proprio inaudito, spaventoso! balbett
Carlotta, pallida come una morta.
Non  vero? E pensare che presto saresti
stata fidanzata col figlio di quella briccona!
Puoi dire di averla scampata bella, mia cara!
Adesso bisogna far la conquista del nuovo
duca. Ma ora che ci penso, tu devi conoscerlo
benissimo, questo signore: non  uno degl'ingegneri
di tuo padre?
S, lo conosco, mormor impacciata
Carlotta.
Com'?
Perfetto... un vero gran signore.
Ma allora tutto va a gonfie vele! Ti vedo
gi diventata duchessa, Carlottina mia! E ti
assicuro che questo matrimonio mi va cento
volte pi a genio di quello con Van Hottem.
Ah... ma ecco!... Nel giornale accennano che
egli  fidanzato con la signorina di Landies,
rapita per ordine della baronessa... non ho
ancora capito il perch: la cosa non  chiara,
qui.
Carlotta sobbalz.
Non credo. Prima, forse, poteva avere
quest'intenzione, ma ora...
Ora cercher ben altro. Ti auguro buona
fortuna, Carlotta.
Grazie, cara amica. Mi scuserai,  vero,
se ti lascio un giorno prima? Dopo questo
fatto straordinario partir domattina per trovarmi
sul posto e conoscerne tutti i particolari.
Di' piuttosto per vedere il pi spesso possibile
il nuovo duca! esclam ridendo la
giovane signora. Parti quando vuoi, cara;
i miei voti pi sinceri ti accompagnano.
Nel pomeriggio del giorno dopo Carlotta
scendeva alla stazione di Saint-Pierre. Avendo
annunziato con un telegramma il suo ritorno,
trov il padre ad aspettarla.
Quante cose, da che sei partita! disse
abbracciandola il signor di Ravines. Possiamo
raccontartene delle belle. Ma gi avrai
saputo il fatto dai giornali...
S, all'incirca. Ma bisogner che mi spieghiate...
Pi tardi, s; ora andiamocene; fa un
freddo birbone, oggi. Il nostro giovane duca
 qui alla stazione, sai? E venuto poco fa a
Roccarossa, e sapendo che venivo a prenderti
mi ha offerto di accompagnarmi con l'automobile,
avendo egli pure da fare qui, e ci ricondurr
a casa.
Carlotta si sent battere il cuore di gioia e
una vampa di fuoco le imporpor il volto.
Quando padre e figlia uscirono dalla stazione
trovarono Ghislano che passeggiava accanto
alla sua vettura. Egli fece pochi passi
verso loro e s'inchin rispettosamente alla signorina.
Con gesto spontaneo e gentile, per la prima
volta da che lo conosceva, la fanciulla gli porse
la mano e gli disse affabilmente:
Mi rallegro con voi, signore. Sono ancora
stupita e commossa dal racconto dei fatti
incredibili che ho letto sui giornali.
Capisco benissimo che ne siate commossa,
signorina. Voi specialmente eravate molto
intima amica della baronessa Van Hottem, ed
 sempre increscioso il dover riconoscere di
aver mal collocato quella pianta preziosa che
si chiama amicizia.
Nulla in tali parole poteva offendere Carlotta;
eppure essa divent pallidissima e si
morse le labbra. Dal contegno rigidamente
cortese del giovanotto, dalla sua educata, ma
fredda risposta, aveva capito che il duca di
Sailles rimaneva sempre per lei Stanislao Dugand.
Senza aggiunger altro, la fanciulla sal nell'automobile.
Il duca si mise al volano e la
macchina si mosse.
Durante il percorso il signor di Ravines raccont
alla figliuola le ultime novit. La baronessa,
colpita da congestione, aveva avuto un
ultimo barlume d'intelligenza che aveva permesso
al curato di esortarla al pentimento e
di darle l'assoluzione. Dopo di che era spirata.
Akelma fu ritrovata nel sotterraneo in preda
a una tremenda crisi di nervi che rese necessario
l'uso della camicia di forza affinch ella
non attentasse ai suoi giorni. Pieter, arrestato,
doveva comparire di l a poco davanti ai tribunali
per rispondere di tentato furto in danno
del duca di Sailles, al quale voleva sottrarre
gioielli e ingenti somme di denaro ritrovate
nella valigia ch'egli cercava di portarsi dietro
nella sua fuga precipitosa.
Bella famiglia, non c' che dire! concluse
il signor di Ravines. E pensare che
fra un mese saresti stata fidanzata a costui!
Carlotta lo interruppe bruscamente chiedendogli:
Che frottola  quella del fidanzamento
della signorina di Landies e... di lui, sciorinata
dai giornali?
Ma  la verit, cara! I due giovani erano
d'accordo prima ancora che Ghislano conoscesse
la sua vera condizione sociale. Se tu vedessi
come ne  innamorato! Ieri la signorina
Natalia aveva una febbre violenta dovuta alle
ultime commozioni subite, e il dottore era un
po' preoccupato: non ti so dire in che stato
fosse il duca! Telegraf immediatamente alla
signora di Landies, la quale  giunta stamani
con l'altra sua figliuola e, per fortuna, ha trovato
Natalia un po' migliorata.
Quel buon uomo del signor di Ravines non
supponeva affatto di dare, con queste notizie,
altrettante stilettate nel cuore della figlia. Pallida,
con gli occhi infossati e i lineamenti sconvolti,
Carlotta voltava il capo dall'altra parte
e guardava fuggire la campagna coperta di
neve.
L'automobile entr nel cortile di Roccarossa
e si ferm davanti alla scalinata. Due esclamazioni
gioconde si elevarono:
Finalmente ci siete, signor Ghislano!
E senza lasciargli il tempo di scendere, Marcella
e Vitalina, vispe e petulanti come due allodole,
saltarono addosso al giovanotto e gli
sedettero accanto.
Lasciatemi, demonietti! egli disse ridendo.
Bisogna che aiuti la signorina di
Ravines a scendere.
Non importa: ci pensa il babbo! disse
Marcella. Ascoltateci piuttosto: dobbiamo
dirvi una cosa... una cosa che vi far molto
piacere: la signorina Natalia ha mangiato un
pochino...
E pare che stia davvero molto meglio,
fin Vitalina.
Il volto di Ghislano s'illumin di gioia.
Benissimo!... Grazie della bella notizia,
care piccine. Direte a Natalia che anelo di vederla.
Anch'essa anela di veder voi! Ha riletto
non so quante volte il bigliettino che la mamma
le ha consegnato a nome vostro, e mi ha
detto di dirvi che prega molto per il vostro
bene. Ed ora che siete contento ci farete un
piacere, non  vero, caro signor Ghislano?
chiese carezzevole Vitalina.
Che cosa volete, mia futura cognata?
Conduceteci a fare una bella gita in automobile.
Oggi  troppo tardi ed ho ancora varie
cose da sbrigare all'officina; ma domani, se
Natalia continuer a star meglio e se i vostri
genitori lo permetteranno, vi condurr dove
vorrete.
In quanto a me, vi affider con piacere
il mio diavoletto! disse ridendo il signor di
Ravines. Ora scendete, bambine, e non date
pi noia al signor di Sailles.
Dopo avere stretto la mano al signor di Ravines
e alle bimbe e aver rivolto un compassato
saluto a Carlotta, Ghislano riprese la via
dell'officina.
Entrata in casa, Carlotta and a salutare
sua madre che, un po' sofferente, stava sdraiata
sopra un'agrippina. Accanto a lei, Maurizio
leggeva ad alta voce.
Appena il giovane vide sua sorella, ne scrut
un po' ironico la faccia rabbuiata.
Che t' successo, per indurti a tornare
un giorno prima in questa tana di Saint-Pierre?
Mi pare che accadano qui cose abbastanza
straordinarie perch desideri anch'io di esserne
informata, ella rispose seccamente,
mentre si chinava ad abbracciare sua madre.
Quanto ad essere straordinarie, lo sono
davvero! sospir la signora di Ravines.
Tutti questi avvenimenti mi hanno scosso i
nervi, senza contare che ieri ho dovuto anche
curare quella povera figliuola. Per fortuna
oggi c' sua madre, ed io non ho pi quella
responsabilit. Ma tu che hai, Carlotta? Mi
sembri un po' stanca...
Un po' di emicrania, mamma. Ora vado
subito in camera, bevo una tazza di t e mi
corico. Buona sera, mamma; buona sera, Maurizio.
E si allontan, seguita dallo sguardo indagatore
del fratello.
Un'atroce disillusione! egli mormor
sedendosi di nuovo accanto a sua madre.
La signora di Ravines lo guard stupita.
Di che parli, Maurizio?
Dell'amaro rimpianto che deve provare
oggi Carlotta nel pensare al modo altezzoso
col quale tratt sempre il nostro ingegnere, e
del suo dispiacere nel dover abbandonare a
quella fanciulla, bella e modesta, il titolo di
duchessa di Sailles ormai irrevocabilmente
perduto per lei.
Ci infatti  penoso. Carlotta non ha saputo
comportarsi con un certo tatto, come doveva.
Ma chi poteva immaginare una cosa simile?
Ella soffrir di questo stato di cose, ed
avrei preferito che fosse rimasta un altro po' a
Bordeaux.
Sola in camera sua Carlotta faceva in quel
momento la stessa riflessione. Accasciata sul
divano, con la testa sprofondata nei guanciali,
essa piangeva. Lacrime di rabbia, d'invidia,
di rimpianto ed anche di dolore sgorgavano
da quegli alteri occhi. Poich quel cuore orgoglioso
e freddamente egoista aveva sentito
qualcosa d'ignoto palpitare in s. Gi da qualche
tempo, senza volerselo confessare, Carlotta
di Ravines amava il giovane ingegnere che
un giorno essa aveva trattato, con supremo
disprezzo, di sottoposto, ed ora questa sofferenza
si univa all'amor proprio ferito ed alla
gelosia verso Natalia, la bella fidanzata della
quale doveva vedere il matrimonio felice.
Ma perch non son restata a Bordeaux?
Chi mi avrebbe detto che una tal cosa fosse
possibile?... Speravo sempre... E invece lei
sar duchessa... lei sar sua moglie!
Il giorno di Natale, Natalia ottenne il permesso
di scendere per la prima volta dalla sua
camera e di recarsi in carrozza ad assistere
alla messa di ringraziamento che Ghislano faceva
dire per la ricuperata salute di lei. Egli
condusse con s l'intera famiglia, poich era
giunto Raul da Pau e Pietro da Bayonne.
In piedi accanto a Natalia, il giovane duca
di Sailles assist alla funzione con pio raccoglimento,
e la gente mostrava a dito Martino
Rgent, il servitore esemplare che condivideva,
insieme col padrone, gli onori della pubblica
curiosit.
In fondo alla chiesa una donna in gramaglie
pregava per colui che la preservava dalla miseria
e adornava di fiori la tomba dove riposava
per sempre Giuliana Vaillant.
Sul finire di quel nevoso pomeriggio di Natale,
quella stessa donna si avviava con un
mazzo di fiori verso Roccarossa e sonava al
portone del castelletto.
Potrei parlare un momento alla signorina
di Landies? ella chiese al cameriere che
and ad aprire.
Questi squadr con disprezzo la misera
donna.
No davvero! Il signor duca di Sailles 
arrivato proprio ora, e capirete che la sua fidanzata
non lo lascer affatto per venire a ricevervi!
Bertina guard afflitta il suo povero mazzo
di fiori: doveva dunque riportarselo indietro?
Ma a un tratto le brillarono gli occhi di
gioia: aveva visto Martino Rgent che discorreva
con Maurizio.
Fatemi il piacere di domandare al signor
Rgent se posso dirgli una parola.
In questo, vi contenter, rispose con
condiscendenza il cameriere.
Bertina lo segu fino alla scalinata.
Il vecchio la riconobbe subito ed esclam:
Toh! Siete voi, signora Vaillant? Che
cosa volete?
Venivo a fare gli auguri per la sua festa
alla signorina Natalia ed a porgere a lei ed
al signor di Vaulan... al signor duca volevo
dire, tutti i miei voti sinceri di felicit e tutti
i miei ringraziamenti per quello che entrambi
hanno fatto per la povera Giuliana e per me.
Ma ne saranno contentissimi! Venite, venite;
vi conduco subito da loro.
Bertina, rasserenata, lo segu nel salottino
dove la signora di Landies era assorta nella
lettura mentre Natalia e Ghislano, seduti sopra
un canap, chiacchieravano sommessi tra
loro.
Vi porto altri auguri ed altri fiori, signorina
Natalia, disse sorridendo Martino Rgent.
Ah, c' Bertina! esclam Natalia chiamando
la poveretta vicino a s. Come siete
stata gentile, di aver pensato che oggi  la
mia festa, cara Bertina!
Non dimenticher mai quello che vi devo,
disse la donna con la voce rotta dalla commozione.
Mi ricorder sempre di voi e della
misericordiosa bont del signor duca verso
quest'abbietta creatura che lasci far tanto male
a sua madre ed a lui...
Ghislano la interruppe.
Non parliamo pi di queste cose, Bertina!
Vi toccher purtroppo disseppellire questi
vecchi ricordi quando vi chiameremo come
testimone in tribunale, ma dopo non dovrete
pensarci pi, se non per ringraziare Dio di
aver avuto piet di voi.
Bertina scosse il capo.
Queste cose non si dimenticano, signor duca!
Col tempo si potranno forse assopire,
ma scordare mai. Signorina Natalia, ero venuta
per porgere a voi ed al signor di Vaulan
i miei pi fervidi voti di bene, ed anche
per ringraziare entrambi. Non potr mai farlo
abbastanza!
Natalia prese commossa l'umile mazzo di
fiori e porse alla donna la manina dove brillava
l'anello di fidanzamento datole da Ghislano
pochi momenti prima.
Vi ringrazio anch'io, Bertina; voi siete
fra coloro per i quali prego ogni giorno in
modo particolare, e sar sempre contenta quando
verrete a trovarmi per parlare insieme della
vostra cara Giuliana.
Bertina ringrazi e si allontan raggiante.
Restate qui con noi, zio Adriano, disse
il duca vedendo che il vecchio stava per ritirarsi.
Sapete che, nonostante tutte le vostre
proteste, io vi considero come il mio padre
adottivo, e che perci il vostro posto  qui, accanto
a noi ed alla signora di Landies. Che
ne dite, Natalia?
Dico che vi approvo con tutto il cuore,
Ghislano, rispose la fanciulla rivolgendogli
un affettuoso sorriso. Sedetevi accanto alla
mamma, caro signor Rgent; non vi fa piacere
godere un po' pi da vicino della nostra
felicit?
Ci dicendo la fanciulla gli si avvicin, ed
egli guard commosso e intenerito il delicato
visino un po' meno pallido dei giorni precedenti.
Ne dubitate, signorina? La felicit del
mio adorato padrone  la mia. In quanto a
voi, meritate pi di ogni altra di essere l'eletta
compagna del pi nobile uomo, di colui che
porta con dignit e fierezza l'ambito titolo di
duca di Sailles!
Ghislano si mise a ridere e disse tutto allegro:
Siete esperto nel fare gli elogi, caro zio
Adriano. Se continuate mi farete arrossire come
arrossisce la mia cara Natalia.
Vi divertite a dileggiare, Ghislano, e bisogner
che pensi seriamente a correggervi di
questo brutto vizio, disse Natalia ridendo.
Intanto volete aiutarmi a mettere in fresco
questi fiori?
Egli si alz e si avvicin alla tavola dove
erano disposti i mazzi di fiori ricevuti da Natalia
in occasione del suo onomastico. Uno di
questi, composto esclusivamente di candide
rose di Natale leggermente sfumate di rosa,
le era stato portato la mattina stessa dal fidanzato.
Quello di Bertina lo metteremo accanto
al vostro, non  vero, Ghislano? La riconoscenza
e il pentimento di quell'infelice sono
cos sinceri e commoventi! Ma sono sicura che
siete stato bonissimo verso lei e che avete colmato
di beneficii quella donna che ebbe verso
voi s gravi torti!
Mentre immergeva i fiori in un vaso di cristallo
Ghislano rispose:
A che cosa servirebbe la ricchezza, se
non dovessimo adoprarla per fare un po' di
bene intorno a noi? Ho a tal proposito delle
idee che desidero sottoporvi.
Prese la mano della fanciulla e torn a sedersi
sul divano accanto a lei.
Allora egli fece balenare davanti agli occhi
estatici di Natalia una visione di opere di carit,
di vita seria e alta, di grandi pensieri degni
di quei due nobili cuori superiori agl'insulsi
godimenti del mondo.
Sar la vita che piacer anche a voi, non
 vero, Natalia? Tolti i doveri mondani impostici
dal nostro grado, son certo che non desidererete
il lusso sfrenato, l'ebbrezza della vanit,
i successi che potreste riportare nell'alto
ceto.
Ella sorrise nel suo modo affascinante.
Oh, Ghislano! La mia felicit sar di unirmi
a voi per fare il bene. Anzi... volevo chiedervi...
Che cosa, mia cara Natalia? Sapete che
ogni vostro desiderio  un ordine per me.
So che siete buono, e mi rivolgo appunto
alla vostra bont. Pieter Van Hottem, sar
condannato alla prigione?
Certo.
E quando ne uscir, si trover privo di
mezzi, incapace di guadagnarsi da vivere, disprezzato
da tutti. Non credete che sarebbe
bene aiutare quell'infelice la cui educazione fu
cos poco curata, e che appunto per questo
non  forse interamente responsabile?
Ghislano si chin e baci la mano della fidanzata.
Siete un angelo! disse commosso.
Vi prometto di non abbandonarlo. In quanto
ad Akelma, non vorrete mica chiedermi qualcosa
anche per quella miserabile?
Oh, in quanto a lei, la sua pena sar ben
pi dura e pi lunga! Grazie. Ghislano: avevo
ragione dicendo che siete buono!
Chiss allora come diventer, dopo aver
vissuto un po' di tempo accanto a voi!
L'ora della cena si avvicinava, e la famiglia
di Ravines entr in quel momento nel salotto.
Il consueto pranzo di Natale offerto dai signori
di Roccarossa era quell'anno anche un
pranzo di fidanzamento. Gl' invitati giungevano
alla spicciolata, e tutti si affrettavano ad ossequiare
il giovane duca e l'affascinante fidanzata
che sorrideva felice. Il signor Holker giunse
per ultimo, facendo, secondo il solito, un
ingresso rumoroso. Strinse la mano che gli
tesero i due fidanzati, poi esclam:
Che bella cosa! Fa proprio piacere vedere
della gente felice! Avrete un marito in
gamba, signorina! Sapete che cosa mi disse ieri?
Mi disse che avrebbe continuato a occuparsi
dell'officina entrandovi come socio e dando un
impulso maggiore al nostro lavoro. E questo
sapete perch?
Via, smettetela, signor Holker! disse
Ghislano in tono di rimprovero.
No, non mi farete tacere, caro duca. Ebbene,
questo giovane, che potrebbe godere di
un ozio dorato, preferisce lavorare e usare la
sua intelligenza, il suo cuore, i suoi denari, per
concorrere al benessere morale e materiale del
popolo. Me lo disse come una cosa semplicissima,
e ve lo ripeto perch anche voi apprezziate
la sua nobile iniziativa: vuol contribuire
con tutte le sue forze alla rigenerazione dell'anima
dei suoi fratelli pi umili, senza badare
alle ingiustizie che spesso ricompensano
questi tentativi generosi. Ma lo conosco: possiede
l'energia necessaria per assolvere degnamente
il compito che si  prefisso, e la sua fede
cristiana lo inalzer al disopra delle perfidie che
gli si agiteranno intorno.
Bravo, signor Holker! grid Maurizio.
Anche noi siamo del vostro parere.
Anche voi, Maurizio?...
Perch no? Ma ho riguardo alla vostra
modestia; perci star muto come un pesce.
Avete stabilito il giorno delle nozze?
Non ancora, perch il mio nuovo stato civile
richiede un monte di formalit, e credo che
il matrimonio non potr avvenire che tra due
mesi. Frattanto, sar veduto spesso sulla strada
di Pau, disse, rivolgendo un affettuoso sorriso
alla fidanzata.
Meglio cos; ho il tempo di prepararmi a
farvi da testimone; e sapete, tengo moltissimo
a quest'onore, Ghislano!
Il duca strinse commosso la mano di Maurizio.
Sar felicissimo che compiate presso di
me questa parte. Poich resterete sempre uno
dei nostri amici pi cari.
Un lampo di commozione brill negli occhi
del giovane d'Aubars, ma subito la sua indole
spensierata e allegra riprese il sopravvento, e
passando accanto alla sorella maggiore che
guardava con invidia i due fidanzati, le disse
tra il serio e il faceto:
Fai come me, cara sorella: godi della
gioia degli altri senza rimpianti.  il modo
migliore per consolarsi di certe piccole disillusioni
del cuore... o di amor proprio.
...
.
...
FINE.